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Vino della settimana

Saint-Péray Ongrie 2023 – Alain Voge

09 Maggio 2026
Alain Voge Saint-Péray Ongrie 2023 – etichetta Alain Voge Saint-Péray Ongrie 2023 – etichetta

Alain Voge è uno dei nomi importanti tra i produttori della Valle del Rodano, grazie ad una lunga tradizione, ad uno stile ben definito e a vini sempre più buoni, da tempo conosciuti ed apprezzati in ogni parte del mondo. Erede di una tradizione agricola familiare risalente ai primi del Novecento, Alain Voge comincia a lavorare con il padre nel domaine di Cornas all’inizio degli anni Sessanta e da lì a poco, dopo aver preso in mano re redini dell’azienda, decide di dedicarsi esclusivamente alla viticoltura, abbandonando ogni altro tipo di coltivazione. La sua è una visione incentrata sulla tutela e la valorizzazione dei vigneti e sullo sviluppo di tecniche rivolte alla qualità e all’esaltazione delle peculiarità territoriali.

Così vedono la luce negli anni i suoi splendidi rossi a base di Syrah (Aoc Cornas) e i bianchi da Marsanne fatti nell’Aoc Saint-Péray, dove Alain diventa il pioniere delle vinificazioni e maturazioni in legno, raggiungendo livelli difficili da immaginare in precedenza. Dopo la sua scomparsa, nel 2020, il percorso da lui tracciato continua senza sosta grazie ad un team affiatato oggi diretto da Lionel Fraisse, che si avvale della collaborazione di professionisti di riconosciuto valore come Laurent Martin, impegnato sia tra le vigne che in cantina e la giovane enologa Cécile Cabre.

La superficie vitata si estende complessivamente per 13 ettari, 8 coltivati a Syrah con varie parcelle nell’Aoc Cornas e 5 coltivati a Marsanne nella confinante Aoc Saint-Péray, denominazione situata più a sud. Ricordiamo che ci troviamo nella parte settentrionale della Valle del Rodano, lungo la sponda destra del fiume. I vigneti e il vino sono biologici certificati, alcuni dal 2009, altri dal 2016 o 2017 e in campagna si lavora utilizzando metodologie biodinamiche. Ogni anno vengono prodotte circa 80 mila bottiglie.

La gamma di etichette è composta da 4 diversi Cornas con in testa i prestigiosi “Les Vieilles Fontaines” e “Chapelle Saint Pierre”, 4 Saint-Péray, tra cui uno spumante, un Saint-Joseph rosso e un Cotes du Rhone rosso. Ci è piaciuto molto l’Ongrie 2023, un bianco che non esitiamo ad inserire tra i migliori vini dell’Aoc Saint-Péray da noi degustati negli ultimi anni. Prodotto a partire dal 1984, all’inizio venne denominato “Cuvée Boisée” e successivamente “Terres Boisées” poiché veniva vinificato e maturato in legno, poi, con l’annata 2015, gli fu dato l’attuale nome. Ongrie deriva dal latino “ungere” e fa riferimento alla concia delle pelli che venivano trattate con unguenti, attività che in questo luogo iniziò nel Medioevo.

Le uve, Marsanne cento per cento, provengono da vigneti che si estendono per 1 ettaro e mezzo proprio a Hongrie (prima della Rivoluzione francese il nome veniva scritto senza H, come su questa etichetta), località storica per la viticoltura a Saint-Péray. Le viti, allevate a gobelet (alberello) con un palo di sostegno, hanno circa cinquant’anni di età e crescono su terreni alluvionali molto antichi con depositi granitici, nei quali è presente una certa quantità di calcare e argilla.

La vinificazione prevede fermentazione per mezzo di lieviti indigeni e viene eseguita esclusivamente in botti di rovere da 228 e 400 litri, per il 20 per cento nuove. Il vino ottenuto matura sulle fecce fini, sempre in legno, per 13 mesi.

Versato nel calice, il Saint-Péray Ongrie 2023 si fa subito apprezzare per il suo colore giallo dorato chiaro. E’ intenso all’olfatto con sentori di frutta a polpa gialla, miele e crema pasticcera, affiancati da spezie dolci con la vaniglia in evidenza. Esprime una ricchezza notevole che vira maggiormente sulle dolcezze, mantenendosi però lontana da eccessi e mostrando un’armonia fatta di profumi ben definiti, assolutamente privi di sbavature. Al palato è fresco, intenso nel gusto, con il miele e le spezie preponderanti al retronaso, dotato della giusta consistenza, sapido in chiusura e persistente.

Sono evidenti sia la qualità della materia prima che l’uso magistrale del legno per un assaggio che risulta tanto piacevole quanto appagante. Un’ulteriore nota di merito è rappresentata dal fatto che questo vino è in grado di regalarci una grande esperienza ad un prezzo ragionevole, decisamente inferiore a quello di altre denominazioni del Rodano Settentrionale più blasonate. Per quanto riguarda gli abbinamenti, sarà perfetto con le carni bianche, ma non deluderà neanche con i secondi di pesce particolarmente elaborati e con diverse tipologie di formaggi freschi e semistagionati.

Tappo: Nomacorc
Gradazione alcolica: 13,5 %
Temperatura di servizio: 10-12°C
Bicchiere consigliato: calice a tulipano di media grandezza
Quando berlo: da ora al 2030
Numero di bottiglie prodotte: poco più di 5.000
Prezzo in enoteca: € 35,00 (on-line su siti francesi)

Domaine Alain Voge
Impasse de l’Equerre, 4
07130 Cornas (France)
Tel. +33 04 75 40 32 04
contact@alain-voge.com
www.alain-voge.com

Rubrica a cura di Salvo Giusino