Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Scenari

Da Abruzzo, Emilia Romagna, Piemonte, Sicilia e Veneto: al Vinitaly Argea presenta la sua “squadra” di vini senza alcol

12 Aprile 2024
Massimo Romani Massimo Romani

Otto etichette che narrano grandi territori viticoli italiani; otto ambasciatori di eccellenza e modernità che portano la tradizione del vino italiano nel futuro; otto vini che formano la prima “squadra” di no-alcol italiani capaci di raccontare con una prospettiva inedita ai consumatori la straordinaria ricchezza e varietà del nostro patrimonio viticolo. L’ultimo progetto produttivo di Argea, ispirato alla filosofia della “Antologia del Vino Italiano”, eletta a mission del gruppo, vede otto interpretazioni di vitigni e uvaggi selezionati con cura, provenienti dai territori delle cinque regioni dove opera il gruppo: dalla siciliana Barone Montalto arrivano un bianco e un rosso della linea “Passivento”, i primi no-alcol realizzati con vini della regione, pionieri come i due “Tralcetto”, bianco e rosso, proposti dell’abruzzese Zaccagnini, mentre Asio Otus, la linea più di “ricerca innovativa”, presenta 3 nuove etichette, bianco, rosso e spumante, realizzate con vini provenienti da Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Infine, le bollicine di Gran Passione.

Il punto di partenza è rappresentato da una selezione di vini di alta qualità che vengono sottoposti alla de-alcolizzazione, utilizzando le tecnologie enologiche più avanzate: per ottenere il miglior risultato qualitativo in questo processo molto delicato – e decisivo per salvaguardare la qualità del prodotto finito – Argea ha intrapreso una collaborazione con un partner tedesco specializzato. Tali tecniche permettono di preservare integro il bouquet dei profumi naturali del vino durante tutto il processo di estrazione dell’alcol e poterlo ri-dosare, integro, nel prodotto finito ottenendo, così, un vino che mantiene le stesse peculiarità e caratteristiche organolettiche, con la stessa impronta distintiva nel gusto, dei territori e delle uve del vino originario. “Le etichette che presentiamo, ispirate ai tanti territori viticoli dove operiamo, rappresentano un completamento ideale del nostro portfolio vinicolo. Si tratta di prodotti di grande piacevolezza e ampiezza aromatica, frutto di blend enoici sapientemente studiati perché solo da un grande vino si ottiene un ottimo no-alcol, che offrono ai consumatori interessati a prodotti a basso contenuto alcolico la possibilità di scoprire la grande varietà che ci mette a disposizione il vigneto italiano” ha commentato Giacomo Tarquini, Global Brand Director di Argea.

“Il nostro nuovo progetto enologico dedicato ai vini no-alcol – ha dichiarato Massimo Romani, Amministratore Delegato di Argea – vuole essere espressione di un approccio contemporaneo alla territorialità, dove la filosofia innovativa di Argea si traduce in un progetto di reinterpretazione dell’affascinante ricchezza varietale del vino italiano, in grado di dare una risposta seria alla domanda crescente dei consumatori di tutto il mondo che vogliono coniugare gusto del vino e leggerezza. Se consideriamo che, secondo un recente studio, solo in Europa il ‘no alcool’, tra vino e birra, passerà da 9,4 miliardi di dollari del 2023 a 16,8 del 2032, si comprende come la nostra proposta rappresenti una scommessa che va oltre il business, convinti che la strategia del no-low alcol possa offrire realmente a tanti territori viticoli del nostro paese una interessante prospettiva di mercato, diversa e complementare, che incontra il favore crescente dei consumatori di tutto il mondo”.

La squadra di nuove etichette zero alcol di Argea arriva sul mercato già forte di un riconoscimento di grande importanza: la doppia medaglia d‘argento ottenuta dal Tralcetto bianco e Tralcetto rosso di Zaccagnini all’ultimo Mundus Vini, il prestigioso concorso enologico internazionale organizzato in Germania da Meininger Verlag GmbH, che certifica l’ottimo risultato del lavoro di ricerca portato avanti dal team degli enologi del gruppo, vincendo una sfida, quella della qualità organolettica, non scontata e ancora difficile per questa tipologia di prodotto. È presto per fare bilanci – i prodotti sono usciti da poco più di un mese e stanno arrivando in questi giorni nei diversi mercati del mondo, a partire dal nord Europa – ma le prime risposte da parte del trade sono superiori alle migliori attese.