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Pubblicato in Dove bevo il 07 Gennaio2022
Il team

di Michele Pizzillo

Il primo flagship store di Tannico non è nato in un momento felice a causa del covid.

Infatti, Tannico Wine Bar, questa l’insegna, ha aperto i battenti a luglio del 2020 (quasi contestualmente all’entrata di Campari nella composizione societaria), nel cuore della Design District milanese, con una cucina dallo spirito creativo, ma allo stesso tempo semplice e diretta, dove la materia prima è valorizzata dalla mano esperta della sua giovane chef e, ovviamente, con un’accurata selezione di vini, scelte dai propri wine specialist e circa 40 referenze al calice tra bianchi, rossi, bollicine, rosé, vini naturali, rari, dolci e spirit. Un’offerta che ha permesso al primo flagship store di Tannico di essere classificato come una delle 10 enoteche con la miglior selezione d’Italia. L’idea di spaziare oltre l’e-commerce e i vari servizi B2B per aprirsi al mondo del retail nasce da un’esigenza precisa.

(Marco Magnocavallo)

“Dopo 8 anni dalla nascita, avevamo bisogno e voglia di farci conoscere di persona per far respirare lo spirito di Tannico all’interno di un nostro locale - ha detto Marco Magnocavallo, fondatore di Tannico, alla presentazione ufficiale del locale dopo un anno e mezzo di attività tra ristrettezze e chiusure imposte dal covid -. Lo ha fatto con uno spazio che richiama l’accurata selezione di etichette dell’e-commerce già attivo in 19 Paesi nel mondo, ma che allo stesso tempo permetta a Tannico di entrare in contatto diretto con i propri clienti e con nuove persone che amano bere e ritrovarsi fuori dall’ambiente domestico”. Chi si avvicina per la prima volta a questo mondo ne è talmente incuriosito che si ritrova qui per scegliere tra vini naturali più funky – ma sempre selezionati con attenzione - fino ad arrivare ai grandi nomi italiani e francesi di Bordeaux, Borgogna e Champagne, spesso disponibili anche al calice con il sistema di mescita Coravin. Ad arricchire l’esperienza, oltre al vino e al cibo, sono disponibili anche i cocktail classici insieme ad alcune birre artigianali e sidri.

(Francesca Lecchi)

Per l’offerta di vino era prevedibilmente più facile; più delicata, invece, l’idea di cucina per “soddisfare” le esigenze di una grande proposta enologica. Così, per la cucina che aveva pensato il team di Tannico, il “capo giusto” è stato individuato nella giovane chef Francesca Lecchi, che aveva affiancato lo chef Eugenio Boer da Enocratia e poi per 7 anni Eugenio Roncoroni “Al Mercato” e al “Noodle Bar”, dove è stata a capo della brigata di cucina. Francesca ha capito subito l’idea di cucina adatta a un locale particolare come Tannico Wine Bar. Tant’è vero che nei suoi piatti non si trovano mai sapori banali, anche se gli ingredienti utilizzati sono pochi, ma scelti con molta attenzione. Insomma, la sua è una cucina che stupisce per la selezione di materie prime di stagione esaltate dai giusti abbinamenti: le uova per la pasta fresca sono di galline livornesi, il pesce, così come molti prodotti, variano in base alla reperibilità di giornata. Il menù del Tannico Wine Bar, poi, porta alti i propri signature dish come le polpette al coulis di pomodoro, il baccalà mantecato con salicornia e il foie gras maison, e li affianca a piatti fuori menù o a rotazione per poter permettere agli ospiti di condividere e assaggiare più piatti come la pasta fresca alle ortiche con frutti di mare e zenzero, le fritture di funghi e fiori di zucca o rabarbaro e salvia accompagnate da maionese fatta in casa alle erbe o alle nocciole. Una proposta, quindi, che accompagna con gusto un’incredibile selezione di vini.

Il locale è diviso in due sale, una luminosa e dai mattoni bianchi che si affacciano su un cortile interno tipico della Vecchia Milano e l’altra color petrolio, in una versione rivisitata del blu di Tannico che richiama le atmosfere londinesi miste alle piante che si arrampicano sotto agli archi e sugli scaffali. A seconda delle stagioni, il locale vive anche all’esterno con un dehor in parquet e arbusti che in settimana prende vita dall’aperitivo e durante il sabato e domenica anche a pranzo. Da sottolineare che il Tannico Wine Bar è un locale che trova la sua massima espressione nella fascia notturna che va dalle ore 18 in avanti. La finalità dell’invito di Magnocavallo era quello di presentare il locale; la brava chef e la sua cucina ma, anche, a sottolineare che oltre luogo di ritrovo per mangiar bene e bere ancora meglio, il Tannico Wine Bar sta diventando location per numerosi eventi. Si parte dai corsi sul vino della Tannico Flying School, adatte sia a chi vuole avvicinarsi al mondo del vino, sia agli esperti in materia.

Si prosegue con le Master Experience, ossia le degustazioni di altissimo livello accompagnate da un menù studiato su misura, dove le cantine le più prestigiose vengono proposte in verticali e orizzontali di annate rare per un’esperienza che lascia il segno. Da qualche mese, poi, è stato inaugurato il Tannico Wine Corner per rappresentare la parte vino all’interno del nuovissimo progetto Mercato Centrale (via Sammartini 9), dove in 5.000 metri quadrati, artigiani e botteghe storiche di Milano portano il meglio della loro offerta culinaria. Qui il vino è il protagonista assoluto e Tannico rappresenta l’unica enoteca della food court con una selezione di 30 vini alla mescita che varia di settimana in settimana, con una proposta prevalente di vini naturali ma, senza trascurare grandi bottiglie di Champagne, Borgogna, Barolo, Bolgheri e Sassicaia.

Tannico Wine Bar
Via Savona 17 – Milano
T. 02 09946657
www.tannicolawinebar.it
Chiuso: lunedì
Orari: Martedì-venerdì 18-24; sabato e domenica 12-15 e 18-24
Ferie: mai
Carte di credito: tutte
Parcheggio: no

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