Esperto e competente come pochi, con una lunga carriera alle spalle che lo ha visto costantemente tra i vigneti di diversi territori italiani, dall’estremo nord al profondo sud, Federico Curtaz ha sempre avuto un ruolo da protagonista nella produzione vinicola degli ultimi decenni. Valdostano di origine, inizia ad appassionarsi da giovane alla coltivazione della vite nel Monferrato, dove i nonni avevano vigneti di Barbera.
Dopo gli studi di viticoltura ed enologia in Piemonte, lavora come aiuto tecnico ed insegnante nella stessa scuola di Asti dove si era diplomato e poco più tardi, nel luglio del 1983, incontra Angelo Gaja e inizia a lavorare per lui a Barbaressco. Saranno 15 anni pieni di successi in un’azienda che si confermerà sempre di più come uno dei nomi di maggiore spicco della vitivinicoltura mondiale.
Segue un periodo di consulenze, sia in Italia, sia all’estero e nel 2007 Federico, giunto sull’Etna, fonda insieme a Silvia Maestrelli e Roberto Silva Tenuta di Fessina, cantina che in poco tempo si collocherà tra le più importanti del territorio. Infine, nel 2015, arriva una svolta importante con la nascita di una propria azienda e la successiva uscita sul mercato di vini con il marchio Federico Curtaz.
Si tratta di etichette ottenute da vigneti in parte di proprietà e in parte in affitto o in gestione, che rappresentano l’interpretazione dei vari terroir secondo una precisa idea. E’ qualcosa che a noi piace definire come la fusione di eleganza, tipicità e personalità, tratti sempre presenti nelle bottiglie di Federico. Da poco più di un anno sono entrati a far parte del progetto due nuovi soci, Giulio Corti della cantina valdostana Les Cretes e Mark Hartmann di Saraja, azienda sarda con cui lo stesso Curtaz collabora. Oggi sono 5 gli ettari vitati e circa 20 mila le bottiglie prodotte, tra i vini etnei (due bianchi e due rossi) e un Nero d’Avola da una piccola parcella situata a Noto.
Abbiamo degustato l’Etna Bianco Superiore 2022, un vino ben fatto che possiamo tranquillamente collocare tra i più interessanti della tipologia. E’ ottenuto da uve Carricante in purezza, frutto di un vigneto centenario ad alberello di contrada Rinazzo a Milo. Ci troviamo a 850 metri sul livello del mare con esposizione prevalente ad est su un terreno vulcanico franco sabbioso derivante dal disfacimento di antichi basalti, più una componente di ceneri di deposizione.
La densità d’impianto è di 6-7 mila ceppi per ettaro e le rese non superano i 60 quintali per ettaro, attestandosi spesso su valori inferiori. La vinificazione prevede pressatura, decantazione statica a freddo e fermentazione alcolica in botti di legno da 25 ettolitri e tonneau da 500 litri. Il vino resta ad affinare in questi contenitori con rimontaggio delle fecce nobili fino ad estate inoltrata, per essere infine imbottigliato poco prima della vendemmia successiva.
Nel calice l’Etna Bianco Superiore 2022 presenta le tonalità di un giallo paglierino carico e brillante, solcato da leggeri riflessi dorati. Ha un naso fine e intenso, nel quale sentori di pesca, susina gialla e ginestra si combinano con note di scorza di cedro, caramello salato e un tocco salmastro. Inoltre, dopo un po’, cominciano ad emergere cenni di idrocarburi, mentre la parte floreale tende ad assottigliarsi.
E’ un profilo variegato e ricco di sfumature, con un’ampiezza olfattiva che vede da un lato l’integrità di profumi più freschi e dall’altro un’iniziale ed intrigante evoluzione. Il palato si caratterizza per pienezza, ma anche per una viva acidità e un’energica progressione, che conduce ad un finale salino di notevole lunghezza. E’ evidente la multidimensionalità nella combinazione di uno slancio notevole con una struttura che fa leva su una materia fitta e incisiva.
Un bianco che è l’ennesima conferma delle potenzialità del Carricante nel territorio di Milo. Lo berremo ancora per anni. Passando agli abbinamenti, sarà ottimo con la cucina di mare, dagli antipasti e i fritti ai piatti importanti di pesce, oppure con le preparazioni a base di ortaggi, le verdure saporite e diverse pietanze della cucina orientale. Vi consigliamo anche di sperimentare nuovi accostamenti poiché questo Etna Bianco Superiore ha tutte le cate in regola per sorprendervi.
Tappo: sughero monopezzo
Gradazione alcolica: 12,5 %
Temperatura di servizio: 10-12 °C
Bicchiere consigliato: calice a tulipano di media grandezza
Quando berlo: da ora al 2035
Numero di bottiglie prodotte: 2.000
Prezzo in enoteca: 55 euro
Federico Curtaz
Piazza Madonna delle Grazie, 16
95010 Milo
Tel. +39 348 0115329
commerciale@federicocurtaz.it
www.federicocurtaz.it
Rubrica a cura di Salvo Giusino