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La degustazione

La “rivoluzione” di Montespertoli, Tinacci: “Produttori veri in un territorio meraviglioso”

19 Dicembre 2023
I viticoltori di Montespertoli I viticoltori di Montespertoli

Torna a far sentire la propria voce la giovane Associazione Viticoltori di Montespertoli, una realtà nata nel 2022, che raggruppa 17 aziende accomunate da pratiche agricole sostenibili e dalla volontà di promuovere un territorio tra i più vitati della Toscana. Questo storico comune a pochi chilometri da Firenze, la cui vocazione vitivinicola stenta ad essere riconosciuta per via di un retaggio del passato che ha visto Montespertoli come bacino di sfuso e come faccia oscura del chianti a basso prezzo, ha deciso di far sentire la sua voce e per il secondo anno è tornata in scena “La Rivoluzione a Montespertoli”. Si tratta naturalmente di una rivoluzione pacifica, capitanata da Giulio Tinacci giovanissimo Presidente dell’Associazione, che attraverso le sue parole ha espresso il percorso che stanno portando avanti: “Siamo viticoltori veri che producono vino in un territorio meraviglioso. Siamo consapevoli che i risultati arriveranno nel medio lungo termine e questo è solo uno dei passi che vogliamo percorrere insieme. Il messaggio del nostro evento è provocatorio, ma concreto”.

Quello che Giulio ha inoltre ribadito durante la due giorni, è stata l’importanza dell’associazione come massima garanzia dell’autenticità del prodotto, garanzia che si rende evidente attraverso il “patto” dei viticoltori e attraverso il dialogo che si è instaurato tra di loro. Una storia che non si cancella dall’oggi al domani, ma già il mettersi insieme per dare una progettualità reale è promettente. I principi guida che perseguono vanno dall’accrescimento della sostenibilità ambientale e delle buone pratiche agricole, al rispetto della materia prima e trasformazione in vino delle sole uve coltivate in proprio nel comune; dallo sviluppo di una comunità agricola collaborativa e dialogante, al dialogo e al confronto fuori dai propri confini, fino naturalmente al racconto e alla promozione del territorio. L’evento è stato patrocinato dal comune di Montespertoli che, sin dalla prima edizione, lo ha supportato con la volontà di far crescere la conoscenza di un comparto che è un’eccellenza.
Una due giorni che ha visto alternarsi momenti dedicati non solo alla stampa specializzata, ma anche al pubblico di appassionati che ha risposto con entusiasmo all’iniziativa.

Il Museo della Vite e del Vino di Montespertoli, cuore pulsante degli incontri ha aperto le sue porte al pubblico, offrendo momenti dedicati alla conoscenza delle sfumature dei vini di Montespertoli, oltre al confronto diretto con i produttori presenti. Mentre una giornata è stata dedicata ai giornalisti e agli operatori, con una degustazione guidata da Giampaolo Gravina, scrittore e critico tra i più apprezzati nel panorama nazionale. Come ha esordito lo stesso Gravina in apertura della masterclass: “Quello di oggi è un incontro che mette in evidenza gli aspetti di rottura con il passato e porta in luce il nuovo cammino intrapreso. Mai come oggi il vino di questo territorio è delineato da un carattere contemporaneo. Qui l’idea di riappropriazione del proprio destino non è retorica ma è stato interpretata concretamente dall’associazione che rivendica la centralità del viticoltore che accompagna il vino dalla vigna fino alla bottiglia. Questo è un percorso che sta dando a tutta l’area una collocazione diversa da quella raccontata fino ad ora, non più da subalterna ma da protagonista”.

Quello che sorprende è la forza di volontà e le azioni che il gruppo con una netta prevalenza di ragazzi, sta mettendo in essere, senza competizioni, ma con confronto e coscienza, per dichiarare quello che questi luoghi possono dare. La voglia quindi di riappropriarsi del proprio destino come segnale di riprendere la giusta destinazione. Tornando ai vini presentati si è voluto partire da un campione da vasca fino a chiudere con due Vin Santo, rispettivamente 2013 e 2007; una scelta che ha voluto mettere in risalto lo stato dell’arte e far riflettere sugli obiettivi di sviluppo del vino di Montespertoli.

LA DEGUSTAZIONE

Igt Toscana Rosso Io Testone 2023 di Tenuta Barbadoro
Potenziale è la parola chiave per la realtà di David e Alessio Gallerini, che dimostra proprio in questo vino ancora in fieri. Siamo ad ovest del comune di Montespertoli, nella parte più argillosa, nel calice ritroviamo un sangiovese leggero, fragrante, fruttato e comunicativo, che essendo senza solfiti aggiunti, assume dei rischi supplementari. Il sorso è succoso e deciso, un vino tonico e vitale con al centro un frutto autentico che conserva una sua asprezza e una sua dimensione che vuole restare presente. Da vedere in prospettiva, un vino che racconta un pezzo dello scenario di Montespertoli di là da venire

Igt Toscana Rosso Cerasus 2022 di Tenuta Coeli Aula
Ci spostiamo nella zona nord-ovest di Montespertoli, dove troviamo molta argilla con un buon corredo polifenolico, un’azienda che oggi vede la gestione della quarta generazione. Nel calice troviamo una gradevole espressione di ciliegiolo, caratterizzato da grande freschezza e slancio, derivante dalle succose note di arancia rossa e dai profumi floreali di lavanda. Levigato nel sorso si esprime in modo immediato, e dalla piacevole pulizia gustativa.

