Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Cibo e dintorni

Migliori ristoranti italiani a Londra: la guida di Time Out. Non solo pasta e pizza: la nuova geografia. Ma c’è chi non è d’accordo

19 Luglio 2026
Veduta di Londra e Bongarrà nel riquadro Veduta di Londra e Bongarrà nel riquadro

Dalle trattorie di quartiere dove la pasta viene ancora preparata a mano ai ristoranti più eleganti per una cena speciale: la cucina italiana continua a essere una delle presenze più amate nella scena gastronomica di Londra. A raccontarlo è anche la recente selezione pubblicata da Time Out London, la celebre rivista inglese che si occupa anche di cibo, che ha raccolto i 20 migliori ristoranti italiani della capitale britannica, una fotografia di un panorama estremamente vario, capace di spaziare dalla tradizione regionale alle interpretazioni più contemporanee.

La classifica, però, apre anche una riflessione: può una selezione raccontare davvero la complessità della ristorazione italiana in una città internazionale come Londra, dove convivono insegne storiche, grandi chef italiani, piccoli locali di quartiere e progetti gastronomici legati ai diversi territori della Penisola?

Secondo Francesco Bongarrà, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra e giornalista di lunga esperienza, la risposta passa soprattutto dalla ricchezza dell’offerta italiana presente oggi nella capitale britannica. Una scena nella quale, accanto ai nomi indicati da Time Out, esistono realtà capaci di rappresentare in modo altrettanto significativo il patrimonio gastronomico italiano.

Ecco la classifica ordinata in elenco numerato:

1. Trullo
2. Brutto
3. Tiella
4. Ciao Bella
5. Auguste
6. Padella
7. Lardo
8. Canteen
9. Polentina
10. Casa Felicia
11. Artusi
12. Leo’s
13. Bar Italia
14. Murano
15. Lina Stores
16. Luca
17. Dalla
18. Elephant Hackney
19. Bocca di Lupo
20. Lupa

Tra le assenze più evidenti in cima alla lista, secondo Bongarrà, c’è Bocca di Lupo, storico ristorante italiano di Londra, che a suo avviso meriterebbe una posizione ben diversa rispetto al diciannovesimo posto assegnato dalla guida. “Non può essere al 19° posto, è un ristorante da podio”, osserva, indicando tra gli indirizzi più rappresentativi anche Mezzogiorno di Francesco Mazzei, Cantinetta Antinori, Olivo Mare, ristorante sardo specializzato nel pesce, e Il Macellaio di Roberto Costa, considerato un punto di riferimento per gli amanti della carne.

Una mappa diversa emerge anche guardando al mondo della pizza, settore nel quale Londra ha sviluppato negli ultimi anni una proposta sempre più qualificata. Tra gli indirizzi indicati da Bongarrà spiccano Napoli On The Road di Michele Pascarella, a Soho, seguito da Vasinikò a Covent Garden. Un panorama completato dalla cucina romana della trattoria dell’attore Nicolas Vaporidis a Clapham, esempio di come le diverse anime regionali italiane siano ormai parte integrante della città.

Al di là delle classifiche, il successo della cucina italiana a Londra sembra avere radici profonde. “È considerata la miglior cucina, quella dove si va quando c’è qualcosa da festeggiare”, racconta Bongarrà. Un riconoscimento che va oltre la semplice popolarità: il ristorante italiano è spesso associato a un’esperienza di qualità, a un momento speciale, a un’idea di convivialità che il pubblico britannico continua ad apprezzare.

Il motivo di questo successo, secondo il direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, risiede nella combinazione di alcuni elementi fondamentali: “È buona, è sana ed è varia”. Una varietà che rappresenta forse il vero punto di forza della gastronomia italiana all’estero: non una cucina unica e uniforme, ma un insieme di tradizioni regionali, prodotti e storie diverse.

La qualità degli ingredienti resta però un elemento decisivo. Fuori dall’Italia non sempre è semplice reperire materie prime all’altezza della tradizione, ma nei ristoranti che hanno costruito un rapporto autentico con il prodotto e con i territori il risultato può raggiungere livelli sorprendenti. “In alcuni dei migliori ristoranti italiani di Londra si può mangiare quasi meglio che in tanti posti in Italia”, chiude Bongarrà.