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Scenari

Dop e Igp, più poteri ai Consorzi: dal turismo alla gestione dell’offerta, ecco cosa cambia con il nuovo decreto

05 Giugno 2026
Bottiglia di vino Bottiglia di vino

I Consorzi di tutela delle Dop e Igp avranno più competenze, maggiori strumenti di governance e un ruolo più incisivo nella gestione delle denominazioni. È questa la novità principale del decreto emanato dal Ministero dell’Agricoltura in attuazione del Regolamento europeo 2024/1143, un provvedimento che ridefinisce il ruolo dei Consorzi e punta a rafforzare l’intero sistema delle Indicazioni Geografiche italiane.

Tra le modifiche più rilevanti figura l’ampliamento delle funzioni attribuite ai Consorzi. Accanto alle tradizionali attività di promozione, valorizzazione e vigilanza, vengono infatti riconosciute nuove competenze in materia di sostenibilità, turismo legato alle denominazioni, tutela della proprietà intellettuale, monitoraggio dei mercati, contrasto agli utilizzi illeciti anche online e regolazione dell’offerta produttiva.

Il decreto introduce inoltre criteri più flessibili per il riconoscimento dei Consorzi, adeguandoli alle diverse caratteristiche delle filiere italiane, e apre alla possibilità di costituire un unico Consorzio per più Indicazioni Geografiche, anche appartenenti a comparti differenti. Una misura che punta a favorire aggregazioni più solide e strutturate, soprattutto nei territori caratterizzati da produzioni di dimensioni ridotte.

Importanti novità riguardano anche la governance interna. Vengono aggiornate le norme statutarie e ridefiniti i criteri di rappresentanza delle diverse categorie produttive negli organi sociali, con l’obiettivo di garantire maggiore equilibrio, trasparenza e partecipazione nei processi decisionali.

Un capitolo specifico riguarda poi l’utilizzo delle denominazioni nei prodotti trasformati o composti. I Consorzi saranno chiamati a gestire le autorizzazioni all’uso delle Dop e delle Igp e a tenere gli elenchi degli operatori autorizzati, rafforzando così i controlli e la tutela dei consumatori.

Particolarmente significativa è l’introduzione delle competenze relative alla sostenibilità e al turismo enogastronomico. I Consorzi potranno promuovere iniziative ambientali, economiche e sociali coerenti con il territorio di riferimento e definire linee guida per lo sviluppo del turismo legato alle Indicazioni Geografiche, valorizzando il legame tra prodotto, paesaggio e comunità locali.

Il nuovo impianto normativo riconosce inoltre ai Consorzi un ruolo più attivo nella regolazione dell’offerta. Potranno infatti proporre misure temporanee per migliorare la programmazione produttiva, favorire l’equilibrio di mercato e sostenere la valorizzazione delle produzioni, sempre nel rispetto delle norme europee sulla concorrenza.

Secondo il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il decreto rappresenta un passaggio strategico per una Dop Economy che vale oltre 20 miliardi di euro alla produzione e più di 12 miliardi di export. “Con questo nuovo decreto rafforziamo e modernizziamo il ruolo dei Consorzi di tutela”, ha dichiarato il ministro, sottolineando come le Indicazioni Geografiche costituiscano uno dei principali asset competitivi dell’agroalimentare italiano.

“Compiamo un importante passo in avanti per la promozione, la sostenibilità e la tutela delle produzioni italiane a Indicazione Geografica – ha spiegato il ministro -. I Consorzi sono uno dei pilastri del successo della Dop Economy: un mercato da 20,7 miliardi di euro di valore alla produzione e un export che nel 2024 ha superato i 12 miliardi. L’Italia è leader in Europa per prodotti a Indicazione Geografica: eccellenze uniche al mondo, fondate sulla qualità, sull’identità e sul legame inscindibile con il territorio e le nostre tradizioni. Un patrimonio motivo di orgoglio, che continueremo a sostenere con determinazione, in Italia e sui mercati esteri anche perché è una delle vie per far riconosce re alle nostre eccellenze il giusto valore e distribuirlo lungo la filiera”.

Positivo anche il giudizio di Origin Italia. Per il presidente Cesare Baldrighi il provvedimento segna “un passaggio decisivo nell’attuazione della normativa europea e offre ai Consorzi strumenti più adeguati per affrontare le sfide legate alla sostenibilità, alla tutela digitale, alla promozione internazionale e allo sviluppo territoriale”. “Il sistema italiano delle Indicazioni Geografiche ha bisogno di Consorzi forti, riconosciuti, rappresentativi e dotati di funzioni moderne per garantire la qualità agroalimentare – ha detto Baldrighi -. Un ringraziamento per il lavoro svolto al ministro Francesco Lollobrigida, al ministero dell’Agricoltura della Sovranità alimentare e delle Foreste ed in particolare il Dipartimento della Qualità”.

Il tema della gestione dell’offerta è destinato ad assumere un peso crescente soprattutto nel comparto vitivinicolo. Proprio nei giorni scorsi il Consiglio nazionale di Unione Italiana Vini ha approvato un pacchetto di misure per il contenimento produttivo in vista della prossima vendemmia. Tra le proposte figurano la riduzione delle rese, lo stop temporaneo a nuove autorizzazioni d’impianto e una revisione degli strumenti di regolazione del mercato.

Per il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, è il momento di costruire un vero “patto di filiera” e valorizzare il lavoro dei Consorzi che stanno già intervenendo per riequilibrare domanda e offerta. Un esempio citato è quello della Franciacorta, che ha ottenuto dal Masaf la limitazione delle nuove autorizzazioni all’impianto nell’intera area di produzione. “Il programma discusso rappresenta un primo passo importante per una riforma sempre più indifferibile del nostro comparto – ha commentato Frescobaldi –, un impegno che crediamo si possa allargare all’intero tavolo di filiera, con misure concrete e strategiche che confidiamo le associazioni di categoria possano condividere. In questa direzione, apprezziamo il senso di responsabilità già dimostrato da diversi Consorzi che, in questi giorni, stanno lavorando al contenimento delle rese. Tra questi – ha concluso Frescobaldi, che sul tema ha incontrato anche i vertici di Federdoc – è esemplare il caso del Franciacorta, che ha chiesto e ottenuto da Masaf di limitare le autorizzazioni all’impianto in tutto l’areale”.