“Terrazza di Capri. Agosto. La luna a picco scodella abbondante latte cagliato sulla tovaglia”. È l’incipit di “Pranzo notturno d’amore” in “La cucina futurista” di Filippo Tommaso Marinetti e Fillia: un esordio che inevitabilmente fa pensare al piatto simbolo dell’estate italiana, la caprese, le cui origini, per quanto mai verificate, sono da ricercarsi nell’isola del golfo di Napoli. Sebbene la cuoca caprese del racconto porti altro agli affamati protagonisti, la tradizione più affascinante lega proprio ai futuristi l’iconico piatto tricolore.
Sembra infatti che, in occasione di una cena organizzata nel 1922 al Grand Hotel Quisisana in onore di Marinetti, sarebbero stati serviti proprio mozzarella, pomodoro e basilico in un’insalata destinata a diventare l’emblema della cucina mediterranea. Un’altra tradizione fa invece risalire la nascita della caprese agli anni Venti, quando un muratore avrebbe chiesto un panino con questi ingredienti per richiamare i colori della bandiera italiana. Infine re Farouk d’Egitto: nei primi anni Cinquanta, dopo essere stato deposto, soggiornò a Capri e, apprezzando il piatto, contribuì alla sua fama.
Insomma, molte ipotesi ma nessuna certezza, tranne che questa combinazione di gusto ha superato il tempo e le mode, cavalcando l’estate italiana anno dopo anno, insieme ad altre pietanze rimaste nella nostra memoria collettiva o privata. E su questa idea di semplicità e qualità verte la proposta di Eataly, che per tutta l’estate nei ristoranti dei punti vendita reinterpreta la caprese consentendo un mix tra diversi tipi di pomodori e mozzarelle che, una volta scelti gli ingredienti e assaggiata la “variante”, si possono inoltre acquistare nel mercato interno per replicare l’esperienza a casa.
In fondo, siamo abituati a consumare la caprese pensandola semplicemente come mozzarella e pomodoro a fette con olio e basilico e raramente abbiamo provato a immaginarla diversa da così. Potrebbe essere quindi l’occasione per sperimentare il trittico gastronomico per antonomasia con differenti varietà dell’agroalimentare italiano, per giocare su gusto e consistenze: dai pomodori ramati più equilibrati e quindi classici, al più dolce cuore di bue passando per i datterini gialli (piccolo, croccante e molto dolce) e rossi (succoso e intenso) ma anche per il meno conosciuto pomodoro zebrato, dal colore striato e dal gusto aromatico, fino alla mozzarella fiordilatte classica o in treccia, lavorata a mano e ideale con pomodori più aciduli, e alle più cremose bufale, inclusa quella affumicata, che a Roma e a Milano vengono preparate quotidianamente dai caseifici interni Bufaly e Caseificio Fiordilatte.
Un filo di olio extravergine e basilico per completare la caprese ma, per chi desiderasse una nota ancora più fresca, lo stesso abbinamento si ritrova nel gelato al fior di latte con sale dolce e olio extravergine d’oliva profumato al basilico, in collaborazione con realtà artigianali come Terra Gelato (per lo store di Milano), Sal De Riso (Roma), Agrigelateria Sanpé (Torino) e Agrigelateria Dalpian (Genova): anche questo dessert non è sempre disponibile in menu e rientra nell’offerta estiva, che intanto prosegue con appuntamenti dedicati a food e cultura.
Un invito a rallentare durante l’estate in città e a riscoprire la grande varietà ortofrutticola e zootecnica italiana, prima di partire per la pausa di agosto, com’è noto un mese legato all’imperatore Augusto, anche lui un fan (futurista, visto che la mozzarella come la intendiamo oggi non esisteva?) del formaggio da latte vaccino lavorato a mano, come riporta Svetonio.