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La degustazione

Mirabella, l’intuizione sul Pinot Bianco anni fa: “Mai scelta fu più azzeccata…”

27 Febbraio 2023
Alberto, Teresio e Alessandro Schiavi Alberto, Teresio e Alessandro Schiavi

di Michele Pizzillo

Il tema dell’invito è la presentazione del progetto di Mirabella dedicato al Pinot bianco coltivato nel vigneto-collezione dei suoi impianti storici di Rodengo Saiano, in Franciacorta.

Tema avvincente perché questa azienda fondata 46 anni fa da Giacomo Cavalli con Teresio Schiavi (giovane enologo trasferitosi a Brescia dall’Oltrepò Pavese per dedicarsi alla vendita di prodotti enologici) ed un altro gruppo di amici, oltre ad aver contribuito alla creazione della Franciacorta, è pure portabandiera del Pinot bianco in queste contrade, vitigno che con i cambiamenti climatici si è rivelato capace di contrastare il global warming. E, a questo punto, Teresio e i figli Alessandro e Alberto – rispettivamente enologo e amministratore delegato il primo e l’altro responsabile commerciale – hanno ritenuto opportuno raccontare quel “contenuto” in più che Mirabella ha sempre avuto rispetto alle altre aziende franciacortine e, cioè, la presenza di Pinot bianco che per molto tempo, in queste contrade, è stato un po’ sottovalutato mentre loro incentivavano l’estensione della sua presenza nei propri vigneti. Così, hanno convocato un gruppo di giornalisti in uno storico ristorante milanese, la Taverna Piemontese, per annunciare ulteriori investimenti di Mirabella finalizzati ad incrementare gli impianti di Pinot bianco e, nello stesso tempo, presentare le nuove bollicine dove le uve del vitigno trascurato sono protagoniste di ottime performance. I primi impianti risalgono al 1981 (vigna Mirabella a Paderno Franciacorta) e sono tuttora produttivi; nel 2015 l’azienda di cui adesso la famiglia Schiavi detiene la maggioranza, creò il primo Pinot Bianco 100% della Franciacorta – etichettato Vino Spumante di Qualità, in quanto non ancora previsto dal disciplinare docg – che fu poi inserito nella linea Demetra, composta da quattro brut nature fatti con le uve delle vigne storiche. Nonostante le sue criticità in campo – in particolare la sensibilità a botrite e marciume acido – avessero convinto altri produttori a espiantarlo in favore dello chardonnay – i due giovani produttori rammentano che il padre ha sempre avuto una particolare predilezione per la varietà perché capace di apportare finezza alle cuvée equilibrando le personalità di Chardonnay e Pinot nero.

Oggi Mirabella possiede circa 12 ettari di Pinot Bianco, la più grande estensione della Franciacorta, che ne contempla in totale 88 ettari. La scelta controcorrente di Teresio si è rivelata vincente: il riscaldamento globale ha minimizzato le note criticità dell’uva, mentre la pianta si sta mostrando molto meno sensibile alle malattie del legno, su tutte flavescenza e legno nero. Ma soprattutto il ciclo vegetativo più breve e la maturazione anticipata rispetto allo Chardonnay consentono al Pinot Bianco di mantenere eccellenti livelli di acidità anche nelle annate calde, ormai sempre più frequenti. “La natura ha cambiato i suoi equilibri e sta valorizzando i suoi figli minori – ha commentato un po’ scherzosamente Alessandro Schiavi – ma il Pinot bianco è rimasto tale e quale e oggi i suoi aspetti meno interessanti si sono rivelati grandi pregi. È una varietà capace di disegnare un nuovo futuro per il Franciacorta”. Per capirne ancora meglio le sue notevoli possibilità – riportiamo questa considerazione prettamente tecnica -, l’area verde di 4 mila metri quadri attigua alla cantina accoglie dal 2022 un vigneto-collezione: 14 filari con 200 barbatelle dei cloni disponibili (due tedeschi, due francesi e tre Rauscedo). Il sistema di allevamento è Guyot semplice con portainnesto K5bb, particolarmente resistente agli stress idrici. Due filari saranno impiantati nei prossimi giorni con 200 barbatelle del clone Mirabella. I tecnici dell’azienda hanno prelevato dalla storica vigna Mirabella alcuni campioni di legno, successivamente analizzati con test Pcr per identificare la presenza di virosi. I legni totalmente sani sono stati innestati a febbraio 2022 da Padergnone Vivai Viticoli Cooperativi che ha allevato 300 piante nel suo barbatellaio, ora pronte per la messa a dimora. L’operazione consentirà di studiare l’evoluzione in campo delle discendenti delle vigne anziane, che diventeranno “madri” dei futuri impianti.

