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La degustazione

Due “punte di diamante” della cantina Fonzone: serata con Greco di Tufo e Aglianico

07 Dicembre 2015
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(L'azienda agricola Fonzone in Irpinia)

da Milano, Giovanna Moldenhauer

È stata un’esperienza davvero particolare quella del nostro primo incontro con i vini Fonzone dell’area Docg Taurasi. L’occasione è stata quella di un incontro presso l’Enoteca Duomo 21 a Milano, in un palazzo storico a pochi metri dalla piazza, dove Chiara Giovoni sommelier Ais, nonché Ambassadeur du Champagne per l'Italia 2012, ha guidato l’assaggio di due loro etichette simbolo insieme ad altri vini diversi quanto meno per la loro provenienza. 

Il Greco di Tufo Docg 2014 Fonzone, premiato come TreBicchieri 2016 del Gambero rosso, è stato degustato prima di un Sylvaner 2014 di Manni Nössing, l’Aglianico Campania Igt 2012 dopo un Etna rosso 2013 dell’Azienda Agricola Tornatore in abbinamento a selezioni di particolari salumi e formaggi scelti da Guffanti di Arona. Al primo approccio la sequenza degli assaggi scelta da Chiara è apparsa ai presenti quanto meno particolare, ma conoscendo la sua preparazione ci siamo affidati a lei incuriositi anche da calici di diverso formato e foggia. Nell’attesa dell’inizio della degustazione ci siamo documentati sulla storia della cantina e della sua proprietà parlando con Cesare Turini presente all’evento. Tutte le quattro aziende coinvolte nella serata infatti sono distribuite da Heres. Nössing e Tornatore hanno anche in comune lo stesso enologo Vincenzo Bambina.

Lorenzo Fonzone Caccese, luminare della chirurgia della mano, spinto dal legame familiare con il territorio irpino e dalla fiducia nelle sue potenzialità enologiche, con la collaborazione dei suoi figli ha voluto nel 2005 fare un ritorno alle sue radici seguendo la propria passione e fondando, su circa trenta ettari, l’azienda viticola omonima a Paternopoli in provincia di Avellino seguita dall’enologo Arturo Erbaggio laureatosi all’Università di Napoli con il professore Luigi Moio. Da subito è stato chiaro l’intento di scegliere per i nuovi vigneti la zona di elezione per ogni vitigno, proseguendo con quelli già preesistenti come quello del Greco di Tufo Docg a Santa Paolina, impiantato nel 1994, del Fiano di Avellino Docg a Lapio esistente dal 2000.

Amedeo De Palma, responsabile commerciale, ha presentato la Tenuta con il suo particolare contesto geografico che comprende nella proprietà una sorgente termale sulfurea e una viticoltura di collina influenzata dai torrenti Fredane e Ifalco, evidenziando come il microclima della zona, con importanti escursioni termiche con una media da 15 a 20 gradi di differenza tra il giorno e la notte, permetta di ottenere uve di alta qualità. I grappoli ottenuti con pratiche in campagna orientate alla sostenibilità sono selezionati, qualunque sia la varietà, prima della vinificazione nella moderna cantina quasi del tutto ipogea.


(Greco di Tufo Fonzone e Sylvaner di Nossing)

Il primo vino Greco di Tufo 2014 proposto in degustazione è vinificato con fermentazione a basse temperature e affinamento in acciaio per 5 mesi con bâtonnage periodici. Di un colore giallo oro aveva uno spetro davvero interessante di frutta tropicale tra cui l’ananas, la maracuja seguiti dai toni più lievi di agrumi tra cui il cedro, il bergamotto. Il primo impatto in bocca è stato di una sapidità importante che dominava la freschezza, di un bel retrogusto di frutta. Una piacevolezza da 5 punti su 5.

Il Sylvaner di Nossing di un colore paglierino con riflessi verdolini aveva profumi di fiori di campo, erbe officinali, frutta soprattutto di mela renetta. Al palato era pieno, ricco, piacevolmente fresco e sapido, con un’ottima persistenza. Voto 4,5 su 5. Tra i due calici il Sylvaner, che ben conosciamo, ha sorprendentemente messo in risalto la qualità del Greco di Tufo di Fonzone.

A questo punto della serata abbiamo iniziato la degustazione dei due rossi in altre due tipologie di calici.
L’Etna rosso 2013 dell’Azienda Agricola Tornatore, ottenuto in prevalenza da nerello Mascalese con una piccola percentuale di Nerello Cappuccio, è affinato per un anno in botte grande. Di colore rosso rubino scarico, tipico del Nerello mascalese poco ricco di antociani, è stato molto piacevole con i profumi di piccola frutta rossa come la ciliegia e la marasca mature che sfumano su accenni speziati. In bocca aveva tannicità equilibrata e al tempo stesso era pieno, minerale, sapido di ottima lunghezza. Piacevolezza da 4,5 su 5.


(Etna Rosso di Tornatore e Grco di Tufo di Fonzone)

L’Aglianico Campania Fonzone Igt 2012 ottenuto con una scrupolosa cernita di ogni grappolo sul tavolo a oscillazione, dove vengono tolti acini e parti di raspo ancora verde dalla forte tannicità, è affinato, dopo la fase iniziale della vinificazione, parte in acciaio e in minima parte in legno di secondo e terzo passaggio. Il naso complesso virava dalla rosa alla violetta, alla frutta rossa tra cui spiccava l’amarena, chiudeva su note erbacee tipiche della varietà. L’assaggio era morbido, concentrato e opulento senza essere in alcun modo piacione. Ancora giovanissimo oscillava tra il 4,5 e il 5 su 5 punti.

L’assaggio dell’Etna rosso di Tornatore tipico, fascettato, che avevamo avuto modo di assaggiare in cantina a Castiglione di Sicilia, estremamente piacevole ha ripetuto quello che a nostro avviso era successo poco prima per i bianchi esaltando l’Aglianico Campania.
Possiamo dire che la degustazione con una chiave di lettura differente è stata oltremodo interessante dandoci modo di scoprire un’azienda che non conoscevamo.