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Vino e dintorni

Settimana della cucina italiana nel mondo 2026: Sicilia protagonista a Sarajevo con vino e olio

30 Giugno 2026
Bicchiere di vino rosso Bicchiere di vino rosso

Dal 5 al 10 luglio la Sicilia sarà protagonista a Sarajevo nell’ambito della Settimana della cucina italiana nel mondo 2026, con un programma dedicato alla promozione delle eccellenze agroalimentari dell’Isola e allo sviluppo di nuove opportunità commerciali nei mercati balcanici.

L’iniziativa, intitolata “Sicilia a Sarajevo 2026”, nasce con l’obiettivo di creare un ponte tra due territori accomunati da una storia fatta di contaminazioni culturali. Da una parte la Sicilia, crocevia del Mediterraneo attraversato nei secoli da greci, romani, arabi, normanni, svevi e spagnoli; dall’altra Sarajevo, città simbolo dei Balcani, plasmata dall’incontro tra culture ottomana, austro-ungarica, slava, islamica, cristiana ed ebraica. Due realtà in cui l’identità si è costruita proprio attraverso il dialogo tra popoli e tradizioni.

Sostenuta dall’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo rurale e della Pesca mediterranea, la missione punta a valorizzare il patrimonio agroalimentare siciliano attraverso il racconto delle filiere produttive, della ricerca, delle competenze professionali e dei valori legati a qualità, tracciabilità, sostenibilità e identità territoriale.

A guidare il progetto sono l’Irvo – Istituto Regionale del Vino e dell’Olio, il Consorzio di Ricerca “Gian Pietro Ballatore” e l’Unione Regionale Cuochi Siciliani, con l’obiettivo di rafforzare la presenza delle produzioni siciliane nei mercati emergenti dell’area balcanica.

Per il comparto olivicolo partecipano Frantoio Manfredi, Olio Verde di Brancato, Oleum, Oleificio Gabriele Alberto, Evo Sicily, Azienda Agricola Fisicaro e Antico Frantoio Murgia, mentre il settore vitivinicolo sarà rappresentato dalle cantine Firriato, Birgi Vini e Azzolino Winery.

Il programma prevede incontri B2B, workshop e occasioni di networking che consentiranno alle aziende siciliane di sviluppare nuove relazioni commerciali, culturali e istituzionali con operatori dell’area balcanica.

«Si tratta di un’ulteriore tappa del percorso che punta ad ampliare e consolidare la presenza delle nostre produzioni sui mercati internazionali – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo rurale e alla Pesca mediterranea, Luca Sammartino –. Investire nella promozione all’estero è una scelta strategica, come dimostrano i risultati dell’export agroalimentare siciliano, che sfiora i due miliardi di euro e continua a crescere costantemente negli ultimi anni».

Attraverso il lavoro dell’Irvo, vino e olio diventano così strumenti di promozione non solo economica, ma anche culturale e istituzionale, capaci di raccontare l’identità della Sicilia sui mercati internazionali.

Sarajevo rappresenta infatti un hub strategico per l’intera area balcanica grazie alla presenza di istituzioni, buyer della grande distribuzione, operatori del canale Horeca, distributori, strutture ricettive e realtà legate al turismo internazionale. Il Cantone di Sarajevo, con migliaia di strutture ricettive e un sistema Horeca in costante crescita, costituisce oggi uno dei principali poli turistici e commerciali dei Balcani occidentali.

Tra gli operatori coinvolti figurano hotel a quattro e cinque stelle, business hotel, ristoranti di fascia medio-alta, aziende di catering, wine bar, chef, food & beverage manager, buyer Horeca e distributori specializzati.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Bosnia Erzegovina, che ha sostenuto il progetto riconoscendo il valore delle eccellenze agroalimentari siciliane come strumento di promozione del territorio.

Tra gli appuntamenti principali figurano le due masterclass curate dall’Irvo: lunedì 6 luglio, alle ore 11.30, si terrà l’incontro dedicato agli oli siciliani, con un approfondimento sul profilo sensoriale e sulle principali cultivar dell’Isola; martedì 7 luglio, sempre alle 11.30, sarà invece la volta dei vini siciliani, con un focus sulle caratteristiche sensoriali e sui principali vitigni autoctoni.