Siamo a Cavaion Veronese, uno dei comuni della Doc Bardolino, denominazione che si estende lungo la parte meridionale della sponda orientale del Lago di Garda e nel suo immediato entroterra. Si tratta di una zona caratterizzata da un clima submediterraneo dovuto all’azione mitigante del Lago e da suoli profondi di origine morenica che presentano una notevole varietà e risultano composti prevalentemente da sabbia e ghiaia, con un abbondante scheletro. Qui vengono fatti rossi non particolarmente strutturati, né tannici, ma freschi e minerali e rosati snelli e scattanti.
Le Fraghe è l’azienda di Matilde Poggi, appassionata vignaiola, discendente da una famiglia di origine ligure che produce vino in questo territorio dalla fine dell’Ottocento. Il progetto nasce con la vendemmia 1984, quando Matilde, aiutata dal padre, vinifica per la prima volta le uve dei vigneti di famiglia. Da allora la filosofia è sempre stata quella di lavorare senza seguire mode o stili predefiniti, puntando in modo deciso sulla piacevolezza dei vini e sull’esaltazione delle caratteristiche della materia prima.
Le fermentazioni vengono svolte esclusivamente per mezzo di lieviti indigeni e gli affinamenti venngono fatti in acciaio, cemento e anfore, escludendo il legno per mantenere il più possibile profumi e sapori autentici. Oggi i vigneti si estendono per 30 ettari, distribuiti nei comuni di Cavaion Veronese, Affi e Rivoli Veronese. Si coltivano in biologico (dal 2009 è presente la certificazione) principalmente varietà autoctone come Corvina, Rondinella e Garganega.
La produzione complessiva è di circa 110 mila bottiglie l’anno, costituite per la maggior parte da Bardolino Doc (due etichette, di cui una da singolo vigneto) e Chiaretto di Bardolino Doc (anche in questo caso due referenze), ai quali si aggiungono due bianchi da Garganega e un rosso da Cabernet Franc. Ci è piaciuto il Chiaretto di Bardolino Ròdon 2025, un vino tipico del territorio, il cui nome in greco antico vuol dire “Rosa” ed ha un significato particolare per la famiglia Poggi. E’ fatto con uve Corvina e Rondinella provenienti da vigneti di 23 anni di età esposti a sud, situati ad Affi e Cavaion Veronese a 190 metri sul livello del mare.
Le viti vengono allevate a guyot con una densità d’impianto di 5 mila ceppi per ettaro. Ben al di sotto del limite previsto dal disciplinare le rese, che vengono mantenute intorno ai 90 quintali per ettaro. La vinificazione, svolta separatamente per le due varietà, prevede poche ore di macerazione con le bucce a bassa temperatura e fermentazione spontanea a 17 gradi centigradi. Non viene svolta la malolattica. Il vino ottenuto affina per un breve periodo in acciaio sulle fecce nobili e infine viene imbottigliato nei primi mesi dell’anno successivo a quello della vendemmia. Nel Calice il Ròdon 2025 si presenta di colore rosa buccia di cipolla, tendente al ramato.
Ha un naso di buona intensità, nel quale note di fragola di bosco, ribes e lampone risultano affiancate da profumi di iris e rosa selvatica, più un sottile cenno agrumato. E’ accattivante la vivacità di un frutto che si mostra appena maturo, offrendo sia la dolcezza della polpa, sia una sensazione leggermente acidula. Segue un sorso molto fresco, ben calibrato nella struttura, fruttato e dotato di una progressione agile e regolare che termina con una scia salina di buona lunghezza.
E’ un rosato ben riuscito che spicca tanto per facilità di beva quanto per versatilità negli abbinamenti in virtù della sua viva acidità, di un intenso corredo aromatico e di un ottimo equilibrio. Bevetelo con piatti a base di molluschi e crostacei, pesce di mare o di lago, antipasti e primi leggeri della cucina di terra, carni bianche e pizze, da quelle tradizionali a alle più fantasiose.
Tappo: a vite
Gradazione alcolica: 12,5 %
Temperatura di servizio: 10°C
Bicchiere consigliato: calice a tulipano di media grandezza
Quando berlo: da ora al 2028
Numero di bottiglie prodotte: 35.000
Prezzo in enoteca: € 12,00
Azienda agricola Le Fraghe
Località Colombare, 3
37010 Cavaion Veronese (Vr)
Tel. +39 045 7236832
info@fraghe.it
www.fraghe.it
Rubrica a cura di Salvo Giusino