Inizia la bella stagione e le cantine iniziano a proporre incoming in cantina per far conoscere i propri prodotti, alcune beneficiate, dalla bellezza delle proprie location, oltre a proporre masterclass, offrono anche incontri ravvicinati proprio in vigna all’ombra dei vigneti. Abbiamo avuto l’occasione di partecipare ad un interessante incontro, per giornalisti e buyers, in Monferrato, precisamente nella ben nota Costigliole D’Asti, sulla collina suggestiva del Bric Lu di proprietà della Cantina Sergio Gozzelino dal 1914, con una “Cena in Vigna al Chiar di Lu“.
Che è stata anticipata da una masterclass tenuta dal noto giornalista Gianni Fabrizio, memoria storica dal punto di vista giornalistico di tutto quel che accade in Piemonte, e in questi territori in particolare. La Cantina è condotta da papà Sergio, insieme al dinamico figlio Lorenzo, deus ex machina dell’idea di questi incontri in vigna, che riescono a far comprendere la filosofia produttiva, ancor meglio di qualsiasi lectio magistralis. La famiglia Gozzelino ha iniziato a coltivare i vigneti già nel 1886, quando le terre appartenevano ai marchesi Asinari, rinomati viticoltori del castello di Costigliole. Nel 1914, con l’acquisto dei primi terreni, inizia la storia dell’azienda Gozzelino, che negli anni si è ampliata fino a raggiungere gli attuali 33 ettari di proprietà.
Oggi, l’azienda è giunta alla quinta generazione, la conduzione di Lorenzo ha fatto fare un cambio di marcia all’espansione commerciale dell’Azienda, abbracciando nuovi settori di mercato come ristoranti, enoteche e vinerie, sia in Italia che all’estero, accanto alla tradizionale e affezionata clientela familiare. La famiglia tiene molto alla sua storia e al lavoro fatto dai propri avi, in particolare in un momento dove questi territori venivano abbandonati perché poco remunerati, a favore del lavoro nella vicina Torino che garantiva un salario sicuro nelle nascenti industrie. Tra i letterati che meglio hanno raccontato Il Monferrato e le Langhe ci sono Cesare Pavese, con il suo “Il diavolo sulle colline”, rappresentando il mondo rurale piemontese. Per Pavese uno dei piaceri più significativi consisteva nel tornare nella sua terra, dove da ragazzo aveva vissuto momenti spensierati di libertà bucolica.
«Il mio paese son quattro baracche e tanto fango, ma lo attraversa lo stradone provinciale dove giocavo da bambino». Camminare in Langa (al singolare, come spesso la si chiama sul posto) aveva per lui un inconscio valore di ritorno pascoliano all’innocente fanciullezza.
Pavese ha lasciato scritto: «A piedi vai veramente in campagna, prendi i sentieri, costeggi le rive, vedi tutto. C’è la stessa differenza che guardare un’acqua o saltarci dentro».
L’altro grande autore piemontese è Beppe Fenoglio che ambienta in questo territorio tutti i suoi romanzi e le sue storie, ne “La Malora”, libro pubblicato per la prima volta nel 1954. Fenoglio rievoca il mondo contadino dei primi anni del Novecento, descrive la malasorte che colpisce una terra avara, abitata da persone prostrate non solo dalla miseria, ma anche dalle ingiustizie della condizione umana. Descrive un mondo di sfruttati, braccianti e affittavoli, abbrutiti dal lavoro ed accomunati dalla lotta per la sopravvivenza, colline povere di vegetazione e di acqua: la terra non è fertile e il cibo è scarso. Il lavoro è molto faticoso, i braccianti sono abbrutiti dal lavoro, le donne sono sfruttate fino all’esaurimento di ogni energia e le stagioni sono scandite dalle fantasticherie di una vita migliore.
Fino ad arrivare al 22 giugno 2014 quando il Comitato per il Patrimonio mondiale dell’Unesco ha iscritto il sito dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte Langhe-Roero-Monferrato nella lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità iscrivendolo tra le bellezze più considerate del mondo. La qualità dei vini Gozzelino nasce prima di tutto in vigna, grazie alla terra e al clima ideali di questa zona del Piemonte, riconosciuti per una viticoltura di alto livello apprezzata in tutto il mondo. Con passione e senso della misura, la famiglia ha progredito negli ultimi trent’anni sulle alte pendici del Bricco Lù a Costigliole d’Asti, un punto di incontro tra Langhe e Monferrato, dove la Barbera trova equilibrio, il Grignolino eleganza, ed il Nebbiolo identità. Uno degli aspetti più interessanti che si evidenzia è una coincidenza che fa riflettere, la posizione geografica dell’Azienda Gozzelino, il 45° parallelo nord, condivisa con Bordeaux e Oregon, e che regala un ottimo irraggiamento solare e clima equilibrato, e favorisce maturazioni lente e aromaticità.
