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Eventi e iniziative

“Radici Vulcaniche”, 40 cantine raccontano l’Etna del vino: due giorni tra degustazioni ed enoturismo

29 Agosto 2026
Radici Vulcaniche, foto di un calice nella zona dell’Etna Radici Vulcaniche, foto di un calice nella zona dell’Etna

Per due giorni, oggi e domani, entra nel vivo a Randazzo l’evento “Radici Vulcaniche”, la manifestazione nata per celebrare e valorizzare l’eccellenza vitivinicola dell’Etna e la profonda identità del suo territorio. Randazzo, capitale simbolica del vino dell’Etna, diventa così il palcoscenico centrale dell’incontro tra produttori, appassionati e operatori del settore, tra lava, vigne e grandi vini.

Manifestazione concreta di questa ricchezza produttiva è la partecipazione straordinaria di ben 40 cantine, tra le più rappresentative del territorio: Aitala, Barone di Villagrande, Benanti, Buscemi, Camporè, Cantine Russo, Cottanera, Cusumano, Destro, Donnafugata, Francesco Modica, Firriato, Fischetti, Generazione Alessandro, Girolamo Russo, Graci, Graziella Camarda, I Custodi delle Vigne dell’Etna, Idda, La Gelsomina, Maugeri, Murgo, Neri, Nicosia, Palmento Costanzo, Pietradolce, Quantico, Raciti, Restivo, Serafica Terra di Olio e Vino, Tasca d’Almerita, Theresa Eccher, Tenute Drago, Tenuta di Fessina, Terra Costantino, Terre Darrigo, Tornatore, Travaglianti, Vigne Alte e Verderame.

L’evento rappresenta anche un’importante occasione di confronto sul futuro del settore e sull’importanza strategica dell’enoturismo. Durante la manifestazione, che prevede convegni, degustazioni, masterclass, saranno presenti diversi tour operator, dagli Usa alla Russia. Professionisti che propongono esperienze di viaggio legate al territorio etneo, capaci di unire la scoperta dei vini, dei paesaggi vulcanici, delle tradizioni locali e delle eccellenze enogastronomiche.

Ad avvalorare l’iniziativa, la presenza di Luca Sammartino, assessore per l’Agricoltura, lo Sviluppo rurale e la Pesca mediterranea della Regione Siciliana – che ha richiamato l’attenzione su come i vini dell’Etna e dell’intera isola non siano soltanto prodotti di straordinario valore enologico, ma veri e propri elementi chiave per la promozione dell’immagine e dell’identità della Sicilia nel mondo. Il turista contemporaneo è sempre più alla ricerca di esperienze uniche, autentiche e profondamente legate alle radici locali: in questo scenario la Sicilia, e in particolare il territorio etneo, si dimostra una meta d’eccellenza capace di coniugare agricoltura, accoglienza e sviluppo locale.

A delineare lo spirito e l’obiettivo culturale di “Radici Vulcaniche” sono le dichiarazioni del direttore tecnico dell’evento, Salvo Ognibene: “Con Radici Vulcaniche vogliamo raccontare non solo un patrimonio enologico di eccellenza, ma anche l’anima più profonda del vulcano, fatta di tradizioni, spiritualità popolare, racconti antichi e identità condivisa. Degustare un vino etneo significa entrare in contatto con un territorio che conserva ancora oggi una dimensione quasi sacrale, dove ogni contrada custodisce storie, energie e caratteri unici. In questo senso il vino diventa uno straordinario strumento di narrazione culturale, capace di far dialogare passato e presente attraverso il linguaggio universale del gusto”.

Ognibene ha poi rimarcato il valore esperienziale del turismo legato al vulcano: “L’enoturismo sull’Etna rappresenta oggi molto più di una semplice esperienza legata al vino. Chi arriva sul vulcano cerca un racconto completo, fatto di paesaggi, cultura, tradizioni e suggestioni che non si trovano altrove. L’Etna è uno dei pochi luoghi al mondo dove la forza primordiale della natura è ancora percepibile in maniera così intensa: il fuoco che genera la terra, le colate laviche che disegnano il paesaggio, le vigne che crescono su suoli nati dalla trasformazione. È una dimensione che affascina il visitatore contemporaneo e che contribuisce a rendere l’esperienza enoturistica profondamente immersiva. Da sempre il vulcano è stato associato a miti, leggende e simboli di rinascita, elementi che ancora oggi arricchiscono il fascino del territorio e ne rafforzano l’attrattività internazionale. I visitatori non vengono soltanto per degustare un vino, ma per entrare in contatto con l’identità di un luogo unico, dove ogni contrada racconta una storia diversa e ogni cantina interpreta il rapporto tra uomo e natura. Radici Vulcaniche nasce proprio con l’obiettivo di mettere al centro questa visione: valorizzare il vino come porta d’accesso a un patrimonio più ampio, capace di unire enogastronomia, paesaggio, cultura e quel senso di mistero che da secoli accompagna il vulcano più alto d’Europa”.

Un appuntamento che riconferma l’Etna non soltanto un terroir d’eccellenza internazionale per la viticoltura, ma un vero e proprio simbolo dell’enoturismo esperienziale, capace di offrire ai visitatori un viaggio autentico e indimenticabile tra vino, storia e passione per la terra.