La transizione sostenibile della filiera vitivinicola passa anche dalla capacità delle imprese di investire in innovazione, migliorare l’efficienza dei processi produttivi e ridurre l’impatto ambientale delle attività in vigneto e in cantina. Un percorso per il quale il nuovo Pacchetto Vino europeo mette a disposizione strumenti e opportunità di sostegno, approfonditi ieri a Cibus Tec 2026 nel corso del workshop “Vino e Sostenibilità: Politiche e innovazioni tecnologiche per la transizione sostenibile della filiera vitivinicola”, promosso da Federvini in collaborazione con la manifestazione di Fiere di Parma.
All’incontro hanno partecipato Gabriele Castelli, Direttore di Federvini, Piero Amorese, direttore dell’Ufficio Piue VII – Settore vitivinicolo del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, e Nicola Benatti, della Direzione Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Emilia-Romagna. Il confronto ha approfondito le misure introdotte dal Pacchetto Vino europeo, con particolare attenzione agli strumenti di sostegno agli investimenti in vigneto e in cantina e alle nuove disposizioni dedicate alla transizione ambientale del settore.
Tra i temi centrali del workshop, il recente decreto attuativo del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, che prevede per le imprese vitivinicole l’applicazione dell’aliquota massima di sostegno, pari all’80% dei costi ammissibili, per gli investimenti in cantina finalizzati alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici, oltre che al miglioramento della sostenibilità dei sistemi produttivi. Il provvedimento è ora atteso alla fase di attuazione da parte del sistema delle Regioni, passaggio fondamentale affinché le opportunità previste possano tradursi in interventi concreti per le aziende.
“Le imprese del comparto vitivinicolo italiano sono realtà profondamente radicate nelle comunità in cui operano, che da sempre assolvono un ruolo di salvaguardia del territorio e delle sue risorse. I nuovi investimenti nell’innovazione tecnologica, nell’efficienza produttiva e nella riduzione dell’impatto ambientale rappresentano leve strategiche per rafforzare la competitività delle Aziende e consolidarne le prospettive di crescita – ha dichiarato Gabriele Castelli, direttore di Federvini -. Affinché questa opportunità si traduca in iniziative effettive, sarà importante assicurare una piena attuazione delle nuove disposizioni a livello territoriale e favorire l’accesso delle Aziende agli strumenti previsti”.
Gli ambiti di intervento ammissibili comprendono una pluralità di soluzioni tecnologiche e gestionali: dal miglioramento dell’utilizzo e della gestione delle risorse idriche all’introduzione di tecnologie di precisione e strumenti digitali nei processi produttivi, passando per gli investimenti a tutela del suolo e della biodiversità, la salvaguardia del paesaggio e la riduzione della produzione di rifiuti, con un’attenzione specifica anche alla loro gestione.
La sostenibilità si conferma così non soltanto una priorità ambientale, ma anche una leva strategica per accompagnare l’evoluzione delle imprese vitivinicole, sostenere l’innovazione e rafforzare la competitività dell’intera filiera.