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Vino e dintorni

“Sboccia l’amore” fra i vini dell’alto Monferrato e il cioccolato: evento show la sera di San Valentino

10 Febbraio 2026
Ernst Knam, Paolo Ricagno, Adua Villa Ernst Knam, Paolo Ricagno, Adua Villa

Anche la ricorrenza della festa degli innamorati è un’opportunità per conoscere sempre meglio scorci dell’Italia meravigliosa. Tant’è che a Milano, il Consorzio Tutela Vini d’Acqui ha promosso una iniziativa che ha proprio l’obiettivo di catalizzare l’attenzione sull’Alto Monferrato, così come spiega Paolo Ricagno, presidente del Consorzio.

Infatti, approfittando della versatilità del Brachetto d’Acqui e della maestria del maitre chocolatier Ernst Knam, conosciuto come il “Re del Cioccolato”, è venuta fuori un’esperienza che ridefinisce il concetto di San Valentino, visto che ha fatto sbocciare l’amore tra i vini dell’Alto Monferrato e il cioccolato che sabato 14 febbraio, ricorrenza di San Valentino, farà debuttare un connubio irresistibile anche fra gli innamorati.

Tant’è che la sommelier Adua Villa, che nel corso dell’evento di presentazione svoltasi nel cuore di Milano con il titolo “Sboccia l’amore”, ha guidato gli ospiti in un viaggio attraverso i profumi del Monferrato e il rigore creativo di Knam, ha parlato di una sorta di scoperta dell’Italia Meravigliosa.

Al centro della scena, comunque, è stato il Brachetto d’Acqui DOCG, consacrato ancora una volta come il vino simbolo della festa degli innamorati, trainando anche l’Acqui Docg Rosé spumante, ma anche vino fermo, di grande personalità con un piacevole retrogusto di piccoli frutti rossi e dal finale fresco e piacevole. Morbido e profumato, con un retrogusto di bouquet floreale, è adatto a tutte le stagioni e perfetto per qualsiasi situazione essendo un vino e spumante a tutto pasto.

A dare l’avvio all’evento, però, è stato il Presidente del Consorzio Paolo Ricagno che ha illustrato i dati di una produzione che punta sempre più sul posizionamento premium e sulla versatilità moderna di questo vitigno proveniente dal territorio piemontese dell’Alto Monferrato che, insieme a Langhe e Roero, nel 2014 è stato proclamato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

In questa operazione sono coinvolti le 60 aziende che aderiscono al Consorzio e gli 800 viticoltori che coltivano 900 ettari di vigna distribuiti tra 18 comuni della provincia di Asti e 8 in quella di Alessandria, con una produzione che supera i 2,5 milioni di bottiglie. Vino che viene consumato prevalentemente nell’horeca per accompagnare il dessert e che è anche molto richiesto all’estero, in particolare da Stati Uniti e Danimarca e adesso anche dall’India.

Siccome il Brachetto d’Acqui è, ormai, immancabile per accompagnare il cioccolato, all’evento milanese uno dei momenti più attesi è stato il live show cooking di Ernst Knam. Il pasticcere (così ama definirsi, che lavora anche il cioccolato) per l’occasione ha presentato le nuove creazioni nate dal sodalizio: il Cioccolatino Rosso, un’esplosione di intensità dedicata al Brachetto d’Acqui DOCG, e il Cioccolatino Rosa, un’architettura di sapori studiata appositamente per l’Acqui Rosé DOCG Brut. Il Maître Chocolatier ha qui mostrato la genesi delle praline e svelato come la struttura del cioccolato possa accogliere la leggerezza e l’aromaticità del vitigno piemontese.

A sorpresa, l’evento si è concluso con un “aperitivo sabaudo” che ha visto l’abbinamento inedito tra il formaggio Roccaverano DOP e la “cugnà” di Brachetto d’Acqui (specialità che unisce le principali caratteristiche di una confettura a quella di una mostarda, a base di mosto di uva Brachetto, mele renette, mele cotogne, mele golden, pesche, pere, prugne, nocciole tostate, adatta per accompagnare carni bollite, la polenta e i formaggi), dimostrando la straordinaria duttilità di questo vino oltre i confini del dessert.

Simbolo di una tradizione secolare che affonda le radici nel Monferrato, dove i vitigni si esprimono al meglio sin dall’antichità, grazie ad un clima caratterizzato da un regolare avvicendarsi delle stagioni che permette alle uve di sviluppare caratteristiche particolari definendone anche la tipicità, mentre la diversa composizione dei terreni (ricchi di sabbia, limo e argilla) di natura friabile, conferisce ai vini una versatilità espressiva unica, ponendo l’accento su finezza ed eleganza, su corpo e intensità di ogni elemento, su leggerezza e fragranza.

Il Brachetto d’Acqui DOCG si conferma dunque un ambasciatore del territorio compreso tra i 26 comuni collocati tra l’Astigiano e l’Alessandrino, rinnovando il suo racconto come vino iconico del romanticismo, ma anche della convivialità.