Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Scenari

Coldiretti: il made in Italy domina il carrello, filiera da 707 miliardi

13 Maggio 2026
Banco della grande distribuzione con prodotti italiani in vista Banco della grande distribuzione con prodotti italiani in vista

La spesa premia il made in Italy: i prodotti che richiamano l’italianità rappresentano ormai quasi il 30% dell’offerta agroalimentare sugli scaffali. A rilevarlo è un’analisi Coldiretti su dati dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy, diffusa in occasione di Tuttofood, alla presenza del presidente nazionale Ettore Prandini.

Bandiera tricolore, diciture come “prodotto in Italia” ed etichette che certificano l’origine 100% italiana si confermano i principali elementi di richiamo per i consumatori, superando altri claim presenti nella grande distribuzione. Secondo l’ultimo rapporto Censis/Coldiretti, il 91% degli italiani chiede maggiore trasparenza sui prodotti alimentari acquistati quotidianamente, ritenendo fondamentale l’obbligo di indicare l’origine in etichetta per compiere scelte consapevoli sotto il profilo economico, sanitario e qualitativo.

Per Coldiretti, l’etichettatura d’origine resta una battaglia centrale, portata avanti anche a livello europeo attraverso una raccolta di un milione di firme per rendere obbligatoria l’indicazione della provenienza su tutti gli alimenti commercializzati nell’Unione Europea. Tra le iniziative più recenti, anche la mobilitazione al Brennero con diecimila agricoltori.

Attualmente, in Italia, l’obbligo di indicazione dell’origine interessa circa quattro quinti della spesa alimentare, ma rimangono esclusi diversi prodotti: dai legumi in scatola alla frutta utilizzata in marmellate e succhi, fino al grano impiegato per pane, biscotti e grissini, oltre a carne e pesce serviti nella ristorazione. Coldiretti chiede inoltre una revisione della regola dell’”ultima trasformazione” prevista dal codice doganale europeo, ritenuta penalizzante per il comparto agricolo italiano.

“L’agricoltura italiana è il cuore di una filiera agroalimentare allargata che nel 2025 ha superato il valore record di 707 miliardi di euro”, ha dichiarato Prandini, sottolineando come il settore garantisca occupazione a circa quattro milioni di persone. Tra gli strumenti indicati per rafforzare il comparto figurano i contratti di filiera, considerati essenziali per assicurare maggiore equilibrio lungo la catena del valore e stabilità alle imprese agricole.

Il presidente Coldiretti ha inoltre ribadito la necessità di rafforzare i controlli contro le pratiche sleali e le speculazioni, in un contesto internazionale segnato dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime agricole.

Secondo un’analisi del Centro Studi Divulga, le tensioni legate alla guerra in Iran stanno già producendo effetti rilevanti sui costi di produzione: fino a 200 euro aggiuntivi per ettaro coltivato e fino a 3.600 euro per allevatore nei primi due mesi di conflitto. Uno scenario che, secondo Coldiretti, richiede interventi immediati a livello europeo a sostegno del settore agricolo.