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Eventi e iniziative

Favignana, tra tonnara e Florio: la mixology narrativa della Camparia

16 Giugno 2026
Nicola Loiacono e Antonio Perra Nicola Loiacono e Antonio Perra

La storia dei Florio, il mare della tonnara, la memoria della mattanza e l’innovazione della mixology contemporanea si sono intrecciati alla Camparia di Favignana, uno dei luoghi più suggestivi dell’isola, rinato dal recupero degli spazi dell’antica Tonnara Florio. Qui Antonio Perra, Head of Mixology di Camparia, ha presentato la nuova Signature List 2026 intitolata “La Storia dei Florio”.

Non una semplice carta cocktail, ma un vero e proprio percorso narrativo in cui ogni drink diventa una pagina di storia da degustare. Un progetto che idealmente mette in connessione due luoghi simbolo dell’eredità Florio: Favignana e Villa Igiea (Rocco Forte Hotel), gioiello Liberty acquistato dalla famiglia Florio e oggi tra gli hotel più prestigiosi della Sicilia, uniti da una visione imprenditoriale, culturale e identitaria condivisa.

La presentazione si è svolta nel museo della Camparia attraverso una masterclass immersiva, tra reti sospese, antiche imbarcazioni, strumenti della tonnara e le imponenti architetture dello stabilimento Florio. Uno spazio capace di restituire il respiro del mare, la fatica dei tonnaroti e la memoria di una famiglia che ha segnato profondamente la storia economica della Sicilia.

Ad aprire il percorso è stata la testimonianza di Giuseppe Spataro, ultimo Rais della tonnara di Favignana. Le sue parole hanno riportato i presenti a un tempo in cui il mare scandiva la vita dell’isola e la mattanza non era solo un’attività economica, ma un rito collettivo fatto di sacrificio, conoscenza e appartenenza.

“Ho voluto costruire una drink list che non fosse una semplice sequenza di cocktail – ha spiegato Antonio Perra – ma un racconto liquido capace di accompagnare gli ospiti attraverso le tappe più significative della storia dei Florio, della tonnara e della Camparia”.

Un intento che prende forma in una collezione in cui ogni cocktail corrisponde a un capitolo della storia di Favignana. Il viaggio si apre con I Leoni di Sicilia, omaggio alla famiglia che rese l’isola uno dei principali centri economici del Mediterraneo. Sicula Gin Mediterraneo, Marsala riserva superiore semisecco oltre 4 Ambra, genziana e vermouth ambrato evocano rotte commerciali, cantine storiche e l’ambizione di una dinastia capace di proiettare la Sicilia sulla scena internazionale.

Il racconto si sposta poi su Donna Franca, simbolo della Belle Époque palermitana. Il cocktail, costruito con cachaça premium, Gin Isola di Favignana, shrub di mela e Champagne Nicolas Feuillatte, restituisce l’immagine della donna che contribuì a trasformare Palermo in una capitale mondana del Mediterraneo.

Il mare, protagonista assoluto dell’isola, emerge in Ú Mari, dove il Gin Aquamaris ottenuto da acqua marina e il liquore Amarea evocano salsedine, vento e identità mediterranea. È lo stesso mare che attraversa Il Cammino del Rais, dedicato alla figura che guidava la tonnara e custodiva il sapere della pesca, interpretato attraverso note di gin, Marsala, cacao e vino da vendemmia tardiva.

Il percorso entra nel cuore della tradizione con Sangue del Mattanziero, rilettura siciliana del Bloody Mary che richiama il momento culminante della mattanza. Mezcal, distillato di fico d’India Santa Spina, pomodoro e bottarga danno vita a un cocktail intenso, legato al mare e alla memoria dei pescatori.

Segue La Cialoma, ispirato agli antichi canti che accompagnavano il lavoro delle reti, dove fatica e ritmo si trasformavano in condivisione. Le note erbacee, agrumate e affumicate di rhum agricole, Chartreuse e whisky Islay evocano la voce dei tonnaroti e il loro legame con il mare.

Il viaggio prosegue con Camparia, tributo al cuore operativo dello stabilimento Florio, dove si riparavano le reti e si organizzava la vita della tonnara. Tequila e mezcal dialogano con spezie e agrumi, richiamando lavorazioni e rotte commerciali del Mediterraneo.

Il racconto trova il suo compimento ne L’Eco della Tonnara, cocktail sviluppato con Nicola Loiacono, Head of Mixology di Villa Igiea, che crea il ponte più diretto tra Favignana e Palermo. Il drink celebra l’intuizione di Vincenzo Florio che rivoluzionò l’industria conserviera passando dal tonno sotto sale a quello sott’olio.

Realizzato con Rum Zacapa 23 anni, liquore al peperone Animae, sciroppo di sale marino, bitter al limone e olio extravergine d’oliva, utilizza la tecnica del fat washing per trasferire al distillato aromi e profumi dell’olio. Un gesto tecnico che diventa narrazione: il sale come memoria della tradizione, l’olio come simbolo dell’innovazione.

Nel corso della masterclass, Nicola Loiacono ha presentato anche Animae, progetto dedicato a liquori e bitter contemporanei che valorizzano ingredienti identitari siciliani, come peperone crusco, cascara di cacao di Modica e carruba, riletti in chiave moderna.

Spazio anche alle realtà che stanno contribuendo alla crescita della mixology siciliana. Sebastiano D’Angelo, fondatore di Sicula Gin, ha raccontato il proprio approccio produttivo definendosi “uno chef dei distillati”, illustrando un metodo London Dry basato su botaniche naturali. Nino Campo ha invece ripercorso la storia del Gin Isola di Favignana, oggi realtà da circa 40 mila bottiglie annue, nata tra vento e salsedine e distribuita in Italia e all’estero.

La Signature List 2026 della Camparia si conferma così un progetto che va oltre la proposta beverage: un percorso culturale che intreccia memoria, impresa, ospitalità e innovazione, trasformando ogni cocktail in un racconto. Tra le parole dell’ultimo Rais, il profumo degli agrumi, il sale, la mattanza e le cialome, la mixology diventa strumento di memoria viva. Perché, come ha ricordato Antonio Perra, “un cocktail non deve essere soltanto buono. Deve raccontare qualcosa”. E a Favignana, quella storia continua a vivere dentro ogni bicchiere.

L’evento è stato fortemente voluto e reso possibile grazie all’impegno dell’imprenditore Fabio Tagliavia, che ha scelto di investire nel recupero della Camparia di Favignana, un luogo simbolo della storia dell’isola. La Camparia non era un edificio qualsiasi: rappresentava il cuore operativo dell’antica tonnara, lo spazio in cui si svolgevano le attività legate alla lavorazione e alla gestione della pesca del tonno. Dopo anni di abbandono, il complesso è stato restaurato e restituito alla collettività attraverso un progetto che ne ha preservato l’identità storica, trasformandolo in uno spazio aperto e fruibile dal pubblico, che oggi ospita un ristorante fine dining e un museo dedicato alla memoria della tonnara e della comunità che per secoli vi ha lavorato.