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Scenari

Travel retail, aeroporti e stazioni sfidano la crisi: “Entro il 2026 arriveremo a duemila punti vendita”

19 Maggio 2026
Stefano Gardini Stefano Gardini

Nonostante le tensioni geopolitiche internazionali e l’aumento dei costi energetici, il travel retail italiano continua a crescere e guarda al 2026 con moderato ottimismo. Secondo le stime dell’Associazione Travel Retail Italia (Atri), aderente a Federturismo Confindustria, entro la fine dell’anno i punti vendita presenti in aeroporti e stazioni raggiungeranno quota duemila, con un incremento del 2,5% rispetto al 2025.

I dati sono stati illustrati ieri durante la presentazione dello studio Nomisma dedicato ai consumi nei luoghi di transito. Lo scorso anno il comparto ha generato vendite dirette per quasi 3,2 miliardi di euro, registrando una crescita del 7,2% rispetto al 2024, grazie a oltre un miliardo di viaggiatori transitati tra aeroporti e stazioni italiane. Attualmente il settore conta circa 1.950 esercizi commerciali e occupa più di 44mila addetti, in larga parte donne. Considerando anche l’indotto e gli effetti indiretti sull’economia nazionale, il valore complessivo del travel retail arriva a 7,8 miliardi di euro e coinvolge circa 80 mila lavoratori.

“Per la prima volta abbiamo una fotografia chiara di quanto il travel retail rappresenti un ecosistema capace di creare occupazione e ricchezza per il Paese”, ha sottolineato Stefano Gardini. Per il 2026 le previsioni restano prudenti. “Stimiamo una crescita di passeggeri e spesa intorno al 2,7%, inferiore rispetto al +4% ipotizzato a inizio anno”, ha spiegato Gardini, evidenziando come il quadro internazionale continui a influenzare consumi e mobilità. Nonostante questo, il settore conferma una forte capacità di adattamento: “Abbiamo già affrontato crisi profonde e ne siamo usciti rafforzati”.

A dominare il comparto sono soprattutto i negozi retail, che rappresentano il 38% dell’offerta complessiva, seguiti dalla ristorazione (29%) e dai servizi (23%). Più contenuto il peso di piccoli market e duty free, rispettivamente all’8% e al 3%. La spesa media dei passeggeri in partenza si è attestata nel 2025 a 19,2 euro, valore che secondo le stime dovrebbe rimanere stabile anche quest’anno.

Le stazioni ferroviarie si confermano i principali hub di transito, con circa 830 milioni di passeggeri, grazie anche alla crescente attrattività turistica dell’Italia e all’aumento dei visitatori stranieri che scelgono il treno per gli spostamenti interni. Guardando al futuro, le aziende del settore puntano a trasformare aeroporti e stazioni in vere destinazioni esperienziali, capaci di rispondere ai nuovi bisogni dei viaggiatori attraverso innovazione tecnologica, servizi e nuovi format commerciali. Restano però aperte alcune criticità legate agli spazi disponibili all’interno delle infrastrutture e all’evoluzione normativa, elementi che potrebbero rallentare i progetti di sviluppo nei prossimi anni.