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Scenari

Vinitaly riparte dal Brasile: il vino italiano guarda al Sudamerica

08 Maggio 2026
Un’azienda vinicola a Bento Gonçalves (il Rio Grande do Sul è il più grande produttore di vino del Brasile) e Federico Bricolo Un’azienda vinicola a Bento Gonçalves (il Rio Grande do Sul è il più grande produttore di vino del Brasile) e Federico Bricolo

Dal Sudamerica all’Asia, la promozione del vino italiano targata Vinitaly riprende subito quota dopo la 58ª edizione della manifestazione veronese. A inaugurare il nuovo calendario internazionale di Veronafiere sono infatti due appuntamenti strategici: Wine South America, in programma dal 12 al 14 maggio a Bento Gonçalves, in Brasile, e Wine to Asia, dal 14 al 16 maggio a Shenzhen, in Cina. Due mercati considerati ad alto potenziale per la crescita del Made in Italy enologico.

“Si tratta di iniziative che confermano il forte e continuo impegno di Vinitaly a sostegno del settore durante tutto l’anno”, sottolinea il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo.

La prima tappa è il Brasile, dove torna Wine South America, principale manifestazione del comparto in America Latina, ospitata al Fundaparque di Bento Gonçalves, nello Stato di Rio Grande do Sul, cuore produttivo del vino brasiliano. La sesta edizione riunirà oltre 400 aziende provenienti da 20 Paesi e più di 5mila etichette. L’Italia sarà presente con 30 cantine e circa 300 referenze provenienti da Piemonte, Veneto, Toscana, Sicilia, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Abruzzo, Umbria e Marche, all’interno del padiglione tricolore promosso da ITA – Italian Trade Agency.

L’appuntamento brasiliano arriva inoltre a pochi giorni dall’entrata in vigore provvisoria dell’Accordo di Partenariato Ue-Mercosur, operativo dal 1° maggio. “Wine South America si consolida come piattaforma strategica per l’internazionalizzazione del vino italiano – commenta il vicepresidente di Veronafiere, Romano Artoni – in un mercato che oggi presenta le condizioni per esprimere tutto il suo potenziale di crescita”.

Secondo l’Osservatorio Uiv-Vinitaly, la domanda di vino in Sudamerica continua infatti a crescere: dopo un incremento medio annuo vicino al 4% tra il 2019 e il 2025, il trend dovrebbe proseguire fino al 2029 con un +3%. Ancora migliori le prospettive per gli spumanti, attesi in crescita del 4% nell’area. Durante la manifestazione sono previsti oltre 7mila buyer e circa 2mila incontri business, con un volume d’affari stimato superiore ai 100 milioni di real brasiliani raggiunti nel 2025.

Quasi in contemporanea, a Shenzhen, andrà in scena la quarta edizione di Wine to Asia, International Wine & Spirits Fair organizzata da Veronafiere Asia Ltd. Oltre 400 espositori da più di 20 Paesi animeranno l’evento, che guarda non solo al vino ma anche a spirits, NoLo e mixology. La delegazione italiana sarà composta da 50 aziende provenienti da Piemonte, Veneto, Toscana e Puglia, sempre in collaborazione con ITA.

Tra le novità dell’edizione 2026, il debutto dell’area Raw Wine dedicata ai vini naturali, biodinamici e biologici, con oltre 60 produttori da 15 Paesi e la partecipazione di Isabelle Legeron MW, prima donna francese Master of Wine e fondatrice della community internazionale Raw Wine.

Secondo le analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, in Asia dovrebbe arrestarsi il calo della domanda di vini fermi registrato negli ultimi anni. Da qui al 2029 gli ordini dei buyer asiatici potrebbero tornare a crescere dello 0,5% annuo. “È fondamentale mantenere il programma di promozione in quest’area, caratterizzata da ampi margini di sviluppo”, osserva Bricolo, che sarà presente a Shenzhen.

Attesi oltre 15mila buyer provenienti soprattutto da Cina, Giappone, Singapore, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Macao. In calendario anche masterclass, degustazioni ed experience, oltre al ritorno di SolExpo Asia dedicato all’olio extravergine di oliva.