Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
I nostri eventi

Benanti, il vino prima della storia: ecco il racconto di Pietra Marina e Rovittello attraverso grandi annate

20 Aprile 2026
Da sinistra Agatino Failla e Federico Latteri durante la masterclass dedicata ai vini di Benanti Da sinistra Agatino Failla e Federico Latteri durante la masterclass dedicata ai vini di Benanti

A Contrade dell'Etna due etichette iconiche dell'azienda di Viagrande in una delle masterclass organizzate da Cronache di Gusto

La storia, prima del vino. È da qui che parte l’intervento di Agatino Failla, export manager di Benanti durante la masterclass dedicata ai vini di Viagrande (Catania), nell’ambito di Contrade dell’Etna 2026.

Failla ripercorre le origini dell’azienda, fondata nel 1988 dal Cavaliere Giuseppe Benanti, con una visione già allora chiara: interpretare la complessità dei versanti etnei. “Le prime annate, nel 1990, provenivano da Rovittello, sul versante nord, ma nel tempo si è diffusa l’idea che Benanti fosse legata quasi esclusivamente al versante sud-est”. Una semplificazione che non rende giustizia a una realtà che oggi conta vigneti in tutti e quattro i versanti dell’Etna, con cinque tenute attive.

“Siamo stati tra i pochi a non inseguire mode o slogan legati a un solo versante – prosegue – ma a valorizzare tutte le anime dell’Etna“. Una scelta che oggi appare lungimirante, rafforzata dal passaggio generazionale ai fratelli Antonio e Salvino Benanti: “Un cambio che ha consolidato i valori aziendali, mantenendo eleganza e struttura ma aggiungendo freschezza e maggiore aderenza al territorio”.

Poi il focus su uno dei vini simbolo: il Pietra Marina, Carricante in purezza da Milo, nel versante est, contrada Rinazzo. “È un punto di riferimento per i bianchi italiani – afferma Failla – e dimostra una longevità straordinaria, spesso superiore anche a quella del Nerello Mascalese“.

Vigne di circa 90 anni, ad alberello, a 800 metri di altitudine, su terrazzamenti lavici: “Qui non si interpreta il territorio, lo si esalta. In cantina bisogna essere invisibili, lasciare spazio al tempo”. La masterclass conferma così due direttrici fondamentali: da un lato la longevità sorprendente del Carricante, dall’altro la capacità del Nerello Mascalese di interpretare con eleganza i diversi millesimi. Due vini iconici che raccontano, senza forzature, la complessità dell’Etna.

La degustazione

A guidare la degustazione è Federico Latteri, che conduce un percorso tra annate e territori, a partire proprio dal Pietra Marina.

Pietra Marina 2021

Annata calda e ancora giovane, un’anteprima presentata al Vinitaly 2026. Al naso si percepiscono agrumi e sottili erbe aromatiche, con una leggera nota salmastra. In bocca è verticale ma consistente, con un potenziale evolutivo ancora inespresso.

Pietra Marina 2019

Grande annata per i bianchi. Emergono leggere note di idrocarburo. Il sorso è giocato sull’equilibrio tra acidità e sapidità, con struttura e slancio e una lunga scia salina.

Pietra Marina 2018

Annata fredda e piovosa, ma ideale per Milo. Grande complessità aromatica, tra miele e pan brioche. Al palato è più sottile ma sostenuto da freschezza viva, con ottime prospettive di invecchiamento.

Pietra Marina 2016

Annata equilibrata, sintesi tra maturità e tensione. Profilo aromatico complesso ma ancora giovane, struttura compatta e dinamismo gustativo.

Dai bianchi si passa ai rossi del versante nord, contrada Dafara Galluzzo, nel comune di Castiglione di Sicilia, con il Rovittello Particella 341.

Rovittello Particella 341 2020 

Annata calda, espressiva fin da subito. Naso articolato tra frutti rossi, spezie, lava e cenni ematici. In bocca ingresso dinamico, tannini presenti ma ben integrati.

Rovittello Particella  341 – 2018

Profilo più fresco, con note balsamiche. Sorso strutturato ma agile, con buona tensione.

Rovittello Particella 341 – 2015

Eleganza e finezza. Olfatto calibrato tra arancia sanguinella e sfumature ferrose. In bocca freschezza e precisione.

Rovittello – 2011

Grande annata per i rossi. Frutto maturo, note balsamiche e iodate. Struttura più importante ma sempre in equilibrio, con sorso armonico e profondo.