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Scenari

Chiude l’A’mmasciata: «Manca personale qualificato», 2.500 euro al mese con alloggio non bastano

25 Febbraio 2026
Luca Tudda della pizzeria A’mmasciata Luca Tudda della pizzeria A’mmasciata

Calabria, undici anni di attività si fermano per la mancanza di professionisti. La denuncia di Luca Tudda

A San Marco Argentano, poco più di ottomila abitanti nell’entroterra cosentino, si chiude una storia durata undici anni. A’mmasciata, la pizzeria fondata e guidata da Luca Tudda, interrompe il proprio percorso così come è stata conosciuta fino a oggi. La decisione è stata comunicata dallo stesso Tudda con un video pubblicato sabato 21 febbraio sui suoi canali social.

E non è una problema di poca clientela. È, invece, una crisi di personale.

«Qui termina un capitolo importante della mia storia», afferma il pizzaiolo. «È una scelta necessaria, seppur dolorosa, maturata negli ultimi tempi e legata alla difficoltà sempre più diffusa nel nostro settore: la mancanza di personale qualificato».

Il tema non è nuovo. Già il 27 gennaio scorso, in un articolo di Gambero Rosso dedicato alla carenza di personale nelle pizzerie, Tudda aveva anticipato un possibile epilogo. Le sue parole, a distanza di un mese, risuonano come una profezia: trovare pizzaioli è estremamente difficile principalmente per l’assenza di professionisti disposti ad assumersi responsabilità tecniche e gestionali.

L’offerta? 2.500 euro netti al mese per sei giorni su sette, solo servizio serale, con possibilità di alloggio. Ma non è bastato. Poche le candidature, con figure realmente preparate quasi assenti.

Il modello della pizzeria artigianale, sottolinea Tudda, ruota attorno a un perno centrale: il pizzaiolo. Se quel perno manca e non esiste un secondo affidabile, le strade sono due: abbassare gli standard o caricarsi tutto sulle spalle. Quando non è più sostenibile, si chiude.

Nel frattempo, dal 2022, Tudda ha progressivamente spostato energie e investimenti su Amonoglu, progetto dedicato alla ricerca e produzione di basi pizza senza glutine artigianali. Una start up che negli ultimi anni ha accelerato, imponendo viaggi continui e una riorganizzazione aziendale. L’idea iniziale era semplice: individuare un professionista in grado di sostituirlo stabilmente in pizzeria, così da portare avanti entrambe le attività. Ma l’ipotesi non si è concretizzata.

Oggi la scelta è obbligata. «Amonoglu ha bisogno di tutta la mia attenzione», spiega. La pizza inclusiva diventa il centro del nuovo percorso imprenditoriale.

A’mmasciata non sparirà: cambierà pelle. La gestione sarà affidata a un nuovo team che manterrà il nome, con una proposta diversa. Non sarà più la pizza napoletana firmata Tudda secondo i dettami dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, ma un progetto con identità distinta.

La presa di posizione: «Meglio fermarsi che snaturare un progetto costruito negli anni con rigore», afferma il pizzaiolo, ringraziando i clienti che hanno sostenuto il locale in oltre un decennio di attività.