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Pubblicato in La guida il 05 Ottobre2020
Fabio Giavedoni, Giancarlo Gariglio e Mario Calabresi

di Michele Pizzillo

Anno complicato per le guide che per la compilazione mandano in giro per l’Italia i propri esperti, o ispettori o degustatori.

E, quindi, anche per Slow Wine 2021 (Slow Food Editore, €. 24), presentata a Milano (primo appuntamento della Milano Wine Week che si concluderà l’11 ottobre) dai due curatori – Fabio Giavedoni e Giancarlo Gariglio – insieme a Mario Calabresi – già direttore de La Stampa e la Repubblica e adesso autore del progetto editoriale Altre Storie -, è stato abbastanza arduo arrivare al risultato finale. Un risultato molto soddisfacente – sfogliando la pubblicazione anche bella graficamente e con la copertina ridisegnata da The World of Dots e stampata su carta ecologica Crush Uva, realizzata a partire da scarti di uva, sottoprodotto di lavorazioni agro-industriali – che ha richiesto una scelta dolorosa come l’eliminazione della chiocciola che nel passato segnalava la cantina che era in sintonia con la filosofia di Slow Food, ma ha permesso una tale innovazione che Calabresi ha detto “cari amici, adesso non potete più tornare alla guida pre covid, che ci ha tolto tanto ma, ci ha convinti a cambiare e, come avete fatto voi, in modo veramente originale”.

E, infatti, l’undicesima edizione – dal 7 ottobre disponibile su www.slowfoodeditore.it e in libreria dal 14 – è priva della famosa chiocciola, che rappresentava il massimo riconoscimento, ma con una serie di innovazioni che vanno dall’inserimento dell’indicazione di “top wine” – quello che sotto il profilo organolettico ha raggiunto l’eccellenza – al “vino slow” che nel bicchiere riesce a condensare caratteri legati a territorio, storia e ambiente, al vino quotidiano che in enoteca non supera i 12 euro. E, poi il QR Code, inserito al fondo delle schede, per ascoltare le video interviste ai produttori, che documentano la nostra visita virtuale, per un totale di 300.000 minuti. Ma, Calabresi è stato più chiaro con i curatori: “Adesso, in cantina, ci possiamo andare tutti, non solo i vostri collaboratori che devono valutare i vini”.

Si può dire che nonostante le difficoltà dovute al Covid-19, Slow Wine 2021 si conferma un utile strumento di promozione e conoscenza dell’Italia del vino e un sicuro e approfondito sussidio per wine lover e non solo perché anche quest’anno la guida è andata oltre il bicchiere, alla sola degustazione, sfruttando la tecnologia per coltivare quel desiderio di indagine, di approfondimento, di conoscenza e di confronto con i produttori che sono l’anima della guida da sempre: pur non riuscendo a calpestare i terreni o a stringere le loro mani, gli oltre 150 collaboratori presenti in tutte le regioni sono riusciti ad avere un contatto con la vigna e il suo conduttore realizzando una guida esaustiva, imparziale, capace di offrire un valore aggiunto a chi l’acquista. “Gli autori hanno avuto modo di incontrare i vignaioli in visite virtuali, con un format e una serie di domande studiate in fase redazionale uguali per tutti - hanno sottolineato i curatori Giavedoni e Gariglio - Un tale cambiamento si è rivelato un’opportunità per offrire un ulteriore servizio al lettore: ben 940 schede sono corredate da un QR code che rimanda ai video delle visite virtuali condotte dai collaboratori, che aprono la guida al mondo digitale”. E, poi, come abbiamo visto, ci ha pensato Calabresi ad inquadrare nell’attuale momento storico il valore di questa rivoluzione, dicendo che “avete avuto la lungimiranza di trasformare un ripiego in un’opportunità. Adesso possiamo permetterci di visitare una cantina molto distante da noi, avere il privilegio di ascoltare la voce del produttore, scoprire cosa c’è dietro al bicchiere che tutti possiamo degustare. Il curatore avrà perso un pezzo del suo percorso, ma da quest’anno voi avete regalato un’esperienza altrimenti impossibile anche per gli appassionati di vino”.

