A Torgiano, comune a pochi chilometri da Perugia, in uno dei territori che hanno contribuito a rendere celebre l’Umbria del vino, ha sede Lungarotti, storica realtà agricola legata da generazioni alla viticoltura e all’olivicoltura.
La storia moderna dell’azienda è legata a Giorgio Lungarotti, agronomo e pioniere dell’enologia italiana, che dagli anni Cinquanta puntò sulla viticoltura specializzata. Nel 1962 nacque il Rubesco, vino simbolo dell’azienda, mentre nel 1968 Torgiano divenne la prima Doc dell’Umbria. Oggi Lungarotti è guidata dalle figlie Chiara e Teresa, affiancate dalle nuove generazioni.
La produzione vitivinicola si sviluppa principalmente nelle tenute di Torgiano e Montefalco, alle quali si aggiunge la Tenuta Pometo. A Torgiano nascono alcuni dei vini storici di Lungarotti, a partire dal Rubesco Riserva Vigna Monticchio e dal Torre di Giano Vigna il Pino, insieme ad Aurente e San Giorgio. A Montefalco l’azienda si confronta invece con le denominazioni del territorio attraverso Montefalco Rosso, Montefalco Sagrantino e Trebbiano Spoletino. Una produzione articolata, che comprende anche spumanti e vini passiti, oltre alle grappe.
Accanto alla vite, grande protagonista di questo territorio è da sempre l’olivo. Lungarotti conta 12 ettari di oliveto, ai quali si aggiungono circa 2.000 piante che delimitano i terrazzamenti dei vigneti sulla collina di Brufa. Gli oliveti si trovano nelle tenute di Torgiano e a Tenuta Brancalupo, a Montefalco, e sono coltivati con tre varietà tradizionali del territorio: Frantoio, Leccino e Moraiolo.
Due le referenze biologiche prodotte: il Dop Umbria Colli Martani e il Cantico. Entrambi sono ottenuti da Frantoio, Leccino e Moraiolo, ma a distinguerli è soprattutto il periodo della raccolta. Per il Dop si comincia appena terminata la vendemmia, intorno alla metà di ottobre, e si prosegue fino ai primi giorni di novembre, raccogliendo le olive prima della completa invaiatura. Per il Cantico si attende invece novembre, ottenendo un olio dal fruttato più leggero.
Nel complesso Lungarotti produce circa 2.200 litri di olio l’anno, commercializzati in Italia, soprattutto nella ristorazione e nei negozi specializzati, e all’estero, con Stati Uniti, Giappone e Germania tra i principali mercati. L’olio è acquistabile anche attraverso l’e-commerce aziendale. La lavorazione avviene in un frantoio di ultima generazione del territorio, dove le olive, conferite entro otto ore dalla raccolta, vengono lavorate a freddo con un sistema di estrazione continuo a due fasi. L’olio viene poi trasferito a Torgiano, filtrato e conservato sotto azoto a temperatura controllata. Non solo vino e olio. Tra le altre produzioni aziendali c’è il Condimento di Uva, nato alla fine degli anni Settanta da un’intuizione di Giorgio Lungarotti e ottenuto attraverso un procedimento ispirato a quello dell’aceto balsamico tradizionale di Modena.
Ma nella storia dei Lungarotti l’olio non è soltanto una produzione agricola. A raccontarne il valore culturale è soprattutto il Museo dell’Olivo e dell’Olio di Torgiano, inaugurato nel 2000 e voluto da Giorgio Lungarotti. A realizzarlo, in sua memoria, è stata la moglie Maria Grazia, dando così seguito a un progetto che rappresenta la naturale evoluzione del Museo del Vino, fondato dalla famiglia nel 1974.
Ospitato in un antico molino e nelle abitazioni medievali circostanti, all’interno delle mura di Torgiano, il Moo si articola in undici sale che ripercorrono la storia dell’olivo e dell’olio attraverso la botanica, le cultivar umbre, le tecniche di coltivazione e di estrazione e l’evoluzione delle macchine olearie. Il percorso si estende anche ai significati e agli usi che l’olio ha assunto nei secoli, dalla religione all’alimentazione, dalla medicina allo sport e alla cosmesi. Tra le collezioni trova spazio anche quella delle lucerne, dall’età classica all’inizio del Novecento, dedicata all’olio come fonte di luce. Una dimensione culturale che entra anche nell’attività di accoglienza: sia a Torgiano sia a Tenuta Brancalupo le degustazioni dei vini sono accompagnate dall’assaggio degli extravergini e da un approfondimento sulla produzione olearia.
Per Cronache di Gusto abbiamo assaggiato per la prima volta il Dop Umbria Colli Martani biologico di Lungarotti. Blend di Frantoio, Leccino e Moraiolo, è un fruttato medio (5/10). Nel bicchiere si presenta di colore dorato con brillanti sfumature verdi. Al naso ha un bouquet elegante, caratterizzato da sentori vegetali di erba appena tagliata e carciofo, ai quali si aggiunge la mandorla fresca. In bocca l’amaro (4/10) è presente ma non predominante e richiama le sensazioni percepite all’olfatto, mentre il piccante (4/10) è gradevolmente contenuto.
Le due componenti sono ben equilibrate e accompagnate da una trama erbacea che ritorna nel finale. Un extravergine capace di valorizzare senza coprire il gusto dei piatti che accompagna. Si può utilizzare con bruschette, zuppe di lenticchie, legumi e verdure, tagliate di manzo e carni alla brace, verdure gratinate, insalate e formaggi semistagionati. Esprime il meglio di sé a crudo.
Olio in pillole
Fruttato: 5
Amaro: 4
Piccante: 4
Certificazioni: DOP Umbria Colli Martani, biologico
Formati: 0,25 e 0,50 litri
Prezzo mezzo litro: 18€
Lungarotti Società Agricola a r.l.
Viale Giorgio Lungarotti, 2
06089 Torgiano (PG)
Tel. +39 075 988661
Email: lungarotti@lungarotti.it
lungarotti.it