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Scenari

Repressione frodi, nel 2025 quasi 48 milioni di euro di prodotti sequestrati: oltre 54 mila controlli per tutelare il Made in Italy agroalimentare

17 Luglio 2026
Lollobrigida e Assenza Lollobrigida e Assenza

Si è svolto ieri a Roma, nella Sala Cavour del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, l’incontro dedicato alla presentazione del Report Attività Icqrf 2025, appuntamento che ha riunito due realtà centrali nella tutela del patrimonio agroalimentare italiano: l’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf) e il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (Conaf).

Una giornata dal forte valore istituzionale, che ha coinciso con una doppia ricorrenza: i 40 anni dalla fondazione dell’Icqrf (1986-2026) e i 50 anni dal riordino della professione e dell’istituzione del Consiglio dell’Ordine. Un’occasione per ribadire il ruolo strategico della collaborazione tra controlli pubblici, ricerca scientifica e competenze professionali nella difesa della qualità, della sicurezza e dell’autenticità delle produzioni agroalimentari italiane.

Icqrf, i numeri della tutela nel 2025

Il Report 2025 conferma il peso dell’attività svolta dall’Ispettorato lungo tutta la filiera agroalimentare nazionale. Nel corso dell’anno sono state effettuate 54.913 verifiche, con un importante contributo dell’attività laboratoristica: 10.837 controlli analitici e 367.039 determinazioni su oltre 55 mila prodotti.

Sul fronte della repressione degli illeciti sono state registrate 5.559 contestazioni amministrative, 3.411 diffide e 132 notizie di reato trasmesse all’autorità giudiziaria. I sequestri effettuati sono stati 497, per un valore economico complessivo superiore ai 47,8 milioni di euro.

Particolare attenzione è stata dedicata alle produzioni certificate, con 6.448 controlli sui prodotti a Indicazione Geografica DOP e Igp e oltre 11 mila verifiche nel settore vitivinicolo regolamentato.

Tra gli ambiti in crescita anche la lotta alle pratiche commerciali sleali, attraverso l’applicazione del Decreto Legislativo 198/2021: i controlli sono passati dai 488 del 2023 ai 3.536 del 2025, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza nei rapporti di filiera e tutelare soprattutto i produttori più piccoli.

Lollobrigida: “Un sistema di controlli che tutela qualità e autenticità”

Durante l’incontro il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida ha sottolineato il valore del lavoro svolto dall’Ispettorato: “L’Icqrf ha raggiunto grandi risultati, dimostrando capacità, impegno e una specificità che pochi altri sistemi al mondo possono vantare. I risultati presentati confermano l’efficacia di controlli sempre più qualificati, capaci di individuare criticità e frodi a tutela della qualità e dell’autenticità delle nostre produzioni agroalimentari.”

Secondo il ministro, il rafforzamento dell’attività di controllo rappresenta anche un importante elemento di prevenzione: un sistema efficace riduce il rischio di frodi e contrasta fenomeni di concorrenza sleale ai danni dei cittadini e delle imprese corrette.

La qualità italiana passa da ricerca e competenze

Per Felice Assenza, capo dipartimento dell’Icqrf, il Report rappresenta la fotografia di un percorso lungo quarant’anni: “L’Ispettorato ha saputo evolversi insieme al settore agroalimentare, consolidando il proprio ruolo come sistema avanzato di tutela, prevenzione e controllo, riconosciuto anche a livello europeo.”

Un ruolo che si inserisce in un contesto nel quale l’agroalimentare italiano è diventato sempre più centrale nelle strategie economiche, sociali e ambientali del Paese.

Il presidente del Conaf Mauro Uniformi ha evidenziato il legame tra qualità produttiva e competenze specialistiche: “Gli elevati standard raggiunti dalla filiera agroalimentare italiana sono il risultato di conoscenze capaci di produrre cibo sano e sicuro, rispettando la sostenibilità economica e sociale. Icqrf e Conaf condividono l’obiettivo di garantire ai consumatori italiani e internazionali prodotti sicuri, di qualità e nel rispetto delle regole.”

Anche il presidente del Crea Andrea Rocchi ha ribadito il ruolo della ricerca nella costruzione della fiducia lungo la filiera: “Garantire autenticità, origine e sicurezza significa tutelare consumatori, imprese e reputazione del Made in Italy. Attraverso metodiche avanzate, tecnologie innovative e sistemi di analisi scientifica possiamo costruire vere e proprie impronte delle produzioni, utili a descriverne origine, composizione e tipicità”.

Un sistema integrato per difendere il Made in Italy

I lavori, moderati da Carmine Cocca, consigliere nazionale Conaf, hanno visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e del mondo scientifico, tra cui il senatore Luca De Carlo, presidente della 9ª Commissione del Senato, Paolo De Castro, esperto di politiche agricole europee, e Antonio Capone, consigliere nazionale Conaf.

Dal confronto è emersa una visione condivisa: la tutela del patrimonio agroalimentare italiano passa sempre più attraverso l’integrazione tra controlli pubblici, ricerca scientifica e professionalità specialistiche. Un modello che punta a rafforzare la trasparenza della filiera e a difendere nel mondo il valore del Made in Italy.