Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
L'azienda

I vini del Vesuvio di Casa Setaro: la nostra degustazione

09 Febbraio 2026
Massimo Setaro e una panoramica della sua cantina Massimo Setaro e una panoramica della sua cantina

Di Massimo Setaro, fondatore di Casa Setaro, esempio di come una piccola azienda familiare arriva a produrre vini che sintetizzano le potenzialità di un territorio, si percepisce una sorta di venerazione per un vitigno vesuviano, il caprettone, lungamente trascurato.

Infatti, durante la presentazione dei vini a Milano, nell’accogliente Osteria di Brera, del caprettone ha svelato tutto, anche i motivi perché è stato trascurato ma, soprattutto, ha presentato delle eccellenti bollicine a base di questo vitigno e, cioè, Caprettone Metodo Classico Pietrafumante Brut 2022, affinato in bottiglia per 48 mesi sui lieviti. Un esempio di come valorizzare un territorio dalle grandi potenzialità come quello vesuviano, oltretutto con un grande appeal internazionale.

Casa Setaro, gestita con grande passione da Massimo insieme alla moglie Maria Rosaria, si trova a Trecase, proprio alle pendici del vulcano e produce vini territoriali di qualità. I vigneti sono coltivati all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, a un’altitudine compresa tra i 200 e i 350 metri sul livello del mare. Le esposizioni soleggiate, il clima mitigato dalle brezze marine e i suoli vulcanici composti da sabbie, lapilli e rocce creano l’habitat ideale per una viticoltura di alta qualità. Le vigne sono suddivise in numerose parcelle, che nel complesso coprono un’estensione di 20 ettari.

Grazie ai suoli sabbiosi, inospitali per la fillossera, le viti sono coltivate ancora a piede franco e piantate con l’antico sistema della propaggine, ovvero interrando un tralcio per poi tagliarlo una volta che ha sviluppato un proprio apparato radicale.

La gestione agronomica segue i principi dell’agricoltura biologica, riservando una grande attenzione alla salvaguardia della biodiversità. Il vitigno simbolo di Casa Setaro è, ovviamente, il caprettone, che Massino declina in varie versioni, dal Metodo Classico, al Lacryma Christi, al bianco affinato in contenitori di terracotta.

Nelle vigne della tenuta, però, sono presenti anche falanghina, greco, fiano, piedirosso e aglianico. E, così, la famiglia Setaro si è assunto l’impegno di mettere in risalto la qualità delle uve e il carattere del terroir vulcanico.

Tant’è che i vini di Casa Setaro sono un’autentica espressione del Vesuvio, figli di una storia millenaria, interpretata con rispetto per le tradizioni e capacità di innovare, per proporre etichette in sintonia con il gusto contemporaneo. E lo chef dell’Osteria di Brera, specializzato nelle preparazioni a base di pesce, ha proposto cinque portate in perfetta sintonia con i vini di Casa Setaro. Cioè, dall’ostrica ai fiori di zucca al forno con dentice al basilico, dai ravioli neri con gamberoni e baccalà al risotto d’amare per concludere con il tonno rosso di Mazara del Vallo con cipolline agrodolci.

Questi i vini degustati:

Pietrafumante Metodo Classico Brut 2022
Uva caprettone vendemmiata a fine agosto in una vigna allevata a piede franco nell’area di Alto Tirone a 350 msl. Dopo la vinificazione, segue la fermentazione a temperatura controllata per 20 giorni. Affinamento in bottiglia per 48 mesi sui lieviti e sboccatura in primavera del 4° anno dalla vendemmia. Colore giallo paglierino brillante con un perlage che si presenta al naso con sentori floreali di ginestra e fiori bianchi, accompagnato da note fragranti di pane e agrumi. Bollicina cremosa, molto fresca al palato, di grande struttura, con un sorso sapido e lungo. Un esempio di come si può ridare dignità ad un vitigno volutamente dimenticato.

Munazei rosato Lacryma Christi del Vesuvio doc 2024
Uve piedirosso in purezza selezionate nella vigna di Tirone della Guardia che danno un vino di colore cerasuolo brillante caratterizzato da sentori floreali di gerani e lievemente fruttato. Affinamento in acciaio per 6 mesi e per altri 2 mesi in bottiglia. In bocca è fresco, lungo e con una piacevole acidità. Munazei è il nome di antiche costruzioni ritrovate alle falde del Vesuvio e, probabilmente, è anche un termine che evoca la tradizione e la viticoltura eroica di quest’area.

Munazei bianco Lacryma Christi del Vesuvio doc 2024
Uva caprettone selezionata nella vigna di Bosco del Monaco e in quella di Tirolo della Guardia, che dopo la vinificazione lasciata fermentare per 20 giorni a temperatura controllata. Affinamento in acciaio per 6 mesi e altri 2 mesi in bottiglia. Colore giallo paglierino, con profumi di fiori bianchi, agrumi e rimandi balsamici. In bocca è intrigante, fresco, sapido e una buona persistenza fruttata. E’ un vino che resiste nel tempo , conservando integri acidità e colore.

Contradae 61.37 Vesuvio doc bianco 2021
Uvaggio di caprettone (50%), greco (30%), fiano (20%) provenienti dalla vigna di Bosco del Monaco, raccolte a mano con doppia vendemmia, in periodo diversi per ogni vitigno: in prima battuta per favorire l’acidità e la successiva con una perfetta maturazione fenologica. Affinamento in accio per un anno a cui seguono 12 mesi in bottiglia. Colore giallo intenso dorato con un bouquet complesso che spazia dai fiori gialli alle erbe selvatiche. In bocca è succoso, con una sapidità sferzante tra note che vanno dall’albicocca alla pesca integrate da fiori di ginestra e macchia mediterranea, per un sorso fresco e lungo. E’ frutto di un progetto di micro vinificazione su una piccola parcella.

Lacryma Christi del Vesuvio doc rosso riserva Don Vincenzo 2021
70% uve piedirosso e 30 di aglianico presenti in una vigna con viti allevati a pergola vesuviana. La fermentazione dura 12 giorni mentre l’affinamento avviene in botti grandi di rovere francese per 24/34 mesi a cui seguono 6 mesi in bottiglia. Colore rosso rubino intenso con riflessi granato, floreale e fruttato con sentori di gerani e ciliegie e un bel finale ammandorlato. In bocca è un vino gustoso, di grande equilibrio con tannino vellutato e una lunga persistenza tendenzialmente fruttata. Questo splendido vino, Massimo lo ha voluto dedicare al padre Vincenzo, tant’è che l’etichetta rappresenta il rispetto per la terra così come si curano le persone più amate.

CASA SETARO
Via Bosco del Monaco 34 – tel. 081.8628956
Trecase (NA)
www.casasetaro.it – info@casasetaro.it