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Pubblicato in L'intervista il 23 Maggio 2020
di Giorgio Vaiana
Loris Biatta

di Michele Pizzillo

Da uomo quasi sempre in giro per il mondo a recluso, forse senza nemmeno accorgersi, e per fortuna, che l’imprevisto è capitato in un momento che si trovava a casa – in Franciacorta - per dare un’occhiata ai lavori in corso in cantina, prima di prendere il volo per le Americhe.

Così, per Loris Biatta, titolare dell’azienda agricola Le Marchesine, a Passirano, nel cuore della Franciacorta, il coronavirus gli ha permesso di riposare qualche giorno in più nel proprio letto, invece di addormentarsi la sera in un qualche aereo appena partito da uno degli aeroporti milanesi per svegliarsi la mattina a New York o Toronto, a Rio de Janiero o Tokyo, dove è praticamente di casa per vendere le sue splendide bollicine. Se non ci fossero morti (e nel bresciano sono stati tanti) e, quello che preoccupa adesso, una recessione che nessuno sa prevedere sia la fine sia i disastri che produrrà, a Loris il coronavirus avrebbe anche potuto fare piacere, per fermarsi un attimo, seguire da vicino la costruzione della nuova cantina dove ha investito cinque milioni di euro, godersi figli, nipotini e la mamma che lo accudisce come se fosse ancora un bambino e, perché no, coccolarsi i clienti italiani e quelli del Nord Europa che d’estate arrivano sul lago di Garda e passano a salutarlo. E, invece, come tutti gli altri imprenditori d’altronde, deve fare i conti con uno tsumani che non salva niente. E, proprio nel pieno fulgore dell’azienda Le Marchesine, tanto che per fare fronte alla richieste delle sue bollicine, Biatta ha appena avviato la costruzione di una nuova cantina da affiancare a quella storica: una struttura moderna e multifunzionale, in grado di soddisfare un mercato sempre in evoluzione, come quello del turismo enogastronomico e che, nel programma pre pandemia, era programmata l’inaugurazione a fine anno.

E, invece, dice Loris, sconsolato “è arrivato il coronavirus e senza preavviso ci ha licenziati, tutti a casa”. Un commento sintomatico dello stato d’animo dell’imprenditore che è stato costretto ad interrompere l’attività produttiva, che lo vede protagonista su tutti mercati, nazionale ed esteri, con la sua bella produzione di Franciacorta che supera le 500 mila bottiglie all’anno. E, molte, riposano in cantina perché con bar, ristoranti, enoteche ed alberghi chiusi, le vendite sono praticamente bloccate. “Per fortuna che la nostra azienda è sana e, quindi, siamo nelle condizioni di poter attendere che arrivi la ripresa – dice Biatta - Nel frattempo ci siamo organizzati per fare delle consegne con vendite online rivolte ad alcuni settori che durante il lockdown potevano ancora fare, diciamo, qualche lavoretto. E ben per loro, perché l’horeca è praticamente in ginocchio”.
La chiusura forzata è praticamente finita, anche se non tutti i locali hanno aperto e ci sono serie preoccupazioni che molti ristoranti nemmeno proveranno ad alzare la serranda, lei pensa che le strategie commerciali di una volta siano da cambiare?”. “Al momento è difficile pensare a dei cambiamenti, anche perché non sappiamo quanto durerà questa epidemia e in quale forma ci sarà la ripresa delle attività – risponde Biatta - Speriamo che il Governo e la Regione Lombardia sappiano prendere delle decisioni giuste e rapide per dare la possibilità a tutti di riprendere a lavorare e poter vedere il canale horeca riconquistare velocemente il tempo perduto. Mi auguro che avvenga prima dell’estate, almeno riusciamo a vendere i nostri vini, altrimenti bisognerà prendere altre strade che potrebbe essere quella della Gdo. Che, al momento però escludo. E, poi, pensare alla vendemmia, cercare le persone che vengano a raccogliere le uve, alla loro sistemazione. Tutti problemi logistici da risolvere. Credo che non dobbiamo dimenticare che l’unica certezza è quella che dobbiamo pensare al domani, non al futuro come facevamo prima che arrivasse questo brutto mostro”.

E, se chiedi al vignaiolo franciacortino se sarà tutto come prima, ti risponde “No credo, dovranno passare alcuni anni per ritornare alla normalità, ma certamente cambierà il nostro stile di vita”. Come, d’altronde, è cambiata la sua vita da giramondo a promuovere le sue bollicine a uomo di casa, o meglio, dice “tornare a tempo pieno in azienda”, dopo che aveva lasciato la gestione ai figli Alice e Andrea, per dedicarsi alla vendita, “quasi a riscoprire antiche pratiche come lavorare la terra e curare i vigneti, andare in cantina e vedere pile di bottiglie che riposano in penombra, in attesa di dare allegria sulle tavole”. E, aggiunge: "Un po' fa piacere la vita all’aria aperta a riscoprire e respirare l’aria della campagna, prendere il trattore per fare dei lavori di manutenzione, coltivare l’orto. Insomma, riscoprire quanto è bella vita in campagna. Però, doveva essere una scelta personale, non l’imposizione di un mostro che lascia una scia di morte, distruzione e rapporti umani stravolti”. Verrebbe da dire “speriamo che c’è la caviamo”. E, durante l’attesa dell’arrivo di tempi migliori, abbiamo pensato di farci coraggio con queste bollicine di Le Marchesine.

Franciacorta dosage zéro Secolo Novo Docg riserva 2011


Un Franciacorta di raffinata eleganza di colore paglierino brillante con riflessi dorati e profumi floreali e agrumati. Al palato è un vino di beva piacevole, avvolgente, fresco e sapido, con prevalenti note di frutta secca e una lunga persistenza con finale con delicati echi balsamici. Sosta 72 mesi sui lieviti.

Franciacorta brut rosé millesimato Docg 2015


Chardonnay e Pinot nero in parti uguali per queste splendide bollicine di colore rosa di buccia di cipolla e bouquet esuberante nei sentori floreali e agrumati. Al palato oltre che piacevole accattivante è anche cremoso, delicato e fresco, con un finale sapido e delicatamente ammandorlato. Riposa sui propri lievi per 42 mesi.

Franciacorta brut millesimato Secolo Novo Docg 2011


Bellissime e interminabili bollicine che anticipano un profilo olfattivo complesso tra floreale, fruttato e speziato. Decisa la struttura che si avverta subito in bocca, che lascia spazio alle note di fiori e di frutta che caratterizzano il bouquet. Resta 48 mesi sui lieviti.

Le Marchesine
Via Vallosa, 31 – Passirano (Bs)
t. 030 657005
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Commenti   

+1 #1 Ambra Tiraboschi 2020-05-23 12:05
grande Loris, un caro saluto a tutta la famiglia
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