Il Consorzio tutela vini Valpolicella rinnova il consiglio di amministrazione e si prepara alla probabile riconferma di Christian Marchesini, presidente uscente dopo tre mandati e mezzo alla guida dell’ente. L’assemblea dei soci ha infatti eletto il nuovo Cda che resterà in carica fino al 2028 e che nelle prossime settimane dovrà nominare il presidente. Una continuità che arriva in una fase delicata per il comparto, tra crisi dei consumi dei vini rossi, sfide internazionali e crescita dei fenomeni di sounding e contraffazione legati soprattutto all’Amarone.
Sul fronte della tutela, il Consorzio Valpolicella si conferma infatti tra i più attivi in Europa. Nel solo 2025 sono state aperte 35 vertenze internazionali per casi di imitazione commerciale, in particolare sull’Amarone della Valpolicella. Quindici i procedimenti già conclusi positivamente, con il ritiro delle etichette contestate e risarcimenti economici riconosciuti dai tribunali. Tra i casi affrontati figurano Montemarrone in Svezia, Avarone in Svizzera, Amarone A Ma Luo Ni in Cina e Casa Marroni nell’Unione europea.
Un’attività che ha consentito al Consorzio di ottenere quasi un milione di euro di indennizzi, risultato che pone l’ente tra i più virtuosi in Italia — se non il più virtuoso — sul piano della tutela dei marchi della denominazione. Un dato rilevante anche dal punto di vista giurisprudenziale, perché i risarcimenti ottenuti rappresentano un precedente importante e un deterrente contro le pratiche di contraffazione e italian sounding nel settore vino.
Il nuovo Consiglio di amministrazione eletto dall’assemblea è composto da: Alfredo Albertini (Cantina Soc. Valpolicella Classico di San Pietro in Cariano), Agostino Anselmi (Collis Veneto Wine Group), Carlo Boscaini (Boscaini Carlo), Diego Cottini (Montezovo), Davide Degani (Campo degli Olivi), Paolo Fiorini (Cadis 1898), Lucio Furia (Le Ruine), Giovanni Lai (Gerardo Cesari), Christian Marchesini (Monte Gradella), Umberto Pasqua Di Bisceglie (Pasqua Vigneti e Cantine), Matteo Provolo (Provolo), Cristian Ridolfi (Gruppo Italiano Vini), Pietro Sartori (Collis Heritage), Luigi Turco (Cantine di Verona) e Christian Zulian (Cantina Valpolicella Negrar).
“Concludiamo questo mandato con la consapevolezza di aver guidato il Consorzio in un periodo complesso, segnato da sfide geoeconomiche e da una profonda evoluzione dei consumi su scala globale, che ha interessato il vino italiano nel suo insieme e, in particolare, i vini rossi”, ha dichiarato Marchesini. “Di fronte a questo scenario, il Consorzio non è rimasto fermo: abbiamo reagito intensificando l’attività di promozione in Italia e all’estero, con l’obiettivo di sostenere concretamente le nostre aziende, soprattutto quelle di dimensioni più piccole”.
Tra i risultati rivendicati nell’ultimo triennio figurano anche la cessione dei marchi da parte della Camera di Commercio di Verona, la candidatura della tecnica dell’appassimento delle uve della Valpolicella a patrimonio immateriale Unesco e la crescita della base associativa, con 34 nuovi ingressi nel 2025 e 114 adesioni complessive registrate tra il 2023 e maggio 2026.
L’assemblea, che ha visto una rappresentatività prossima all’80%, ha inoltre approvato all’unanimità il bilancio 2025 del Consorzio, chiuso con un utile record di quasi 296 mila euro. I ricavi complessivi sfiorano i 4,9 milioni di euro, trainati proprio dall’attività di tutela — che da sola genera oltre 970 mila euro — e dai ricavi istituzionali, cresciuti del 21% rispetto all’anno precedente.
Sul fronte promozionale, il Consorzio ha organizzato nel 2025 ben 75 appuntamenti in 17 Paesi, dall’Australia al Giappone, dagli Stati Uniti alla Corea del Sud, fino ai principali mercati europei. Complessivamente, tra il 2023 e maggio 2026, sono state realizzate 252 attività internazionali dedicate alla promozione della denominazione. Continua infine anche il Valpolicella education program (Vep), il progetto formativo lanciato nel 2018 che oggi conta 89 Valpolicella wine specialist distribuiti in 29 Paesi del mondo.