E non è tutto. Perché, secondo Daniele Buttignol, amministratore delegato di Slow Food Promozione “Slow Wine è anche un progetto politico che coinvolge tutta l’associazione ed è l’espressione dei valori di Slow Food attraverso il mondo del vino. È per questo che Slow Wine non si ferma con la pubblicazione della guida, visto che quest’anno la grande degustazione si sposterà sul web: a novembre sono programmati 4 appuntamenti digitali i cui protagonisti saranno i vignaioli premiati da Slow Wine2021. A dialogare con loro i curatori, i collaboratori e i tantissimi appassionati che formano una comunità unita dalla passione per il vino buono, pulito e giusto. Poiché con il vino è essenziale l’esperienza sensoriale e non solo la chiacchiera ecco allora che tutti gli appassionati che parteciperanno agli incontri potranno ricevere le etichette dei produttori coinvolti, per realizzare il più grande brindisi virtuale che la nostra Italia abbia mai visto.

La presentazione della guida è stata anche l’occasione per consegnare i premi speciali 2021.
A Giulia Negri della cantina Giulia Negri – Serradenari a La Morra, il Premio al Giovane Vignaiolo: una vignaiola tenace e dalla grande sensibilità enologica, che in pochi anni si è affermata come capace produttrice di Barolo, sottili e leggiadri, di grande aderenza territoriale e corrispondenti alle potenzialità dei vigneti coltivati che sono i più alti della denominazione piemontese.

Alla cantina Tenuta Terraviva, a Tortoreto, in Abruzzo, il Premio per la Viticoltura Sostenibile: Pietro Topi, la moglie Pina Marano e i figli Federica e Francesco sono una famiglia che pone al centro di tutto la vigna e l’ecosistema in cui prospera. Una viticoltura attenta, precisa e capace di variare con intelligenza i sistemi di allevamento delle piante in base alle condizioni pedoclimatiche delle differenti parcelle.

A Maurizio Zanella di Cà del Bosco, di Erbusco, il Premio alla Carriera – ma non vuol dire essere pensionato -: raramente un produttore è riuscito ad incarnare un’intera denominazione, nel suo caso la Franciacorta, e a disegnarne così bene i destini. È un eccelso innovatore che potrà dare ancora tanto, nonostante gli incredibili traguardi raggiunti in quarant’anni di attività.

(Federica Topi, Maurizio Zanella e Giulia Negri)

Su Slow Wine 2021 sono recensite 1.939 aziende, selezionate dopo che il team formato da 150 collaboratori ha degustato 25.000 vini, filmato 940 cantine, individuati 739 Top Wine, 403 cantine premiate con il simbolo della bottiglia e 116 cantine che hanno avuto il riconoscimento della moneta che indica il buon rapporto qualità-prezzo.
Infine, Giavedoni e Gariglio hanno anticipato il Manifesto Slow Wine che sarà al Sana di Bologna domenica 11 ottobre alle 14,30 (e in streaming su www.terramadresalonedelgusto.com). Sottolineando che “nel 2020 abbiamo deciso di coronare un lungo lavoro che è iniziato nel 2007 con la prima edizione di Vigneron d’Europe a Montpellier, proseguita nel 2009 a Firenze, con la lettura del Manifesto dei Vigneron. Fu un momento toccante e carico di significato. Non per nulla da quelle due esperienze prese vita la Fivi. Ora, Slow Food ha deciso di rivisitare quel documento e di inserire il percorso che porterà a condividerlo a livello internazionale nei sei mesi di Terra Madre Salone del Gusto, hanno sottolineato i curatori della guida. Programmato anche lo Slow Wine World Tour e non si tratterà più di walk around tasting con centinaia di degustatori ma di presentazioni (e degustazioni) one to one in cui i produttori presenteranno i propri vini in totale sicurezza e tranquillità. Il primo appuntamento è il 18 gennaio del 2021, a Monaco di Baviera, per proseguire, tra fine febbraio e prima settimana di marzo con 4 tappe italiane a cui seguiranno gli Stati Uniti a luglio e alcune città asiatiche a novembre del 2021.

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