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Vino e dintorni

Carema, alla scoperta di un vino antico dal volto contemporaneo

03 Gennaio 2026
Cantina dei produttori Nebbiolo di Carema Cantina dei produttori Nebbiolo di Carema

Nel borgo di Carema il nebbiolo trova una forma naturale di eleganza e tensione, figlia di un vigneto unico e di una cultura del vino tramandata nei secoli

Dopo un lungo periodo dominato dai rossi potenti, intensi e strutturati, da alcuni anni si sta affermando tra gli appassionati una nuova visione, legata ai concetti di leggerezza, finezza e scorrevolezza. Se molti territori italiani stanno facendo i conti con questa nuova sensibilità e cercano anche di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, che spingono i vini verso surmaturazione, concentrazione e alcolicità, Carema sta invece vivendo un periodo di rinnovato splendore. Il suo nebbiolo di montagna, fresco e raffinato, non soffre dei problemi legati al riscaldamento delle colline delle Langhe o alle assolate esposizioni della Valtellina e oggi si propone come modello di un rosso in sintonia con il mood contemporaneo.

La Cantina Produttori Nebbiolo di Carema
Non si comprende il valore dei vini di Carema senza visitare l’antico borgo a ridosso di uno spettacolare vigneto, costruito nei secoli da una piccola comunità di appassionati e tenaci viticoltori. La Cantina Produttori Nebbiolo di Carema, principale e storica realtà del territorio, incarna perfettamente le caratteristiche di questo magnifico borgo situato al confine con la Valle d’Aosta.

Questa piccola cooperativa, fondata nel 1960, oggi è composta da 60 soci che gestiscono complessivamente 15 ettari, situati a un’altitudine compresa tra i 300 e i 450 metri sul livello del mare. Si tratta di piccole parcelle familiari tramandate di generazione in generazione e coltivate con una cura maniacale, come se si trattasse del giardino di casa. Carema è prima di tutto una comunità in cui si respira la cultura del vino, la passione per la vigna e l’orgoglio per la propria terra.

Quasi tutte le case del vecchio borgo possiedono una piccola cantina con volte in pietra, in cui in passato si vinificavano e affinavano i vini per uso familiare. Un savoir-faire diffuso che ancora oggi costituisce il DNA della comunità e che è stato trasmesso anche alle giovani generazioni.

Il vigneto di Carema è stato faticosamente strappato alla montagna, dando vita a un’architettura unica al mondo. Le vigne sono costituite da terrazzamenti sostenuti da muri a secco, dai quali si innalzano piloni in pietra e cemento che sorreggono alte pergole in castagno. Le viti sono veri alberi che si sviluppano per quasi due metri prima di coprire il pergolato con i lunghi tralci.

Le scale in pietra e le strette terrazze consentono esclusivamente lavorazioni manuali, dalla potatura ai diradamenti, fino alla vendemmia, che si svolge con un’accurata selezione delle uve direttamente in vigna. Una viticoltura antica ed eroica, realizzata con spirito artigianale e solide competenze tecniche.

I viticoltori di Carema, infatti, non si limitano a coltivare la vite: devono anche essere in grado di restaurare i muri a secco, costruire le pergole con il legno di castagno proveniente dai vicini boschi e legare i tralci con il salice. Il vigneto rappresenta un piccolo ecosistema autosufficiente, che vive esclusivamente delle risorse presenti sul territorio, così come accadeva nei secoli passati.

Le vigne si trovano all’interno di un contesto ricco di biodiversità, circondate da boschi secolari. Le stesse piante di nebbiolo picotendro, spesso molto vecchie, presentano una notevole variabilità di antichi biotipi che contribuiscono alla particolarità del vigneto caremese. Le piante affondano le radici in terreni sabbiosi, ricchi di scheletro e con pochissima argilla, che poggiano direttamente sulla roccia madre, spesso affiorante.

Il clima è fresco e sempre molto ventilato, caratterizzato da forti escursioni termiche tra giorno e notte, condizioni che favoriscono la produzione di uve dagli aromi ricchi ed eleganti. In questo particolare contesto pedoclimatico il nebbiolo si esprime con un carattere unico. Si presenta di colore rosso chiaro, quasi trasparente, con profumi floreali, di erbe officinali e piccoli frutti a bacca rossa. Al palato è di medio corpo, con una tessitura sottile, tannini di grande finezza e una limpida freschezza che dona al sorso energia e tensione verticale.

È un vino che possiede tutte le caratteristiche richieste ai rossi contemporanei, non per scelte enologiche legate al marketing, come spesso accade, ma semplicemente per la sua natura ontologica. I vini della Cantina Produttori Nebbiolo di Carema esprimono con fedeltà e trasparenza l’unicità della cultura del luogo, restituendo nel calice l’autenticità del terroir.

La perfetta espressione di queste caratteristiche è il Carema Doc, realizzato con un affinamento di 12 mesi in botti grandi di rovere austriaco e di Slavonia, cui seguono altri 12 mesi in bottiglia. Più intenso e complesso il Carema Doc Riserva, che prevede un affinamento complessivo di tre anni, di cui almeno 12 mesi in grandi botti. Il Carema Doc Selezione viene prodotto solo nelle annate eccezionali, utilizzando le migliori uve dei vigneti. Si tratta di un vino dal profilo leggermente più morbido e avvolgente, grazie a un affinamento che, oltre ai 12 mesi in botte grande, prevede un periodo di maturazione di 10 mesi in barrique di secondo e terzo passaggio.

Da segnalare anche l’interessante versione di Metodo Classico Lunaneuva Rosé, un nebbiolo in purezza dal profilo delicato, floreale e fruttato, che anticipa un sorso lungo e di vivace freschezza.

Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema
Via Nazionale, 32
Carema (To)
Tel. 0125 811160
www.caremadoc.it