Una pizzeria che decide di diventare un marchio. È questo il nuovo capitolo del percorso di Ammodo, il progetto di Daniele Vaccarella e Maria Luisa Di Marco nato a Palermo, in via Empedocle Restivo, e cresciuto attorno a un’idea precisa: trasformare la ricerca sugli impasti e sulla pizza in un’identità riconoscibile.
Il primo passo concreto è la registrazione del marchio “Foglio di Carta”, una delle creazioni più rappresentative firmate da Daniele Vaccarella. Un nome che racconta già la sua caratteristica principale: una pizza sottilissima, croccante e friabile, capace di distinguersi per leggerezza e precisione tecnica.
“La Foglio di Carta nasce dopo anni di studio sugli impasti e dalla volontà di creare qualcosa che avesse una propria identità – spiega Daniele Vaccarella -. Non volevamo semplicemente realizzare una pizza sottile, ma costruire un prodotto con caratteristiche precise, riconoscibile e replicabile. La registrazione del marchio rappresenta per noi un passaggio importante perché tutela un’idea nata all’interno di Ammodo e diventata negli anni uno dei simboli del nostro lavoro”.
La Foglio di Carta viene realizzata a partire da un panetto di circa 170 grammi, steso con grande attenzione per ottenere una base estremamente sottile, croccante e friabile. La scelta tecnica è quella di valorizzare pochi ingredienti, lasciando che ogni elemento del topping possa esprimersi al meglio. Una filosofia che rispecchia il percorso di Ammodo: progettare ogni impasto in funzione della pizza che dovrà diventare.
“Non crediamo nell’esistenza di un impasto perfetto in assoluto – continua Vaccarella -. Esistono impasti diversi, studiati per ottenere risultati differenti. La nostra ricerca nasce proprio da questa convinzione: ogni pizza deve avere la propria struttura, il proprio equilibrio e il proprio modo di raccontarsi”.
Il nuovo traguardo arriva in un momento particolarmente positivo per la pizzeria palermitana, che nella guida 50 Top Pizza Italia 2026 ha conquistato il 53° posto, migliorando di sedici posizioni rispetto all’edizione precedente.
Un riconoscimento che Vaccarella accoglie con soddisfazione, ma senza perdere di vista il percorso quotidiano: “Essere saliti in classifica – dice – ci fa piacere perché significa che il lavoro fatto negli anni viene riconosciuto. Allo stesso tempo, non cambia il nostro approccio: continuiamo a studiare farine, lievitazioni e materie prime con la stessa passione degli inizi. La cosa più importante è mantenere coerenza con l’idea da cui è nato Ammodo”.
Nella motivazione della guida, Ammodo viene descritta come “un angolo di Palermo dove si respira accoglienza e professionalità”, capace di proporre un universo pizza articolato che comprende pizza contemporanea, pizza al padellino, ruota di carro, pizze fritte, montanarine gourmet e proposte dedicate anche a vegetariani e vegani, fino alla pizza dolce.
Un percorso che nasce dalla lunga esperienza di Vaccarella, dalla formazione maturata accanto al padre fino alla ricerca sviluppata negli anni su lievito madre, farine e grani siciliani, e che oggi coinvolge anche la sala, guidata da Maria Luisa Di Marco.
“Quando abbiamo aperto Ammodo volevamo creare un luogo dove il cliente potesse sentirsi accolto prima ancora di scegliere cosa mangiare – racconta Di Marco -. La sala è parte integrante dell’esperienza e questo risultato appartiene a tutta la squadra che ogni giorno lavora con noi”.