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Al sesto piano tra cielo e Duomo: quei tramonti milanesi al ristorante Horto, il rooftop stellato con la Madonnina negli occhi

02 Giugno 2026
La terrazza di Horto La terrazza di Horto

Simpatica (anche se si potrebbe dire fantastica) la presentazione di Horto, il ristorante milanese premiato da tre anni dalla Michelin con la stella e la stella verde: “al 5 di via San Protaso, quella piccola via cesellata fra le piazze Duomo e Cordusio, basta prendere un ascensore e premere il pulsante ‘6’ per toccare il cielo con un dito: è così che si arriva da Horto, lo stellato rosso e verde, nel cuore di Milano”.

Locale nato del 2022 da un ‘idea di Diego Panizza – due anni dopo entra nel gruppo degli stellati Michelin – che, da subito, diventa uno luogo fra i più distintivi della città, per l’adozione di piatti che si al concetto filosofico de “L’Ora Etica” – altra idea di Panizza – con un’architettura di dentro/fuori capace di regalare vista e momenti da respirare piano nel cuore di Milano. Infatti, occupa uno spazio alla sommità del The Medelan che, girando quasi a 360° con una vista fatta di cielo, luci e orizzonte, racconta tutta la storia di Milano: il Filarete, la Torre Velasca, la cupola della Chiesa delle Grazie, i nuovi virtuosismi di CityLife, Gae Aulenti e Porta Nuova, la Galleria e il simbolo di Milano qual è il Duomo con la sua Madonnina.

In questo favoloso contesto, Horto è un luogo da vivere tutto il giorno, dalla colazione alla cena, visto che “ogni momento della giornata trova la sua luce, il suo ritmo, la sua atmosfera”, sottolinea Panizza.

Si comincia con colazioni fresche e luminose (dalle 8 alle 11), con la terrazza che si riempie del profumo di sfogliati preparati al momento dal pastry chef Domenico Peragine, come confetture, caffè e cappuccini, delizie dolci e salate intervallate da frutta, succhi e sfumature di uova per un risveglio semplice, ma impeccabile. A spezzare la giornata ci pensa “Cosa c’è per pranzo”, in una terrazza inondata da un sole ombreggiato in una luce piena e cristallina e, quindi, ideale per ritagliarsi un momento per apprezzare un menù dedicato magari con incontri che spaziano dal lavoro all’amicizia.

Alle 18.30 è il momento dell’aperitivo con il mixologist resident Daniele Sedicina che propone i cocktail classici reinterpretati, oltre a fare magie con le sue proposte più innovative, fino alle sue celebri kombucha. Il tutto accompagnato dal menu “I Piattini”. Tutto questo fa intuire che è il motivo perfetto per passare i tempi dorati dei tramonti milanesi sulla terrazza di Horto, immersi nella luce e nella piacevolezza del momento più bello della giornata. Lasciarsi andare mentre la luce del giorno lascia il posto alle luci della sera, accoccolati e rilassati fra tetti e fiori, musiche e ombre.

E, in attesa che arrivi il momento per “L’Ora etica” e “Vegetali Mon Amour”, che sono i menu da degustare sotto un cielo di Milano che da Horto trova squarci e visioni a volte financo commoventi grazie anche alla delicatezza delle proposte della cucina dello chef resident Alessandro Pinton, accompagnati dalla carta dei vini firmata dalla sommelier Alessandra Veronesi, trovano la miglior scenografia nelle luci e nei profili illuminati delle sere milanesi.

Tutto questo al rooftop di The Medelan, lo storico palazzo progettato nel 1902 da Luigi Broggi e oggi riqualificato da GLA (Genius Loci Architettura con certificazione LEED Platinum), che ospita Horto con i suoi spazi interni e la sua terrazza fra “le più sorprendenti di Milano”, grazie ad un progetto firmato dagli architetti Luisa Collina per gli spazi interni e Raffaella Colombo per quelli verdi della terrazza. La prima, già Preside della Scuola del Design del Politecnico di Milano, ha immaginato uno spazio essenziale, capace di far respirare la luce e il tempo.

L’uso di materiali di recupero è centrale: intonaco di riso ottenuto dagli scarti agricoli, parquet realizzato con legni provenienti da vecchie acetaie, cucina a vista come gesto di trasparenza. La pianta è fluida, organizzata in aree che rispondono a diverse esigenze: alcove intime, una sala principale conviviale, con gli arredi firmati da Cassina, Ethimo, Arper, Artisan, Flos, Moooi.

Il tutto avvolto da una scenografica vetratura capace di diventare una scenografia in continuo mutamento nel susseguirsi delle stagioni milanesi. Invece Raffaella Colombo, docente presso metaLAB di Harvard, ha disegnato gli spazi “giardino contemporaneo” che cambia con le stagioni, geometrico nel disegno e libero nella vegetazione, pensato per avvicinare, non stupire. Dalla presenza discreta, ma affascinante: un romanticismo cittadino fatto di piccole scoperte colorate e inattesi stupori profumati.

Insomma, Horto è il ristorante dalla responsabilità sostenibile, con una cucina etica e ricca di gusto che si fonda, celebrandola, sulla produzione locale e la stagionalità delle materie prime, tutelando la relazione con i produttori – con aziende distanti non più di un’ora di strada dal ristorante -, al fine di realizzare una cucina genuina, innovativa e insieme autentica.

Da qui il menù “L’Ora Etica”, che ha come advisor del progetto di cucina e suo Head of Culinary Strategy, lo chef Norbert Niederkofler (tristellato nel suo Atelier Moessmer a Brunico) e il giovanissimo resident chef Alessandro Pinton. Lo chef altoatesino, Pinton, il pastry chef Peragine, Veronese, il bartender Sedicina e la coordinatrice del locale, Pierangela Liuzzi, sono gli unici che provengono da aree molto lontane da Horto, esempio, la Puglia e con le mani in “pasta” diciamo in terra lombarda.

HORTO RESTAURANT

Via San Protaso, 5
Milano
Tel. 02. 36517496
Giorno di chiusura: domenica
Ferie: variabili
carte di credito: tutte
posteggio: no
hortorestaurant.com | @hortorestaurantmilano