Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Numero 62 del 22/05/2008

L’INCHIESTA Quando l’amore vien mangiando

21 Maggio 2008
cena_62hp.jpg cena_62hp.jpg

    L’INCHIESTA

cena_62hp.jpgI consigli della sessuologa e dello chef per una cena romantica che abbia successo. “Lume di candela? Un rischio”. “Il menu? Conta più l’ambiente e il tovagliato”

Quando l’amore
vien mangiando

L’amore vien mangiando? Dipende. Un po’ perché la cena romantica ideale forse non esiste, un po’ perché una serata a lume di candela nasconde più insidie di quanto si possa pensare.

E allora meglio scartare l’approccio gastronomico per far strage di cuori? Non è il caso di essere estremisti, sembra consigliare Laura Testa, psicologa, psicoterapeuta ed esperta in educazione sessuale, famosa per le sue abituali comparse alla trasmissione di Mtv Loveline. “La cena romantica, infondo, va ancora di moda – spiega – ma oggi è sempre più pericoloso usarla come strategia di conquista, perché si rischia di essere ripetitivi e dunque di annoiare”. Ma se proprio si è fedeli alla cena romantica, meglio allora fare ricorso ad alcune istruzioni per l’uso.
testa62.jpg“Innanzitutto bisogna sapere che tra uomo e donna il modo di intendere la cena romantica è ben diverso – tiene a precisare la dottoressa Testa –. Dunque questo è il primo principio da tenere bene a mente. Per riuscire nella conquista attorno al tavolo di un ristorante o di un appartamento bisogna dunque mettersi nei panni dell’altro”. Semplice se l’uomo o la donna da corteggiare si conoscono già. Impresa più ardua se il loro è il primo incontro. “In questo caso è molto più difficile – ammette Laura Testa –, dunque l’unica soluzione è fare alcune piccole indagini. Cioè cercare di scoprire, prima ancora della serata galante, quali sono i gusti dell’altro. Il romanticismo è un concetto molto vago. Per esempio c’è a chi piace una tavola a lume di candela, c’è chi invece la rifiuta perché la luce soffusa dà fastidio agli occhi”. Sfatato un mito? “In realtà l’idea della cena a lume di candela come emblema del romanticismo è uno stereotipo – aggiunge –. Ogni individuo ha proprie specificità. Meglio dunque scegliere una soluzione più adatta all’uomo o alla donna da conquistare. La cena romantica è un po’ come un regalo: non occorre che sia costoso, ma solo che colpisca l’altro perché è davvero ciò che voleva. Dunque, anche una cena semplice potrebbe piacere, non per forza a lume di candela o nel ristorante più lussuoso”. Necessario dunque indagare prima di incappare in cattive figure. E di un’altra cosa la dottoressa Testa è certa: il look non va trascurato. “Ad una cena romantica bisogna essere molto curati, senza però mettere a disagio il partner. cuttaia62.jpgIndossare un abito da serata di gala per esempio è eccessivo e provoca solo fastidio. L’importante è essere in ordine: capelli curati e un buon profumo”.
E il menu? Meglio piatti forti o leggeri? O, perché no, afrodisiaci? Secondo Pino Cuttaia, chef e patron del ristorante La Madia di Licata il cibo di una sera romantica non deve essere invadente. “Deve essere soltanto un ingrediente della serata ma non il protagonista – spiega –. Non ci sono piatti specifici per l’occasione, ma di certo non devono essere troppo complicati. Credo che più del cibo conti l’atmosfera. Un bel ristorante per la circostanza credo valga più di una pizzeria o di una cena a casa”. E conclude: “L’ambiente è importante perché aiuta a comunicare. Per esempio il tovagliato è per me un’arma di seduzione. L’ideale? Il lino o la fiandra”.

Gaetano La Mantia