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Birra della settimana

“Birre toccasana”: dalla Toscana la Golden Ale della scuderia Matos

27 Settembre 2026
Birre toccasana (Golden Ale di Matos) Birre toccasana (Golden Ale di Matos)

Nel ricco panorama delle produzioni artigianali, italiane come internazionali, ce ne sono non poche che si rivelano in grado di spiccare, grazie a certe proprie specifiche qualità. Alcune per la complessità e la potenza di fuoco sviluppate dal rispettivo arsenale organolettico. Altre per la versatilità nell’abbinarsi, a tavola, con piatti della più diversa natura. Altre ancora per la stupefacente facilità di beva e la capacità di dare immediato sollievo alle ugole più assetate.

Ecco, queste ultime sono le nostre birre-toccasana; tra le quali, oggi, presentiamo un’etichetta pescata, a Vicopisano (in provincia di Pisa), dalla locale scuderia Matos: è la leggera Golden Ale, esattamente così battezzata (senza nome d’arte, ma con la semplice indicazione della tipologia a cui si richiama) e attestata su un valore alcolico pari al 3,9%.

Il progetto e l’identikit sensoriale

Volutamente, e comunque moderatamente, modernista, la nostra protagonista di oggi verte attorno a una luppolatura a metà strada tra classicismo e, appunto, contemporaneità; la ricetta si avvale infatti di due varietà: da una parte il britannico, e ultraortodosso, East Kent Golding, dall’altra lo statunitense Centennial, impiegato in dosi assai sorvegliate.

Il tutto a completare una scheda anagrafica che, per il resto, prevede un impasto secco assai semplice (fatto di malto Pale più un pugnetto di Cara Malt) e una fermentazione altrettanto lineare, affidata al lievito Verdant, ceppo da alta caratterizzato da una certa moderazione, sia nell’attenuare (evitando, nel bicchiere, esiti di secchezza estrema) sia, soprattutto se inoculato a basse temperature, nell’esterificare (rinunciando quindi a introdurre apporti organolettici potenzialmente ingombranti).

Risultato? Colore dorato pieno, aspetto pulito, schiuma bianca di buona proporzione e tenuta; profumi garbati, in cui si rintracciano note di cracker, mela Golden (un filo), fiori di malva, foglie di tè, agrume in scorza (mandarino più un quid di pompelmo); e infine una bevuta saettante, resa tale da una corporatura leggera, da una bollicina estroversa, da una condotta bilanciata (rotonda in avvio, asciutta in chiusura) e da una nervatura amaricante decisamente alla briglia, apprezzabile quasi in filigrana.

Abbinamento: anzi, abbinamenti

Proprio la scelta di plasmarne il profilo conferendole un’amaricatura assai dosata, rende la Golden Ale di Matos una giocatrice molto molto versatile nella partita degli accoppiamenti in tavola. Certo, piatti dalla densità sensoriale straripante non sono alla sua portata, in termini di equilibrio generale delle forze in campo; ma altrettanto sicuramente la birra è in grado di tener testa a ricette di media caratura: come una scaloppina di carne bianca alle mele o agli agrumi; i quali agrumi possono funzionare anche in un filetto di sogliola o in un risottino.

Quanto agli abbinamenti immateriali, la sua facilità di sorseggio fa di questo prodotto la compagnia ideale in serate tranquille, rilassanti; magari guardando un bel film: o riguardandolo, se si tratta di un classicone. E in tal senso, il nome stesso della nostra protagonista, Golden, potrebbe suggerire uno tra i capolavori di Sergio Leone; cioè Il buono, il brutto, il cattivo: la cui colonna sonora include un brano altrettanto iconico, quale L’estasi dell’oro.

BIRRIFICIO MATOS
Viale Vittorio Veneto, 4, Vicopisano (Pisa)
327 7731575; 347 5964164
matos@matosbeer.com
www.instagram.com/matosvicopisano