Attore, produttore cinematografico e oggi anche vignaiolo. A Palermo, dove si trova per le riprese finali de “La Meraviglia del Mondo”, il film dedicato a Federico II diretto da Francesco Lopez, Riccardo Scamarcio ha raccontato al pubblico la sua esperienza nel mondo del vino e la scelta controcorrente che ha dato vita a Rivale, la cantina con cui produce Pinot Nero in Puglia.
L’occasione è stata il “Convito dello Stupor Mundi”, l’evento dedicato a Federico II organizzato da Claudio Lo Voi ed Elisa Gatto di Di Fetta in Fetta. Ma durante il suo intervento l’attore pugliese ha parlato soprattutto di vino e del percorso che lo ha portato a investire in un progetto vitivinicolo distante dagli stereotipi che spesso accompagnano il Sud.
“Tendenzialmente non associo la mia persona al vino”, ha spiegato. “Se avessi utilizzato la mia immagine di attore per promuovere il mio vino sarebbe stata una cosa non giusta”. Una dichiarazione che racconta bene la filosofia con cui è nata Rivale, realtà avviata nel 2016 e costruita, almeno nelle intenzioni del suo fondatore, senza sfruttare la notorietà maturata nel cinema.
La scelta più sorprendente riguarda proprio il vitigno. In una regione identificata nel mondo con Primitivo e Negroamaro, Scamarcio ha deciso di puntare sul Pinot Nero. “Voglio fare un atto politico avversivo: voglio provare a fare il Pinot Nero in Puglia”, ha raccontato. Una sfida che nasce dalla convinzione che anche il Meridione possa produrre vini eleganti e non necessariamente caratterizzati da grande struttura e concentrazione.
“Bisogna osare nella vita”, ha affermato. E ancora: “Il Sud può fare tantissimo”. Due frasi che sintetizzano la filosofia del progetto Rivale e la volontà di percorrere una strada diversa da quella più prevedibile.
Nel corso della serata Scamarcio ha illustrato anche alcune delle scelte produttive adottate in cantina, tra cui il ricorso alla fermentazione spontanea senza l’utilizzo di lieviti selezionati. Tra i passaggi più sorprendenti del suo intervento, la convinzione che in Puglia l’aumento della produzione per ettaro possa contribuire a ottenere vini più eleganti e immediati, una visione che va contro molte delle convinzioni tradizionali del mondo del vino.
La cornice dell’incontro era dedicata a Federico II e alle contaminazioni culturali che nei secoli hanno contribuito a costruire l’identità della Sicilia. Un tema che, in modo diverso, è riecheggiato anche nel racconto dell’attore pugliese. La sua esperienza da produttore nasce infatti dalla volontà di mettere in discussione schemi consolidati, sperimentare e percorrere strade nuove, una filosofia che attraversa tanto il mondo del vino quanto quello della cultura.