Partecipare a Vinitaly rappresenta, ogni anno, un osservatorio privilegiato per tastare il polso alla viticoltura italiana, per analizzare le nuove annate e mettere a confronto i territori più vocati. Dopo centinaia di assaggi tra novità e grandi conferme, abbiamo selezionato tre etichette capaci di aprire nuove prospettive: tre vitigni, tre cantine e tre diverse fasce di prezzo per provare a incuriosire e soddisfare ogni palato. Il Dolcetto è la tradizione, il Pinot nero è la tecnica e l’eleganza, mentre il Syrah è opulenza, calore ed energia.
Dolcetto d’Alba Doc 2024 – Comm. Burlotto
Il Dolcetto è il vitigno “povero” delle Langhe; l’altra faccia della medaglia della viticoltura piemontese, quella della cultura contadina più autentica. È il vino di tutti i giorni, da bere subito, al contrario del Nebbiolo, destinato all’invecchiamento e alle tavole importanti, di quelli che se lo possono permettere. La cantina Burlotto, sita a Verduno, è legata indissolubilmente ai suoi Barolo, provenienti da vigne prestigiose, come quelle di Monvigliero, Cannubi o Castelletto; il suo Dolcetto però quest’anno ci ha conquistato. Marina Burlotto, che ci ha fatto gli onori di casa allo stand, era molto dispiaciuta per la mancata uscita dei loro cru di Barolo dell’annata 2022, calda e siccitosa, ma concordava con noi su una bellissima versione 2024 del Dolcetto. È vinificato in acciaio con grappoli solo parzialmente diraspati e svolge la fermentazione malolattica; nel bicchiere sprigiona profumi intensi di frutti rossi freschi, ammalianti. Al palato è godibilissimo, succoso, di buona morbidezza e dai tannini gentili. Un vino non impegnativo e dalla immediata fruibilità, quasi spensierato, ma di altissima qualità; quando lo trovate in enoteca, ha un prezzo accessibile intorno ai 20 euro.
Pinot nero Ludwig 2023 – Elena Walch
In questo momento di cambiamenti rapidi del gusto dei consumatori, orientato verso vini meno masticabili e strutturati, il Pinot nero può rappresentare un importante punto di riferimento: un vino estremamente elegante, contraddistinto da tannini poco aggressivi e da una spina acida che lo rendono dinamico e agile nella beva. È un vitigno, però, capriccioso e fragile e non perdona nulla: richiede il terreno giusto, clima non troppo caldo e una mano esperta e paziente in cantina. Non dobbiamo scomodare i mostri sacri della Borgogna, dal prezzo spesso inavvicinabile, per avere nel bicchiere un Pinot nero di qualità; anche in Italia e specialmente in Alto Adige se ne producono splendidi esempi, frutto di una viticoltura rispettosa dell’ambiente. Uno di quelli è il Ludwig, della cantina di Elena Walch a Tramin, una delle più importanti realtà altoatesine, selezionata da Wine Spectator nell’ambito dell’evento Operawine, a latere di Vinitaly. Ludwig nasce da vecchie viti a 450 metri di altitudine ed è prodotto in sole 12.000 bottiglie; vinificato in parte anche in legno, dopo la fermentazione malolattica riposa 12 mesi in barrique. Il colore, molto bello, è rosso rubino vivace, ma scarico, quasi trasparente; il naso è raffinato, frutti di bosco rossi e ciliegia si mescolano a note appena speziate. In bocca è grande la persistenza retro-olfattiva, il tannino è fine e la freschezza è esemplare. Il costo è sui 42 euro, ben spesi per un vino affascinante, ideale per una tavola importante o semplicemente al centro di piacevoli conversazioni.
Per sempre 2023 – Tua Rita
Il Syrah nella Maremma toscana ha trovato il suo habitat ideale e il calore del Mediterraneo arricchisce il vino, donandogli più corpo e morbidezza: Per Sempre, Syrah in purezza, dell’azienda Tua Rita di Suvereto, ne è l’esempio. Le uve, ricavate da vigneti con una densità di impianto estremamente alta, oltre 8000 ceppi per ettaro, vengono vinificate in acciaio. Dopo circa 30 giorni di fermentazione e macerazione il vino viene posto in barrique di legno francese, dove trascorre dai 15 ai 17 mesi. L’impatto olfattivo è ricchissimo: frutti rossi, spezie, ma anche macchia mediterranea e note vegetali. Completamente armonico al palato, il vino è morbido ed avvolgente e nel contempo carico di una tensione dinamica, supportata da un tannino setoso e di qualità superiore. Annata dopo annata, non ci delude mai, mantenendo alta la costanza qualitativa e tenendo testa a Redigaffi, l’altro fuoriclasse dell’azienda. Il costo è elevato intorno a 170 euro, ma il vino è esclusivo, 1500 bottiglie circa ogni anno, per una serata intima di relax e piacere, oggi o magari dopo averlo fatto riposare in cantina qualche anno, perché non teme il passare del tempo.