Igt Toscana Rosso Sopralago 2022 Fattoria Bonsalto
Tutte le vigne si trovano sullo stesso versante rivolto a sud, sud – est e sono circondate da boschi che le proteggono dai venti principali. Il microclima di Bonsalto è dunque a sé stante, del tutto peculiare. I terreni sono argillosi, con depositi fluviali di carattere alluvionale. Lo scheletro è composto da ciottoli e da macigno levigato dalle acque. I suoli alcalini, piuttosto ricchi di macroelementi e poveri di azoto, non sono troppo produttivi e garantiscono buone riserve idriche anche nelle annate siccitose. Nel calice ritroviamo nuovamente un sangiovese, stavolta caratterizzato da note piccanti con piacevoli richiami a componenti di humus e terrosità. Tannini presenti che connotano ancora una rigidità nel sorso.

Docg Chianti 2022 di Le Fonti a San Giorgio
Siamo tra le aziende più anziane di questa associazione, il vino in degustazione è frutto di un blend di Sangiovese, Colorino, Pugnitello Biologico certificato, l’esposizione è nord-est e il suolo è composto da argilla siltosa di origine marina con elevata presenza di calcare. Si tratta di un vino senza fronzoli, preciso e netto, piacevolmente fresco e dal sorso dinamico.

Docg Chianti Boscaccio 2022 di Tenuta Moriano
Terreni tufacei con un’altitudine media di 250 metri sul livello del mare caratterizzano i suoli da cui proviene questa etichetta, Qui il fattore tempo, come racconta il produttore Riccardo Panconesi, è importante nella loro filosofia produttiva. Questo Sangiovese sfoggia un carattere olfattivo delineato da una prevalenza di note speziate e da rimandi fruttati molto piacevoli che tornano anche al palato. Tessitura fine, di grande slancio e leggiadria, coinvolgente e di piacevole personalità.

Docg Chianti Montespertoli 2021 di Montalbino
Zona sud con suoli più sabbiosi, ci troviamo nell’azienda di Giulio Tinacci, caratterizzata da sabbie plioceniche che donano scorrevolezza e piacevolezza. Nel calice ritroviamo un vino prodotto con sangiovese in prevalenza, a cui si uniscono canaiolo e colorino. Ritroviamo un vino caratterizzato da note più scure di frutta rossa e balsamiche di pino; coinvolgente e di bella energia, con una trama tannica vibrante e buona scorrevolezza.

Docg Chianti Riserva 2020 di Fattoria La Leccia
La Leccia si trova sulle colline della Val di Botte vicino a Montespertoli, nel cuore della Toscana e del Chianti, da cui si domina la Val di Pesa e la Val d’Elsa. Il territorio della proprietà, situato a circa 200 metri s.l.m. è contraddistinto da pendii collinari piuttosto regolari, ci troviamo nel versante nord in un’area molto ventosa, con un terreno composto da marne plioceniche, argille complesse e frazioni di alberese. Lorenzo Bagnoli, nuova generazione, ha deciso di prendersi cura di questa preziosa realtà agricola con passione e coinvolgimento; come lui stesso afferma: ”Noi come filosofia cerchiamo l’allegria e la leggerezza, intesa come profondità”. Quello che ritroviamo nel calice, frutto della combinazione di 95% di sangiovese e 5% di trebbiano, è un vino elegante, espressivo e passionale. Il sorso è piacevolmente fresco, accompagnato da tannini sottili e fini.

Docg Chianti Montespertoli Riserva 2018 di Valleprima
Siamo in zona sud-ovest ai confini con Castel fiorentino, il suolo è argillo-limoso, una realtà agricola che si impegna a migliorare la qualità dei propri prodotti, rispettando l’ambiente. Il vino nel calice, composto da Sangiovese, Canaiolo e Colorino si mostra saporito, profondo e materico, intenso e di lunga persistenza.

Vin Santo del Chianti Montespertoli Riserva 2013 di Fattorie Parri
Storicamente considerato il vino dell’amicizia e dell’ospitalità, il Vin Santo è stato gustato in Toscana per secoli. Nel calice troviamo un’interpretazione più contemporanea, caratterizzata da una piacevole dinamica gustativa, con profumi di nocciola e accenti di albicocca e litchi.

Vin Santo Passito Toscano Stoiato 2007 di Fattoria La Gigliola
Piacevoli i profumi di frutta essiccata, dalle mandorle alle nocciole caramellate, a cui si uniscono sentori di miele. Particolarmente dolce nel sorso carezzevole, intenso e persistente, in un insieme che si presenta ben amalgamato e in equilibrio.