Durante la masterclass abbiamo potuto degustare tre annate per ciascuna etichetta:
Luigi Grignolino Monferrato Doc Superiore 2024-2023-2022
100% Grignolino. Prodotto a Costigliole d’Asti, su terreno di medio impasto, sabbioso, argilloso e calcareo, ed età media delle viti di 10-20 anni. Pigiatura soffice, fermentazione avviene in vasca di acciaio inox con macerazione per 5 giorni ad una temperatura di 25/26°. L’invecchiamento continua in vasche di acciaio per almeno 6 mesi e in bottiglia per minimo 2 mesi. Colore rosso rubino, che con l’invecchiamento evidenzia un’unghia granata, al naso fruttato, con note di susina, ciliegie, che man mano delle annate diventano dolci, note floreali di petali di rosa che da fresche iniziali assumono sensazioni essiccate, al palato fresco, sapido di grande equilibrio anche nella più giovane, lunga persistenza finale.
Matteo Nebbiolo Monferrato Doc Superiore 2022-2021-2020
Nebbiolo al 100%. Prodotto a Costigliole d’Asti su terreno di medio impasto, calcareo, argilloso e sabbioso, con età media delle viti di 10-20 anni. Pigiatura soffice con pressa ad azoto e fermentazione in vasca di acciaio a temperatura controllata, con macerazione per 15 giorni con le bucce a temperatura 28°-30°C. Affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi. Colore rosso granato, al naso intenso, di buona complessità ed eleganza, bouquet olfattivo, floreale con note di viola, fruttato con note di more e di lamponi e speziatura con note di pepe nero e di caffè, al palato fresco, sapido, con netta sensazione di sorso vellutato e rotondo, bella la persistenza. Le annate a ritroso confermano l’impianto anche balsamico vegetale dove le note fruttate diventano più dolci come anche la speziatura.
Sergio Barbera d’Asti Docg Superiore 2021-2019-2016
100% Barbera. Prodotto a Costigliole d’Asti, su terreno sabbioso, argilloso, tufaceo e calcareo, con età media delle viti di 20-30 anni. Dopo una pigiatura soffice ha inizio la fermentazione a 28-29° in vasca di acciaio, accompagnata per un mese da macerazioni a cappello sommerso. L’invecchiamento avviene poi in botti di legno di rovere “Allier” da 3000 litri per almeno 24 mesi. La 2021 fresca della medaglia d’Oro del Concours Mondial de Bruxelles. Colore rosso granato, al naso sentori di bouquet di rose e note balsamiche di eucalipto che si alternano a quelle fruttate di piccoli frutti rossi, amarena e ribes, mora e mirtillo. e balsamiche di erbe aromatiche, timo e origano, al palato sorso pieno, con tannino vellutato ed avvolgente, di grande freschezza e sapidità, lunga persistenza finale sulle note fruttate. Impressionante la coerenza delle tre annate anche nelle sensazioni gusto olfattive che con gli anni tendono a sensazioni più morbide.
Bruna Moscato d’Asti Docg 2025-2024-2023
100% Moscato. Prodotto a Costigliole d’Asti, su terreno argilloso e calcareo con età media delle viti di 8-40 anni. Pressatura soffice, eseguita con pressa ad azoto. Il mosto ottenuto dalla pressatura viene decantato e filtrato a 0°. La fermentazione per la presa di spuma avviene in autoclave con lieviti selezionati a 18°C. Dopo circa 30 giorni di autoclave si procede all’imbottigliamento. Colore giallo paglierino con leggeri riflessi dorati, che si ampliano con le annate più vecchie, al naso profumo intenso, fresco, fragrante, note di fiori di arancio e di salvia con un sottofondo appena accennato di miele, al palato è gradevolmente dolce, mai stucchevole, equilibrato, caratteristico con vivacità sorprendente anche nelle annate più vecchie, così come la freschezza e la piacevolezza di beva. 6% Vol.