Riofavara sorge ad Ispica, comune dell’estremità sud orientale della Sicilia che rientra nell’area della Doc Eloro, una delle zone di maggior pregio per la produzione di rossi da Nero d’Avola. E non solo, come ci dimostrano negli ultimi anni diversi ottimi vini bianchi che qui nascono, sia da vitigni aromatici che da altri autoctoni.
I vigneti, 14 ettari in tutto, sono distribuiti in due tenute: la più estesa con 11,5 ettari in contrada Miucia, l’altra in contrada Favara, dove oltre ad una porzione più piccola di vigna troviamo un suggestivo wine relais che dispone di tre accoglienti suite arredate secondo tematiche riguardanti la coltivazione della vite, la cantina e il viaggio che i vini compiono per raggiungere i vari mercati.
Si coltivano varietà autoctone, principalmente Nero d’Avola e Moscato Bianco, affiancati da Grecanico, Grillo, Inzolia, Moscato Giallo e antichi vitigni rari come Recunu, Cutrera, Rucignola e Orisi. Fondata nel 1920, l’azienda è oggi diretta da Massimo Padova con la collaborazione delle figlie Clementina e Carmen. Tutti i lavori vengono svolti secondo i principi dell’agricoltura biologica (c’è la certificazione Bioagricert) nel massimo rispetto della natura e dei suoi ritmi.
In cantina si utilizzano metodiche molto semplici e per le fermentazioni non vengono impiegati lieviti selezionati. L’obiettivo è molto chiaro: ottenere vini di grande personalità, interpretando nel modo più fedele e autentico il territorio. La produzione annua oscilla tra le 40 e le 50 mila bottiglie, con una gamma di etichette composta da tre rossi, tre bianchi, un rosato, un vino dolce da vendemmia tardiva e uno spumante Metodo Classico.
Abbiamo degustato il Sicilia Doc Moscato Bianco Mizzica “Vigna Miucia” 2025, un vino solare dal deciso carattere mediterraneo che con i suoi profumi e i suoi sapori è capace di trasportarci nei luoghi da cui proviene. Le uve, Moscato Bianco cento per cento, sono frutto di un vigneto di 1,8 ettari situato a Ispica in contrada Miucia, su un suolo compatto con un substrato calcareo e argilloso.
Il sistema di allevamento utilizzato è la controspalliera con potatura a guyot e densità d’impianto di 4.500 ceppi per ettaro. Basse le rese che si mantengono tra i 55 e i 60 quintali per ettaro. La vendemmia viene effettuata manualmente durante i primi giorni di agosto. Dopo la diraspatura, gli acini vengono raffreddati fino a 10 gradi centigradi e sottoposti a pressatura soffice con estrazioni frazionate.
Il mosto così ottenuto va incontro a decantazione statica e poi ad una lenta fermentazione che si svolge alla temperatura di 10 – 14 gradi centigradi per mezzo di lieviti indigeni (pied de cuve). Il vino affina in acciaio e poi in bottitglia per almeno 8 mesi. Nel calice il Moscato Bianco Mizzica 2025 si presenta di colore giallo paglierino con leggeri riflessi verdolini. Fine e intenso l’olfatto che risulta dominato da sentori di fiori bianchi con il gelsomino e la zagara in evidenza, accompagnati da note di lime e un sottile tocco di marzapane su un sottofondo di frutta esotica.
E’ evidente un profilo di stampo aromatico che in questo caso si esprime più sulla varietà di sfumature che sulla potenza, mantenendo una certa compostezza. Il sorso è fresco, dotato di una giusta consistenza e, soprattutto, pieno nel gusto che viene rinforzato dalla parte floreale, preponderante al retronaso. Sapido il finale, nel quale si rincorrono la zagara e l’agrume giallo.
Un Moscato secco ben riuscito, dunque, che mostra completezza e armonia, sia al naso che al palato. Può essere abbinato ai piatti tradizionali di pesce della cucina siciliana come le acciughe a beccafico o la pasta con le sarde, oppure alle pietanze in agrodolce, sia della cucina di mare che di quella di terra. Provatelo anche come aperitivo, non vi deluderà.
Tappo: Diam
Gradazione alcolica: 12,5 %
Temperatura di servizio: 10-12°C
Bicchiere consigliato: calice a tulipano di media grandezza
Quando berlo: da ora al 2030
Numero di bottiglie prodotte: 4.500 e 50 magnum
Prezzo in enoteca: € 18,00
Riofavara
Contrada Favara
97014 Ispica (Rg)
tel. +39 0932 705130
info@riofavara.it
www.riofavara.it
Rubrica a cura di Salvo Giusino