Mirabella è stata tra le prime aziende ad abbracciare la viticoltura biologica (certificazione Valoritalia) sui suoi 45 ettari di vigneto, concentrati nella parte centro-orientale della Franciacorta. Una scelta responsabile: la Franciacorta è un’area densamente antropizzata, i suoi abitanti vivono a stretto contato con le vigne. Il ricorso a prodotti di origine naturale, unito all’uso di atomizzatori che ne evitano la dispersione – e permettono di utilizzarne solo un terzo – è un segno concreto di sensibilità civica e ambientale. Le vigne sono inerbite con essenze leguminose che fissano l’azoto. Da un decennio non sono fertilizzate, salvo che nelle aree particolarmente povere, dove si impiega letame pellettato. Il sovescio è praticato per triturazione della parte aerea. Ogni cinque anni è effettuata l’analisi del suolo e della foglia, per valutare l’equilibrio dei nutrienti e intervenire ove necessario. Le vigne piantate nel 1981 rappresentano un’unicità in Franciacorta: allevate a Silvotz, hanno una bassa produttività (60 quintali per ettaro) e il loro frutto dona espressività a Millesimati e Riserve. E, poi, il Pinot bianco è un’uva agronomicamente difficile, col suo grappolo fitto e la buccia sottile, che nelle annate calde mostra insperati livelli di acidità necessari a Franciacorta eleganti e longevi. Inoltre, arricchisce di nuove prospettive sensoriali lo Chardonnay e riesce a domare il nerbo del Pinot nero. Mirabella valorizza il suo Pinot bianco, piantato su 12 ettari aggiungendolo alle cuvée e destinandolo al Demetra Pinot Bianco VSQ, primo Pinot Bianco monovarietale del territorio. Attualmente Mirabella produce mediamente 350.00 bottiglie all’anno, esportando il 25% prevalentemente tra Europa (Svizzera, Austria, Repubblica Ceca, Germania, Belgio, Olanda, Danimarca, Estonia), Australia, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Messico e Brasile. Oltre al Pinot bianco, nella Cantina Piemontese sono stati degustati anche il Franciacorta rosé e due bollicine del 2015 (Edizione 40 anni, ormai introvabili), Pinot bianco brut nature e Chardonnay brut nature.

Demetra Pinot bianco brut nature

Le uve sono quelle dello storico vigneto Mirabella raccolte nella prima metà di agosto, selezionando solo grappoli sani e perfettamente maturi. Dalla pressatura soffice è utilizzato solo il mosto fiore. La fermentazione avviene per il 90% in vasche di cemento e il resto barrique di rovere di più passaggio. Affinamento minimo di 24 mesi in bottiglia su lieviti selezionati. Non c’è aggiunta di zuccheri, ma solo rabocco con lo stesso vino. Nella flute evidenzia un bel colore giallo paglierino con riflessi verdolini e un perlage fine e persistente. Al naso le prime sensazioni sono di fiori bianchi e frutta tropicale e, subito dopo, emerge una nota balsamica di erbe selvatiche. In bocca è elegante, delicato, sapido, ben bilanciato tra acidità e morbidezza e unitamente alle note di pan di spagna, ritornano le sensazioni di fiori bianchi.

Franciacorta brut rosé

Le uve pinot nero (45%), chardonnay (45%), pinot bianco (10%) arrivano praticamente da tutti i vigneti aziendali situati nei comuni di Paderno Franciacorta, Passirano, Camignone e Provaglio d’Iseo e vendemmiate separatamente appena perfettamente mature. Anche i mosti sono separati in tre frazioni, con fermentazione sui lieviti selezionati in vasche di cemento. L’affinamento è di 30 mesi sui lieviti in bottiglia. E, così, si arriva una bollicina di colore rosa cipria che con l’invecchiamento svela riflessi ramati molto delicati. Il profumo è ricco, con note di frutti di bosco e sfumature vanigliate. In bocca è un vino elegante, armonico, di grande morbidezza e facile da bare grazie alla sua grande versatilità.

Chardonnay brut nature 2015

Uve pregiate, perfettamente mature selezionate al momento della vendemmia che dopo la pressatura soffice subiscono il processo di fermentazione con vinificazione per il 70% in cemento e il 30% in barrique. Lunga l’affinamento sui lieviti per avere una bollicina di colore giallo dorato carico. Il bouquet è deciso, intenso, con un susseguirsi di note di miele di castagno, vaniglia, albicocche, agrumi canditi, frutta esotica. In bocca è avvolgente, pieno, freschezza e sapidità decise e bellissime note speziate e di frutta molto matura. Il finale è lunghissimo e possiamo dire indimenticabile.

Pinot bianco brut nature 2015

E’ stato prodotto in edizione limitata per festeggiare i 40 anni della Cantina ma, forse, anche come omaggio ad in vitigno molto considerato in Mirabella e, sempre, con grappoli perfettamente maturi e sani, sottoposti a pigiatura soffice e una prima fermentazione con lievito selezionato in vasche di cemento. L’affinamento avviene in bottiglia per almeno 24 mesi sui lieviti. Alla degustazione colpisce per la sua freschezza e le note floreali e fruttate che caratterizzano il suo bouquet. In bocca è avvolgente, morbido, fresco e decisamente sapido con un bel profumo di pan di Spagna oltre alle note fruttate del bouquet.

Mirabella
Via Cantarane, 2
Rodengo Saiano (Brescia)
T. 030 611197