Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Vino della settimana

Etna Rosato Doc 2024 – Famiglia Statella

23 Maggio 2026
Famiglia Statella Etna Rosato – etichetta Famiglia Statella Etna Rosato – etichetta

Famiglia Statella nasce nel 2016 per iniziativa di Calogero Statella, rinomato enologo etneo, che, forte di una lunga carriera nel mondo del vino, decide di avviare una propria produzione insieme alla moglie Rita, realizzando così quello che da tempo era un loro sogno. Calogero inizia a conoscere il vino sin da ragazzo grazie al padre, chef e sommelier.

La crescente passione si concretizza presto negli studi di viticoltura e enologia portati avanti prima presso la Scuola Enologica di San Michele all’Adige e poi all’Università degli Studi di Milano. Dopo la laurea e 7 anni di lavoro per il Gruppo Mezzacorona, Calogero torna sull’Etna, iniziando nel 2007 la collaborazione con Marco De Grazia a Tenuta delle Terre Nere, una delle più prestigiose aziende del territorio di cui è ancora direttore tecnico.

Infine nel 2016, come già detto, insieme alla moglie fonda Famiglia Statella, partendo da un piccolo vigneto acquistato in contrada Pettinociarelle a Solicchiata, frazione di Castiglione di Sicilia. L’idea è quella di produrre vini unici in grado di raccontare il territorio, vinificando solo uve di proprietà e cercando la massima qualità senza alcun compromesso.

Nel 2018 viene acquisito un vecchio vigneto in contrada Pignatuni, non lontano dall’abitato di Randazzo e nel 2023 viene aggiunto anche un terreno in contrada Tartaraci nel comune di Bronte, dove sono state piantate viti (Carricante e una piccola quota di Catarratto) che in un futuro prossimo daranno le uve per un nuovo bianco. Oggi la superficie vitata si estende complessivamente per 1,6 ettari. Tutti i lavori vengono svolti secondo i principi dell’agricoltura biologica, nel massimo rispetto dell’ambiente e della fisiologia della vite. Sono circa 10 mila le bottiglie prodotte ogni anno.

La gamma di etichette conta 5 referenze, tre Etna Doc Classici, bianco, rosso e rosato e due rossi Etna Doc da singola contrada, Pettinociarelle e Pignatuni. Abbiamo degustato l’Etna Rosato 2024, un vino che ci dimostra chiaramente come sul Vulcano si possano ottenere risultati interessanti con questa tipologia.

Ad esserne convinto, ancor prima di noi, è lo stesso Calogero Statella, che ci spiega: “Io penso che l’Etna sia una delle zone viticole d’Italia e del Mondo più vocate per la produzione di vini rosati. Abbiamo varietà come il Nerello Mascalese ed il Nerello Cappuccio con caratteristiche perfette per produrre questa tipologia di vino, ma ancor di più abbiamo un territorio che se interpretato nella maniera giusta riesce a far esprimere i vini rosati a livelli qualitativi altissimi: basta partire dalla vigna e produrre un uva con l’obbiettivo di fare un grande vino rosato.

Se si riesce a fare questo il risultato è assicurato: vini dal colore accattivante, con note fruttate e floreali al naso e con un impatto in bocca di estrema piacevolezza ed eleganza. Mai vini banali o effimeri, ma con una struttura che tiene benissimo il tempo”. Nel caso specifico, le uve, Nerello Mascalese per l’80 per cento più un 20 per cento di Nerello Cappuccio, provengono da vigneti di 18 anni di età, situati a 765 metri sul livello del mare con esposizione nord in contrada Pettinociarelle. Qui il terreno di natura vulcanica è sabbioso, magro e poco profondo. Il sistema di allevamento utilizzato è la spalliera con potatura a cordone speronato, mentre le rese si attestano sui 70 quintali per ettaro.

La vinificazione prevede una breve macerazione pre-fermentativa a freddo, pressatura soffice e infine fermentazione alcolica a temperatura controllata. L’affinamento viene effettuato in serbatoi di acciaio inox fino a marzo. Il colore che osserviamo nel calice dopo aver versato l’Etna Rosato 2024 è un rosa salmone con leggeri riflessi ramati.

Fine il naso, che appare giocato tra la vivacità di un piccolo frutto rosso maturo e la freschezza agrumata del pompelmo rosa e dell’arancia, completandosi poi con una tenue sfumatura floreale. Sono evidenti la grande pulizia e la delicatezza dei profumi. Il sorso è agile, scattante e ben calibrato nella struttura, con un profilo dinamico che si regge sulla tensione creata dall’equilibrio acido-sapido e un gusto coerente con le percezioni olfattive. Lungo e citrino il finale. Si tratta di un rosato davvero buono che coniuga freschezza e facilità di beva con giusta intensità e definizione del corredo aromatico.

Un’ulteriore considerazione va fatta sulle potenzialità evolutive poiché il vino è in bottilgia da un po’ di tempo e, avendolo già assaggiato una decina di mesi fa, riteniamo che oggi sia notevolmente migliorato e che possa ancora andare avanti per alcuni anni. Per quanto riguarda gli abbinamenti, vi consigliamo di berlo con antipasti e primi a base di molluschi e crostacei, dai gamberi crudi agli spaghetti allo scoglio, oppure con piatti in cui sono protagonisti verdure e ortaggi, tapas di ogni genere e carni bianche.

Tappo: Diam
Gradazione alcolica: 13 %
Temperatura di servizio: 10-12°C
Bicchiere consigliato: calice a tulipano di media grandezza
Quando berlo: da ora al 2029
Numero di bottiglie prodotte: 2.000
Prezzo in enoteca: € 25,00

Famiglia Statella
Via Gullotto Mariano, 34 – Passopisciaro
95012 Castiglione di Sicilia (Ct)
Tel. +39 347 5038974
info@famigliastatella.com
www.famigliastatella.com

Rubrica a cura di Salvo Giusino