Si è aperto oggi al Teatro Accademia di Conegliano il 79° congresso nazionale di Assoenologi dal titolo “La Scuola del vino – Mercati, giovani e nuove sfide enologiche”, il principale appuntamento italiano dedicato al mondo dell’enologia e della vitivinicoltura. Fino al 30 maggio, l’evento riunirà istituzioni, imprese, tecnici, accademici e protagonisti del comparto provenienti da tutta Italia.
Ad aprire i lavori è stato il presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella, che nel suo intervento – dopo aver ricordato Carlo Petrini, fondatore di Slow Food – ha affrontato i temi oggi più rilevanti per il settore vitivinicolo: dal calo dei consumi al rapporto con le giovani generazioni, fino al dibattito sul legame tra vino e salute.
“Questo congresso arriva in un momento economico e sociale particolarmente complesso anche per il mondo del vino – ha affermato Cotarella – ma il settore deve guardare al futuro con fiducia e prospettiva. Oggi più che mai c’è bisogno di unità e della capacità di costruire un nuovo linguaggio in grado di dialogare con i giovani e contrastare posizioni di ostracismo sanitario che rischiano di penalizzare ingiustamente un patrimonio culturale, produttivo e identitario del nostro Paese”.
Il presidente di Assoenologi ha ricordato come il vino abbia già attraversato crisi profonde nel corso della sua storia recente, citando in particolare la vicenda del metanolo del 1986 e un articolo del New York Times che già trent’anni fa parlava di una profonda crisi del settore. “Più volte è sembrato che tutto fosse finito – ha detto – e invece proprio dalle difficoltà il vino italiano ha sempre saputo ritrovare slancio e capacità di innovazione. Anche oggi dobbiamo avere la forza di immaginare un nuovo Rinascimento del vino italiano”.
Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra vino e giovani. “I giovani bevono meno vino rispetto alle generazioni precedenti, ma sarebbe un errore fermarsi ai numeri senza interrogarsi sulle cause profonde. Per decenni il vino è stato parte naturale della vita familiare italiana: si imparava il valore della moderazione a tavola osservando genitori e nonni. Oggi questo passaggio educativo si è quasi interrotto e spesso prevale un approccio proibizionistico che rischia di ottenere l’effetto opposto”.
Secondo Cotarella, il settore deve inoltre rinnovare il proprio linguaggio comunicativo. “Per troppo tempo il vino è stato raccontato in modo complicato e distante. I giovani chiedono autenticità, semplicità e verità. Vogliono conoscere ciò che c’è dietro un calice: il territorio, il lavoro e la storia delle persone. Il vino deve tornare a essere raccontato per quello che è davvero: agricoltura, cultura, paesaggio e convivialità”.
Nel suo intervento, Cotarella ha affrontato anche il tema “vino e salute”. “Da anni il vino è al centro di una campagna fatta di semplificazioni, slogan e terrorismo comunicativo – ha dichiarato – che cancella volutamente la differenza tra abuso e consumo moderato. Noi non difendiamo l’eccesso, ma non possiamo accettare che venga criminalizzato un intero settore produttivo e culturale. Quando si colpisce il vino non si colpisce soltanto un prodotto, ma territori, famiglie, imprese e tradizioni”.
Il presidente di Assoenologi ha infine richiamato l’attenzione sulle difficoltà economiche che incidono sui consumi, dai dazi americani all’aumento dei prezzi nella ristorazione. “Il vino italiano non può diventare un prodotto elitario – ha concluso – ma deve continuare a essere un patrimonio condiviso, popolare nel senso più alto del termine”.
Nel corso della giornata è stato letto anche il messaggio inviato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito la viticoltura “uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy” e “un pezzo insostituibile dell’identità nazionale”. Nel suo intervento, il premier ha ribadito l’impegno del Governo nel sostenere il comparto vitivinicolo sui mercati internazionali e nel contrastare ogni tentativo di demonizzazione del vino, definito “elemento cardine della dieta mediterranea” e patrimonio di convivialità e benessere da valorizzare nel quadro di un consumo consapevole e responsabile.
Particolarmente atteso anche l’intervento del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, intervistato dal vicedirettore del Corriere della Sera Luciano Ferrari. Nel corso del congresso il ministro è stato insignito del premio “Personaggio dell’anno 2026 Assoenologi” con la seguente motivazione:
“Per la sensibilità istituzionale, la vicinanza concreta al comparto e la capacità di interpretare il vino non solo come prodotto economico, ma come espressione della storia, del lavoro, della cultura e dell’identità italiana”. Il riconoscimento valorizza inoltre l’impegno del ministro nell’ideazione e nel sostegno della campagna nazionale di sensibilizzazione e comunicazione dedicata al vino italiano, promossa dal Ministero, iniziativa considerata senza precedenti per impegno economico, visione strategica e attenzione al valore culturale, sociale e produttivo del settore vitivinicolo nazionale.
Queste le parole del presidente di Ice, Matteo Zoppas: “Ringrazio Assoenologi per questo riconoscimento, che accolgo con grande gratitudine e senso di responsabilità. Lo considero come un attestato di stima per il lavoro svolto a favore del mondo del vino. Vedere riconosciuto l’impegno verso un mondo che sento molto vicino considero essere un vero onore. Dietro il successo del vino italiano nel mondo – che sfiora quasi gli 8 miliardi di euro di export – ci sono la qualità delle nostre produzioni, la storia delle cantine, la forza dei brand e il legame con il territorio. Deve essere riconosciuto il lavoro degli enologi e dell’associazione che li rappresenta, che è tra i principali fattori che consentono, anno dopo anno, di accrescere la qualità dei vini italiani e la loro notorietà nel mondo, definire i trend, contribuendo anche alla diffusione della cultura e dell’identità del vino. Fondamentale, in questo percorso, è il ruolo delle loro attività di ricerca e sviluppo continue, che mettono a disposizione degli imprenditori strumenti e competenze decisive per sostenere la crescita del settore e il progressivo miglioramento del posizionamento dei vini italiani nello scenario internazionale”.