Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Eventi e iniziative

Vinitaly 2026 e scenari mondiali, l’obiettivo è fare rete per riportare il vino al centro della tavola

12 Aprile 2026
Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida alla cerimomia inaugurale dell'edizione 2026 del  Vinitaly Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida alla cerimomia inaugurale dell'edizione 2026 del Vinitaly

A Verona la prima giornata della manifestazione entra nel vivo per la cerimonia inaugurale: l'edizione 2026 punta al lavoro di squadra per consolidare la proiezione internazionale

Lo scenario geopolitico ed economico è ad alta complessità per il mondo del vino. Ma l’edizione 2026 del Vinitaly punta al lavoro di squadra per consolidare la proiezione internazionale, con il sostegno del piano di incoming mirato da 70 nazioni realizzato da Veronafiere e Ita-Italian Trade Agency. I top buyer selezionati e ospitati quest’anno sono oltre mille, poi ci sono migliaia di operatori da circa 130 Paesi.

A Verona la prima giornata della manifestazione entra nel vivo con lo splendido colpo d’occhio sulla folla che assalta l’auditorium Verdi del Palaexpo per la cerimonia inaugurale. La apre il presidente di Veronafiere Federico Bricolo che, nella lunga lista di ringraziamenti, include le regioni presenti con gli assessori competenti e diversi governatori.

“Abbiamo visto che sul mondo del vino le differenze politiche non ci sono e tutti cercano di dare una mano”, afferma prima di evidenziare quanto sia fondamentale il focus sull’enoturismo e un collegamento più forte tra ristorazione e vino.

Fare squadra è sentire comune, necessità pratica e strategia politica. C’è bisogno di pace sul pianeta Terra. Ne parla soprattutto il presidente della Camera Lorenzo Fontana, seguito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale mette in evidenza la forza dell’export. “Merito di tutti”, ammette prima di parafrasare una frase dell’economista e filosofo Bastiat, il celebre monito “Dove non passano le merci, passeranno gli eserciti”.

Parla di lavoro di squadra anche il presidente di Ita Matteo Zoppas. Rassicura sul fatto che si è riusciti a stare al fianco dei produttori “nonostante gli scossoni di mercato”. All’orizzonte si affacciano Mercosur, India e Australia e tutte le opportunità da cogliere con gli accordi di libero scambio. Ci si soffermerà il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, sul palco con il collega alla Cultura Alessandro Giuli e con la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna.

In particolare su India è tutto da costruire, osserva il presidente di Federvini Giacomo Ponti, che parla della vocazione all’esportazione, nonostante il dato negativo dello scorso anno negli Usa e che lo conduce a parlare anche della necessità di intercettare il consumo dei giovani.

“Dobbiamo avere il coraggio di fare scelte aziendali anche importanti. Avere il coraggio anche di innovare. Abbiamo la tecnologia che permette di fare no alcol o zero alcol. Non dobbiamo avere paura di essere contemporanei”, le parole di Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini.

L’enoturismo è quasi un turismo del wellness nella concezione del nuovo titolare al Turismo Gianmarco Mazzi e potrebbe diventare anche una soluzione all’overturism: “Intendo puntare sull’enoturismo: vale 3 miliardi di euro ed è in continua crescita. Per le cantine significa vendita diretta ma con meno costi. Ed è molto importante per i turisti che possono conoscere territori che altrimenti non visiterebbero”.

Opportunità, quindi, accanto a punti di debolezza e inevitabili timori sui fronti di guerra. Le conclusioni sono affidate al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. Si deve raccontare la bottiglia Italia con tutto quello che c’è dentro, che non è solo alcol: la cultura, il territorio, la storia di chi lavora. E la cucina italiana, “la migliore perché garantisce sicurezza e qualità: ogni nostro prodotto è legato intimamente al territorio”. E non vuole immaginare una tavola senza vino, che è come “una tavola triste”.

Tiene a ricordare: “Abbiamo lavorato per il settore vitivinicolo, era stato previsto all’inizio del mio mandato un intervento di 100 milioni per il settore vitivinicolo nel Pnrr. Siamo arrivati a 1 miliardo e 100”.

Poi fornisce la sua visione sulle etichette: “A nostro avviso servono a informare e l’Italia non ha paura di informare, anzi. Più scriviamo bene su come e dove un prodotto viene realizzato e più siamo competitivi.

In finale l’assegnazione dei premi. Consegnati, rispettivamente a Lamberto Frescobaldi e Antonio Stopper, i Premi Vinitaly international Italia ed estero.

Ad Attilio Scienza quello alla carriera. Infine “Cent’anni di eccellenza” a Valdo Spumanti (ritira il premio il presidente Pierluigi Bolla) e al Consorzio di tutela vino Bardolino (nelle mani del presidente Fabio Dei Micheli).