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Vino e dintorni

Chianti Classico Collection 2026, i nostri migliori assaggi (parte 1)

20 Febbraio 2026
Chianti Classico Collection – degustazione tecnica 1 Chianti Classico Collection – degustazione tecnica 1

Wine is Culture” è il tema dell’edizione 2026, la trentatreesima, della Chianti Classico Collection, la rassegna dedicata al celebre rosso toscano svoltasi anche quest’anno presso la Stazione Leopolda di Firenze.

Da sempre crediamo che il vino sia cultura e siamo molto felici per la scelta del Consorzio Chianti Classico, che in questo modo pone l’accento su un aspetto fondamentale, inscindibile dal signifcato di una bottiglia. Cultura vuol dire storia, tradizioni, luoghi, paesaggi, architutture, identità, condivisione, cioè un insieme complesso di valori che portano il vino al di là di quello che può essere il semplice risultato di un’attività agricola ed enologica. E il Chianti Classico è, senza ombra di dubbio, uno dei vini emblematici da questo punto di vista, come sottolinea anche Carlotta Gori, direttrice del Consorzio Chianti Classico. Passando ai numeri, registriamo ancora una volta il record di aziende partecipanti, ben 223, con 680 etichette delle tre tipologie di Chianti Classico in degustazione (551 nel tasting tecnico riservato alla stampa più altre ai banchetti dei produttori), alcuni vini Igt del territorio e oltre una quarantina di Vin Santo del Chianti Classico Doc. Rilevanti anche i dati relativi alla partecipazione: quasi 400 giornalisti accreditati in rappresentanza di 23 paesi del mondo, 1.500 operatori del settore italiani insieme ad altri dal Nord America e dal Nord Europa e infine, durante il secondo giorno aperto al pubblico, i wine lover che hanno raggiunto le 500 presenze. Giovanni Manetti, presidente del Consorzio Chianti Classico, ha sottolineato nella conferenza stampa come il trend delle vendite sia stato ancora positivo nel 2025 con un aumento di oltre l’1 per cento in volume e del 2,6 per cento in valore rispetto all’anno precedente. Anche negli Stati Uniti, notoriamente il mercato più importante, c’è stata crescita nonostante i dazi, con un volume che è passato dal 36 al 37 per cento del totale, dato che, unito a quello del Canada (passato da 10 a 12 per cento), fa del Nord America l’area che assorbe il 49 per cento della produzione con incrementi ancora più marcati sulle tipologie Riserva e Gran Selezione. Per quanto riguarda il Chianti Classico Docg, abbiamo degustato due annate, la 2024 e la 2023, presente già lo scorso anno con alcuni vini. Il 2024 è stato caratterizzato da un andamento climatico nel complesso fresco e mite con buona piovosità, cosa che ha in diversi momenti prolungato il ciclo maturativo, dilatando nel tempo il periodo di raccolta che è iniziato dopo metà settembre e si è protratto fino a metà ottobre. In cantina sono arrivate uve con perfetta maturazione fenolica, pronunciata acidità e un grado zuccherino un po’ meno elevato rispetto alle ultime annate calde.

Così il presidente Giovanni Manetti ci descrive i risultati della 2024: “Sono molto soddisfatto della vendemmia 2024, la sanità delle uve portate in cantina è stata perfetta e noi produttori di Chianti Classico saremo ripagati dalle fatiche di una lunga raccolta con dei vini particolarmente eleganti e freschi, con uno stile che ricorda le grandi annate degli anni ’90”.

La degustazione di 71 campioni ci ha fornito un’ottima impressione: nel complesso i vini sono eleganti, nitidi nei profumi, vivi nell’acidità, non particolarmente strutturati e dotati di notevole qualità tannica. C’è materia, ma non troppa a favore di una maggiore godibilità, che però non esclude un buon potenziale evolutivo. Sono stati davvero pochissimi i vini con qualche accenno di durezza tannica (forse più per la struttura leggera) o qualcos’altro non perfettamente a posto. In conclusione si tratta di una bellissima annata che ci regala equilibri, finezza e grande piacevolezza, mostrandoci forse il lato gentile di un territorio che i produttori riescono ad interpretare sempre meglio. Diverso il parere emerso dall’assaggio dei 95 campioni di 2023, che hanno confermato le difficoltà dell’annata e le differenze tra i produttori nell’affrontarne le problematiche, così come il fatto che i vigneti situati in altura e ben ventilati hanno subito meno le varie situazioni sfavorevoli, fornendo uve di qualità migliore, anche se spesso in quantità ridotta rispetto alla media delle ultime annate.

