Cinzia Merli, titolare dell’azienda Le Macchiole, ha assunto l’incarico di presidente del Consorzio di Tutela di Bolgheri e di Bolgheri Sassicaia. Abbiamo colto così l’occasione per raggiungere la neo-presidente e scambiare con lei qualche battuta sulle prospettive del territorio bolgherese.
La Merli ci rende partecipi della sua volontà di continuare nel solco tracciato dal presidente uscente, Albiera Antinori, con un’attività per il 2026 peraltro già progettata e in via di attuazione, oltre che condivisa nel precedente ruolo di vicepresidente del Consorzio. Ci confida di sentire la responsabilità del mandato e nutrire gratitudine verso colleghe e colleghi per la fiducia riposta in lei; sono ormai 75 i soci del Consorzio, che rappresentano attualmente circa il 99% delle aziende operanti a Bolgheri.
La produzione per il 2024 si è attestata su 6.846.090 bottiglie, un numero leggermente inferiore al picco del 2022 dovuto però più a fattori climatici che a una scelta produttiva. Nonostante i consumi nel mondo stiano registrando una lieve flessione, le giacenze in cantina a Bolgheri, come ci dice la presidente, non sono rilevanti e le vendite continuano a mantenersi su livelli soddisfacenti con una quota di export che arriva al 70-75%.
Un bilancio complessivo potrà essere stilato solo ad anno concluso, ma allo stato attuale le congiunture sfavorevoli, dazi americani in primis, non sembrano aver avuto un impatto significativo. Per tale ragione, pur monitorando costantemente lo scenario, non si prevedono all’orizzonte variazioni delle rese per ettaro nel disciplinare, né di altri aspetti regolamentari.
“Stiamo valutando attentamente – spiega Cinzia Merli – la possibilità di definire con precisione vigne e appezzamenti, sulla falsariga di quello che è avvenuto in altre denominazioni, ma probabilmente non sarà possibile replicarlo, sic et simpliciter, perché a Bolgheri le caratteristiche del terreno sono diverse rispetto ad esempio al Chianti. Qui i suoli infatti cambiano anche all’interno della stessa vigna, rendendo complessa l’identificazione di cru che associno parcelle di terreno a particolari profili organolettici.”
Apprendiamo che le iniziative del Consorzio per i prossimi anni potrebbero riservarci delle sorprese come ad esempio la possibilità di una replica della Cena sul Viale dei Cipressi di Bolgheri, evento che ha contraddistinto la celebrazione del 30° Anniversario della Denominazione e della presentazione delle nuove annate in eventi dedicati.
Sicuramente, conferma la presidente, si continuerà a investire molto sull’identità del vino Bolgheri per provare magari a riequilibrare il rapporto che vede oggi i brand aziendali in generale più conosciuti rispetto alla denominazione del territorio. La convinzione, condivisa da tutti i soci, è che una crescita della percezione del vino Bolgheri, possa essere solo positiva e in linea con le finalità consortili.
In tale contesto riteniamo utile chiedere i caratteri distintivi di Bolgheri da quelli della Maremma, territorio limitrofo costiero; talvolta le due zone finiscono per essere assimilate dal consumatore medio. “Il tratto saliente di Bolgheri ritengo che sia la finezza e l’eleganza, dovuti alla particolare conformazione del territorio, una specie di conca, e alla composizione del terreno. In particolare il tannino morbido e vellutato nella parte finale del sorso possa essere considerato il timbro stilistico dei nostri vini.”
In chiusura abbiamo affrontato il tema della nuova norma sulle etichette, quella che prevede le indicazioni degli ingredienti e valori nutrizionali a partire dalla vendemmia 2024. Cinzia Merli, pur riconoscendo che queste informazioni vadano nella direzione della trasparenza e della conoscenza del prodotto, esprime il timore che possano essere veramente utili solo per gli addetti ai lavori.
La sua preoccupazione è che questo tecnicismo possa contribuire a dare un’immagine del vino elitaria: la necessità di conoscenze specifiche per una lettura consapevole dei dati potrebbe creare un ulteriore barriera, allontanando i consumatori, soprattutto i più giovani, magari inclini ad un approccio più “smart” e immediato.