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L'azienda

Citra, grande degustazione al Vinitaly. Nel 2025 Fatturato da 57 milioni: +48 per cento rispetto al 2021

15 Aprile 2026
La degustazione dei vini Citra con Riccardo Cotarella La degustazione dei vini Citra con Riccardo Cotarella

La principale realtà produttiva vitivinicola dell'Abruzzo guarda al futuro con ottimismo, forte degli ottimi risultati ottenuti grazie a un modello che integra grande distribuzione e canale horeca con una gamma sempre più articolata

In un contesto segnato dalla contrazione dei consumi, c’è chi va in controtendenza. È il caso di Citra Vini, protagonista al Vinitaly con numeri in crescita e una narrazione enologica costruita su identità, territorio e capacità di leggere il mercato e, tra le altre cose, con uno show cooking dello chef wild Davide Nanni e una degustazione verticale di due dei suoi vini di punta, Caroso e Laus Vitae, condotta dall’enologo Riccardo Cotarella.

La principale realtà produttiva vitivinicola dell’Abruzzo guarda infatti al 2025 con un fatturato stimato di 57 milioni di euro, in aumento del 48% rispetto al 2021, anno di svolta strategica, confermando la solidità di un modello che integra grande distribuzione e canale horeca con una gamma sempre più articolata.

Il consorzio di secondo grado con sede a Ortona, che riunisce otto cooperative e circa 3mila viticoltori su 6mila ettari di vigneto, ha scelto il palcoscenico veronese per rafforzare relazioni e posizionamento, portando in degustazione alcune delle sue etichette più rappresentative e affiancando al racconto tecnico momenti di intrattenimento, come lo show cooking dello chef Davide Nanni.

Ed è proprio grazie alla consolidata ampia gamma del portfolio prodotti, lo scorso anno ampliata con il lancio di nuove brand-line, mirate alle attuali tendenze orientate a vini easy-drinking, che il gruppo Citra riesce a crescere anche in un contesto di generalizzato calo dei consumi del vino. Le scelte compiute dall’azienda, rivolte sia alla grande distribuzione dove l’azienda è stata tra le prime abruzzesi a entrare, sia al canale horeca, sono state dunque premiate con una importante crescita complessiva.

Dal palcoscenico del Vinitaly, Citra incassa anche tre premi: il Vini&Consumi Awards come Miglior campagna stampa Consumer 2025 per il lavoro firmato da RoRe Communication di Romina Remigio, il Silver Awards per la linea Caos e il Bronze Award per Solovetro nell’ambito della 30esima edizione del Vinitaly Design Award. Frutto del lavoro di 3mila soci viticoltori che curano vigneti estesi su circa 6mila ettari, i vini di Citra sono prodotti soprattutto con vitigni autoctoni, ai quali si affiancano alcuni importanti internazionali. Non mancano le produzioni biologiche, vini senza solfiti e spumanti sia metodo classico che metodo Martinotti da vitigni autoctoni.

La verticale dedicata al Montepulciano d’Abruzzo, guidata dall’enologo Riccardo Cotarella

Tra gli appuntamenti più significativi, la degustazione verticale dedicata al Montepulciano d’Abruzzo, guidata dall’enologo Riccardo Cotarella, ha offerto una lettura approfondita di due vini simbolo del gruppo: Caroso e Laus Vitae, espressioni complementari di uno stesso vitigno capace di interpretare con precisione le variazioni climatiche.

Il Caroso Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva emerge come un racconto fedele del territorio: il 2015, segnato da caldo e siccità, si presenta nel bicchiere con un profilo ricco e avvolgente, dominato da amarena matura, prugna e spezie dolci, sostenuto da una struttura piena e da tannini vellutati, espressione di un’annata opulenta e solare; il 2017, annata difficile tra gelate e stress idrico, restituisce un vino più austero e compatto, con note di mora, tabacco e pepe nero e una trama tannica serrata che ne sottolinea il carattere rigoroso; il 2018, più equilibrato ma segnato dalle piogge, vira verso un registro più elegante e fresco, con profumi di ciliegia e viole e un sorso più snello e armonico; il 2020, infine, rappresenta una sintesi moderna, con equilibrio tra maturità e freschezza, tannini levigati e un profilo aromatico nitido e complesso.

La degustazione prosegue con il Laus Vitae Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva, etichetta che alza ulteriormente l’asticella qualitativa e selettiva: il 2012, caldo e siccitoso, si distingue per concentrazione e profondità, con note di prugna, confettura, cacao e tabacco e una struttura ampia e avvolgente; il 2014, annata complessa e piovosa, restituisce invece un vino più sottile e teso, giocato su freschezza, piccoli frutti rossi e una trama più delicata; il 2021, equilibrato ma segnato da criticità primaverili, mostra precisione e armonia, con frutto nitido, spezie fini e una struttura ben bilanciata che lascia intravedere un interessante potenziale evolutivo.