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Vino e dintorni

Export vino, rallenta il calo negli Usa. L’Uiv: “Segnali di ripresa, la politica e il commercio parlano due lingue diverse”

23 Giugno 2026
Vendite di vino in Usa. Il grafico dell’Osservatorio Uiv Vendite di vino in Usa. Il grafico dell’Osservatorio Uiv

Il rallentamento delle perdite e il ritorno in territorio positivo del mercato statunitense ad aprile non bastano a riportare in equilibrio il quadro dell’export vinicolo italiano verso i Paesi extra-Ue, che nel primo quadrimestre dell’anno resta negativo, pur migliorando rispetto ai mesi precedenti. Il saldo si attesta a -8,5% a valore rispetto allo stesso periodo del 2025, per un totale di oltre 1,36 miliardi di euro, in recupero rispetto al -11% del primo trimestre.

A contenere la flessione è stata soprattutto la performance degli Stati Uniti, che rappresentano il principale mercato di sbocco per il vino italiano fuori dall’Europa. Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Uiv su dati ufficiali, nel mese di aprile le esportazioni verso gli Usa hanno segnato una lieve inversione di tendenza (+1,6%), dopo dieci mesi consecutivi di contrazione. Un segnale che contribuisce a migliorare il dato del quadrimestre, portando il mercato americano a -15,4% e riducendo di circa cinque punti il calo registrato nel solo primo trimestre (-20,5%).

“Una boccata d’ossigeno – rileva l’Osservatorio – che incide poco su un mercato ancora compresso, ma che può rappresentare un primo timido segnale di riequilibrio, a patto che si riattivino adeguatamente i consumi. Da luglio 2025 allo scorso aprile la contrazione per il vino italiano oltreoceano è stata del 20% e del 29% per quelli francesi”.

Sul fronte dei consumi, tuttavia, il quadro rimane ancora critico. I dati SipSource elaborati dall’Osservatorio Uiv indicano nei primi cinque mesi dell’anno una flessione generale dei volumi consumati negli Stati Uniti pari al -10,1%. Il vino italiano limita le perdite al -7,3%, grazie soprattutto alla tenuta degli spumanti (-2%) e in particolare del Prosecco (+1,8%). Più marcata invece la contrazione per i vini bianchi e rossi, che sfiorano la doppia cifra negativa.

All’interno del segmento dei rossi emergono alcune aree di resistenza, in particolare nelle fasce di prezzo tra i 20 e i 30 dollari e tra i 30 e i 50 dollari (prezzo alla distribuzione), che insieme rappresentano circa il 13% delle vendite a volume dei rossi italiani. Segnali positivi anche per i bianchi premium tra i 16 e i 20 dollari, in crescita del 20%, pur trattandosi di una nicchia che pesa solo il 5% dei volumi complessivi.

“Negli Stati Uniti – ha detto il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi – paghiamo le difficoltà congiunturali di dazi e debolezza del dollaro, ma anche il cambiamento ormai strutturale delle modalità di consumo. Quello americano rimane però di gran lunga il nostro primo mercato, sia allo stato attuale che in chiave prospettica: per questo è importante mantenere e preservare la decennale alleanza commerciale anche in vista del prossimo 24 luglio, quando l’amministrazione Usa definirà il nuovo quadro normativo delle tariffe. La politica e il commercio – ha concluso Frescobaldi – spesso parlano due lingue diverse ma sarà importante lavorare congiuntamente abbassando i toni e armonizzando una partnership fondamentale per noi e per loro”.