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Vino e dintorni

Consorzio Vino Toscana, sì del Masaf alla proposta per la denominazione “Toscana Igt”

18 Marzo 2026
Cesare Cecchi, presidente del Consorzio Vino Toscana Cesare Cecchi, presidente del Consorzio Vino Toscana

Ora il dossier passa all'esame della Commissione Europea per l'ultimo step: per l'applicazione del nuovo disciplinare sarà necessario attendere almeno fino alla fine del 2026

Via libera del Comitato Nazionale Vini del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf) alle modifiche del disciplinare di produzione del vino “Toscana Igt“. Un passaggio definito “storico” dal Consorzio Vino Toscana, che segna un’evoluzione significativa della Indicazione Geografica.

La ratifica è arrivata nella seduta del 17 marzo presso il dicastero di via XX Settembre, completando un percorso avviato con l’approvazione della Giunta regionale toscana nel dicembre 2024. Ora il dossier passa all’esame della Commissione Europea per l’ultimo step, pertanto per l’applicazione del nuovo Disciplinare sarà necessario attendere almeno fino alla fine del 2026.

Tra le novità più rilevanti, il cambio di denominazione da “Toscano o Toscana” a “Toscana“, scelta che punta a rafforzare riconoscibilità e posizionamento sul mercato. Introdotta inoltre la categoria del vino spumante, che apre nuove prospettive produttive per il comparto vitivinicolo regionale. Con il nuovo Disciplinare sarà possibile produrre spumanti metodo Charmat e metodo Classico, sia Bianchi che Rosati.

I numeri del vino “Toscana Igt”
Nel Consorzio Vino Toscana, dagli iniziali 70 soci nel 2019, anno in cui ebbe inizio il progetto di rinnovamento sviluppato con l’inizio della presidenza di Cesare Cecchi, oggi vi sono rappresentati ben 450 soci – che raggiungono il numero di oltre 1700 se consideriamo i viticoltori afferenti alle cooperative. La produzione media degli ultimi cinque anni corrisponde a 91.000.000 di bottiglie. Il valore della produzione del Vino Toscana IGT ammonta a oltre 458 milioni di euro, di cui il 31% – corrispondente a 28,2 milioni di bottiglie commercializzate – viene assorbito sul mercato italiano. Il restante 69% (62,8 milioni di bottiglie) è indirizzato all’export, con l’Europa mercato principale con il 46% dell’export, seguita dagli Stati Uniti con il 33% e l’Asia con il 6%.

Il plauso di Cesare Cecchi: “Ora l’ultimo passaggio, l’approvazione da parte della Commissione Ue”

“Adesso è tutto pronto per affrontare l’ultimo passaggio, quello dell’approvazione da parte della Commissione Europea” afferma Cesare Cecchi, presidente del Consorzio Vino Toscana. “Le modifiche introdotte rispondono all’evoluzione degli stili di consumo e alle esigenze del mercato. Tra le principali novità, desidero sottolineare l’introduzione della categoria vino spumante, che rappresenta un’importante opportunità di sviluppo per le aziende vitivinicole toscane. Non meno rilevante è la possibilità di usare in etichetta il solo il nome geografico “Toscana IGT” eliminando “Toscano” che non ha più ragione di essere usato, con ulteriore rafforzamento dell’identità del vino che si consolida come vero e proprio marchio di qualità, capace di valorizzare l’eccellenza delle produzioni regionali”.

L’Indicazione Geografica Tipica “Toscana” comprende oggi diverse tipologie di vino: Bianco, Rosato, Rosso, i vini frizzanti nelle versioni Bianco, Rosato e Rosso. Sono inoltre previste le tipologie da uve appassite (Passito) e da uve stramature (Vendemmia Tardiva). Quando sarà approvato il nuovo Disciplinare la gamma si completerà con le due tipologie di spumante.

“L’introduzione delle due tipologie di vino spumante – spiega Stefano Campatelli, direttore del Consorzio Vino Toscana – è nata dalla richiesta di molti produttori toscani che da tempo sono impegnati in questo tipo di produzione e rappresenta una concreta opportunità di sviluppo per il comparto, che, pur restando ancorato alla tradizione, si apre a nuove prospettive in linea con un mercato sempre più orientato alla qualità e alla diversificazione​ dei prodotti. La modifica relativa all’uso del solo nome geografico Toscana permetterà anche di rafforzare l’opera che il Consorzio sta facendo per far rispettare il Disciplinare di Produzione e per opporsi, anche grazie alla registrazione del nome ‘Toscana’ in classe 33, alla registrazione di marchi che richiamano impropriamente l’Indicazione Geografica”.