Di seguito i nostri migliori assaggi.

Nota: l’ordine di degustazione segue il criterio alfabetico delle UGA in cui si trova l’azienda (indicate in coda al nome).

CHIANTI CLASSICO DOCG 2024

Capraia (90% Sangiovese, 5% Canaiolo, 5% Colorino) – Castellina
Un naso pulito che gioca tra la viola, un frutto rosso nitido e un cenno speziato precede un sorso fresco e bilanciato, con tannini ben presenti, ma levigati e una chiusura sapida, nella quale il frutto tende a farsi più scuro. Materia ben gestita.

Riecine (100% Sangiovese) – Gaiole
Eloquente sin dall’inizio, combina all’olfatto freschezza giovanile con una notevole trasparenza nei profumi di violetta e amarena, accompagnati da note un po’ più tenui di ribes rosso e fragola di bosco. E’ teso, scattante, con tannini fini e una progressione ricca di energia che termina in una lunga scia sapida. Dinamismo, equilibrio e completezza. Buonissimo. STANDING OVATION

Il Molino di Grace (100% Sangiovese) – Panzano
E’ limpido e delicato con sentori di prugna e mora, più un tocco floreale. Al palato si registra un cambio di passo con un piglio più deciso che si regge su una spina dorsale spiccatamente acida, mostrando anche buona struttura, tannini fitti e una certa sapidità nel finale.

Monte Bernardi – Retromarcia (100% Sangiovese) – Panzano
Offre un profilo accattivante di stampo floreale che si completa con la freschezza di un frutto rosso appena maturo e di un cenno mentolato. E’ snello, agile, con un gusto intensamente fruttato e tannini compatti che ne aumentano la consistenza. Un Chianti Classico di facile approccio che, a nostro parere, trae beneficio dalle caratteristiche dell’annata.

Monteraponi (97% Sangiovese, 3% Canaiolo) – Radda
E’ nitido nel frutto, contornato da note floreali scure, erbe aromatiche e un tenue richiamo terroso. Poi tutto appare ordinato in un sorso di ottima acidità, struttura ben calibrata e coerenza con l’olfatto, sia nel gusto sia al retronaso. Tannini fini completano un quadro armonico che dà subito l’idea della “giusta misura”.

Vigneti La Selvanella-Melini – Granaio (97% Sangiovese, 3% Canaiolo) – Radda
Si mostra chiaro, espressivo nei profumi di amarena e mora che qui appaiono particolarmente freschi, così come le erbe aromatiche che presentano una coda leggermente balsamica. E’ vivo nell’acidità, agile, dinamico, ma anche compatto nella tessitura con tannini ben estratti. Sapida e lunga la chiusura.

CHIANTI CLASSICO DOCG 2023

Montecalvi (95% Sangiovese, 4% Canaiolo, 1% altri vitigni) – Greve
Un’eleganza quasi inaspettata precede un assaggio che evidenzia ottima acidità, slancio, un gusto che, in linea con l’olfatto, coniuga una delicata parte fruttata con note di arancia rossa e un finale fresco e vibrante.

Castello di Radda (95% Sangiovese, 5% Canaiolo) – Radda
Composto e preciso sia all’olfatto, dove tutto è accennato, ma presente, sia al palato, nel quale un buon equilibrio vede la freschezza protagonista, senza però tralasciare una giusta struttura e un tannino ben estratto.

Istine (100% Sangiovese) – Radda
Profumi di fiori e frutta rossa insieme a note alpine creano un’armonia fatta di sottigliezze, seguita da un sorso tanto fresco quanto compatto nella tessitura, con tannini vellutati e ben presenti e un finale lungo che oscilla tra la frutta e il sale. Tipico e ben fatto.

L’Erta di Radda (90% Sangiovese, 10% Canaiolo) – Radda
Ha un naso variegato di amarena, mora, prugna, poi fiori scuri appena appassiti e infine soffusi richiami di erbe aromatiche. Il palato è vivo nell’acidità e al contempo pieno, con tannini fittissimi e un finale lungo e minerale su note di frutta matura. Terriroriale e facile da bere.

Castello di Monsanto (90% Sangiovese, 5% Canaiolo, 5% Colorino) – San Donato in Poggio
E’ profondo con un frutto scuro ben delineato, accompagnato da sentori di violetta e da un tocco di agrume rosso. In bocca mostra un certo nerbo, coniugando slancio, buona struttura e persistenza. Vigorosi i tannini, che appaiono robusti e al momento leggermente ispidi.