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Pubblicato in Il caso il 26 Aprile2011

La Regione è pronta a ripensarci. Nonostante le anticipazioni sulla prossima Finanziaria il presidente della Regione Lombardo potrebbe fare dietrofront.

 Lo racconta l’onorevole Calogero Mannino nel corso di un colloquio con lo stesso Lombardo. L’ex ministro dell’Agricoltura ha presentato le considerazioni utili a dimostrare la necessità di ritirare dalla proposta di taglio degli enti avanzata con l’emendamento del governo sulla Finanziaria l’inserimento dell’Istituto della Vite e del Vino, «la cui identità - ha detto Mannino - va preservata non soltanto in ragione delle funzioni che l’Istituto ha avuto assegnate sin dalle origini ma in ragione dei compiti attribuiti per il rilascio delle certificazioni Doc, le denominazioni di origine. Anzi è proprio questa attribuzione che rafforza i compiti di organo non soltanto di vigilanza e controllo ma di direzione delle politiche vitivinicole. Semmai si potrebbe, invece, potenziare ulteriormente le funzioni dell’Istituto estendendone le competenze al settore oleicolo, in un quadro di compatibile coordinamento». «Se il Governo – ha detto Mannino a Lombardo – vuol porre mano ad un intervento sull’Istituto della Vite e del Vino deve farlo per ridefinire in modo più consono alle esigenze compiti e funzioni, concentrando intanto i laboratori in unico coordinamento, riducendo le duplicazioni di organismi di ricerca – sempre nel settore vitivinicolo - sempre in testa allo stesso assessorato all’Agricoltura. Non è quello proposto, allora, il modo serio e responsabile di occuparsi dell’Istituto della Vite e del Vino». Il presidente Lombardo ha così assicurato a Mannino che nelle prossime ore il problema sarà riconsiderato con altre decisioni. Un segnale di apertura che potrebbe portare portare la Regione a lasciare in vita l’Irvv come si augura tutto il mondo del vino siciliano.

C.d.G.

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