Il Vaticano come palcoscenico, la cucina italiana come linguaggio universale e un dolce capace di raccontare una storia di determinazione: il 5 maggio 2026 non è stato solo il giorno del tradizionale giuramento della Guardia Svizzera Pontificia, ma anche il momento in cui lo chef David Fiordigiglio ha firmato uno dei dessert più simbolici della serata negli spazi dei Musei Vaticani, portando sotto i riflettori la sua ormai celebre “Torta del Papa”.
Chef bergamasco under 30 tra i più seguiti in Italia, soprannominato “lo chef dei VIP”, Fiordigiglio ha cucinato per personalità del mondo dello spettacolo e della cultura come Peter Gabriel, Fiorello, Amadeus, Donatella Versace e Alfonso Signorini, oltre a figure istituzionali come Silvio Berlusconi e Vladimir Putin; è anche l’autore del celebre spaghetto allo Scarpariello diventato virale dopo l’immagine di Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci davanti a un piatto di pasta al pomodoro dopo la vittoria agli Europei, esperienza legata al suo ruolo di chef della Nazionale italiana campione nel 2021 al Forte Village Resort. Volto televisivo e presenza fissa nei programmi di Antonella Clerici, conduce “Oggi cucino con lo chef” su Food Network ed è giudice di “Ricette d’Italia” su Real Time, consolidando una figura sempre più riconoscibile anche al grande pubblico. Al suo fianco in questa esperienza vaticana, Simone Falsaperla, catanese classe 1996 con un percorso costruito accanto a grandi maestri come Ciccio Sultano, Antonino Cannavacciuolo e Pietro Leemann, oltre alle esperienze in Spagna con Dabiz Muñoz, Quique Dacosta e Azurmendi, prima di approfondire lo studio della panificazione con Carlo Pedalino e diventare socio di Fiordigiglio nel ristorante Mano.
L’incontro con Papa Leone XIV nasce da un percorso personale fatto di studio, tentativi e perseveranza, che aveva portato Fiordigiglio a voler incontrare il Pontefice per presentargli la propria creazione: da quel momento, in cui il Papa aveva particolarmente apprezzato il dolce, la torta di rose alle vaniglie con crema inglese calda al Vin Jaune è diventata un simbolo riconoscibile, capace di unire tradizione, fede e alta cucina, tanto da essere ribattezzata negli ambienti vaticani “la Torta del Papa”, ed è proprio per questo che lo chef è stato invitato a firmare il dessert del Gran Gala, uno degli appuntamenti più esclusivi e rappresentativi della vita vaticana; un dolce elegante, costruito su equilibri precisi e su una tecnica che richiede tempo ed esperienza, capace di conquistare anche in questa occasione.
«È stata un’esperienza emozionantissima – commenta Fiordigiglio – entrare nei Musei Vaticani è indescrivibile: abbiamo servito più di 40 torte di rose con crema in dieci minuti, hanno molto apprezzato e ci hanno fatto un lungo applauso, siamo super felici e senza parole, tutta la passione che abbiamo per questo lavoro l’abbiamo impiattata insieme a quelle torte ed è arrivata ai grandi ospiti presenti, non vediamo l’ora di tornare con la Torta del Papa».
Gli fa eco Falsaperla, che racconta sorridendo: «A fine serata stavamo per andare via con sette torte rimaste, ma siamo stati fermati da alcuni protagonisti dell’evento che ci hanno chiesto di lasciarle per la colazione del giorno dopo: inutile dire che per noi è stata una grandissima soddisfazione».
La partecipazione al Gran Gala del 5 maggio rappresenta oggi una vera consacrazione, non solo per la visibilità internazionale dell’evento, ma per il suo valore simbolico: entrare nei momenti ufficiali del Vaticano significa portare con sé una parte dell’identità culturale italiana, e Fiordigiglio lo ha fatto attraverso un dolce, trasformando un percorso personale in un racconto condiviso che, tra le sale dei Musei Vaticani, ha trovato una nuova e significativa tappa.