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L'azienda

Mazzucca, storica azienda calabrese dal 1936: “Il panettone con la ‘nduja è il nostro fiore all’occhiello”

12 Febbraio 2026
Alcuni dei prodotti dell’azienda Mazzucca Alcuni dei prodotti dell’azienda Mazzucca

Non mancano le novità al Taste 2026, per esempio l’azienda Mazzuca, che non si sa bene come definire. Probabilmente “proteiforme”, per evocare qualche eco mitologica di Magna Grecia.

Siamo in Calabria, terra dinamica che alla Fortezza da Basso brilla di iniziative sorprendenti. Qui dal 1936, per la precisione ad Amantea, l’omonima famiglia porta avanti la sua “antica tradizione”, che recentemente ha conosciuto una metamorfosi radicale. Fu nonno Alfonso senior ad aprire quella che era una piccola salumeria e formaggeria, poi presa in mano da papà Pasquale.

Nient’altro che una bottega di quartiere, che vendeva un po’ di tutto e dove la qualità c’è sempre stata, nonostante le difficoltà della guerra.

“Ma l’attività oggi ha assunto un’identità diversa e più ampia, di produzione e di prodotti”, racconta Alfonso junior, attuale titolare, che si è improvvisato con successo piccolo imprenditore conserviero e dolciario.

“Personalmente mi reputo un autodidatta: sono partito dall’esperienza quotidiana del negozio e mi sono dato da fare per capire e imparare. Tutto è nato per arricchire l’assortimento sugli scaffali. Anno dopo anno abbiamo visto che la cosa funzionava e stiamo ancora cercando di espandere il marchio. Abbiamo iniziato dalle conserve sottolio, poi siamo passati ai lievitati e ai biscotti, come il ciambellone tradizionale al vino. Cosa tira cosa, fino a una ventina di articoli, che stanno incassando un ottimo riscontro, composti per la maggior parte di ingredienti calabresi”.

Ogni stagione ha i suoi: nel periodo di maggio e giugno ci sono il tonno e le zucchine, da settembre a novembre le melanzane e le olive schiacciate, a gennaio le giardiniere alle spezie per accompagnare salumi e formaggi, a Pasqua le Colombe a lievito madre. Dove l’eccellenza sta nella materia prima e nell’attenzione al dettaglio, per esempio l’olio extravergine nei sottoli, il burro francese di latte nei lievitati come nei biscotti, le farine locali senza ombra di semilavorati.

“Il prodotto di punta da cinque anni a questa parte è però il Panettone, classico e con la ‘nduja, che arriva da un produttore di fiducia e ci ha aiutato tanto a far parlare di noi. Qualcuno aveva già provato il pane e ci è venuta voglia di tentare il nostro esperimento, compiendo diverse prove. Si mangia da solo con una birra ghiacciata, insieme al salame o come un finto tiramisù alla crema di pecorino. L’idea era iniziare e finire il pranzo di Natale con il lievitato, ma oggi i turisti lo chiedono anche in estate. È una bomba che ci sta scoppiando in mano, facciamo fatica a stare dietro alla domanda”.

La vendita è in negozio e online, più diversi punti vendita che hanno fatto richiesta. Ma la produzione resta tutta interna, in due laboratori: quello piccolo dietro al negozio e quello grande aperto tre anni fa per i momenti in cui la domanda galoppa. Se ne occupa la famiglia Mazzuca insieme a tre extra; quanto al fatturato, per il momento resta quello di una bottega, con un piccolo incremento legato alla vendita diretta delle produzioni.

“Certo piccolo è bello, ma il pensiero va a essere grandi, anche se è difficile e non so se ci riusciremo. Ho ancora tante idee, ma al momento preferisco consolidare ciò che stiamo facendo: siamo ancora all’inizio di quello che immagino come un lungo percorso”.