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Scenari

Vito Varvaro, presidente Settesoli: pronti per conquistare Usa e Asia con la Doc Sicilia

16 Luglio 2012
settesoli settesoli


Un momento dell'assemblea

>Segno più nel mercato italiano ed estero.

E’ quanto riportano i dati preliminari sul fatturato di Cantine Settesoli. La Cooperativa veleggia con il vento dell’ottimismo. Sono stati comunicati in assemblea ai 2100 soci. Supera così la soglia dei 50 milioni di euro. Il record. In totale l’incremento è stato del 13% che attesta un risultato importante a chiusura del primo semestre del 2012, ottenuto sia sullo sfuso che sul confezionato. “Abbiamo presentato una cantina in salute in uno scenario di mercato difficile – commenta Vito Varvaro, presidente di Cantine Settesoli -. L’immagine del vino siciliano è in netto miglioramento. Lo dice l’aumento delle richieste di vino sfuso”. All’assemblea si è presentata agli occhi dei soci, della comunità e delle istituzioni presenti una realtà che vuole operare con una logica di squadra. A mostrare i report dell’azienda sono stati i manager che Varvaro ha schierato. “Stiamo lavorando per tutelare una cantina con un team di manager in grado di operare nel nostro Paese e all’estero. Vogliamo far fare un ulteriore salto di qualità con uno stile di gestione che non sia accentratore ma che cerchi di delegare”.


Sul palco Vito Varvaro

Con questo rinnovato spirito di organizzazione, Cantine Settesoli si accinge a conquistare nuove frontiere: Usa, Cina, Russia e Brasile. Mondi che si aggiungono a quelli dove già il brand è forte, ben 40 nazioni, ai qualipresenterà la Sicilia attraverso gli autoctoni e gli internazionali. “Spingeremo prima di tutto i  vitigni autoctoni , è quello che ci differenzia a livello mondiale, sono la nostra priorità anche se l’estero richiede gli internazionali che proporremo comunque nel nostro portfolio. Gli Usa sono il mercato più importante. E ci concentreremo sull'Asia”.  

Il canale preferenziale rimane sempre la grande distribuzione organizzata. Già negli Stati Uniti Cantine Settesoli ha avviato un progetto di promozione di concerto con la Barilla, con degustazioni di ricette abbinate alle etichette Made in Menfi.
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Tutti questi risultati portati a casa e i progetti in cantiere farebbero, per il presidente, da contorno al dato più importante: all’aumento della remunerazione delle uve. “Abbiamo comunicato ai soci quanto pagheremo le uve quest’anno. Dai 38 euro al quintale passeremo ai 45-46 euro. Il nostro obiettivo è quello di massimizzare il valore delle uve conferite. Tre anni fa era di 28 euro al quintale. Il trend è in miglioramento ma ancora il reddito per ettaro è basso. Stiamo andando però verso la giusta direzione”, dichiara Varvaro.  

L’ottica verso cui la Settesoli guarda alle sfide oltre i confini è quindi quella della totale fiducia, anche in vista della nuova carta che l’Isola si appresta a giocare con la Doc Sicilia. “Cominciamo a mettere semi per il futuro – spiega Varvaro -.  I nuovi mercati verso cui ci affacceremo bisogna costruirli nel tempo. Lavoreremo con le catene con i marchi Settesoli e Mandrarossa e comunicheremo con la Doc Sicilia. La neo denominazione e il consorzio saranno garanzia di qualità, un’opportunità nella quale crediamo perché si tratta di portare avanti un lavoro di squadra per parlare al mondo intero di vino siciliano”. 

C.d.G.