La cucina italiana continua a rafforzare il proprio ruolo nel panorama internazionale. Nel 2025 il suo valore ha raggiunto 253 miliardi di euro, rappresentando il 19% del mercato mondiale dei ristoranti full service e confermandosi la proposta gastronomica più apprezzata a livello globale. È uno dei dati che emergono dalla settima edizione del Deloitte Foodservice Market Monitor 2026, il rapporto che analizza l’andamento della ristorazione e dei consumi alimentari fuori casa.
Anche il mercato italiano del foodservice, che comprende ristorazione e consumi fuori casa, mostra numeri importanti: vale 84 miliardi di euro e si colloca al sesto posto nel ranking mondiale. Secondo Deloitte, il settore sta entrando in una fase di stabilizzazione dopo la ripresa post-pandemia, ma continua a evolversi grazie soprattutto alla crescita dei format organizzati e delle catene.
Crescono le catene, ma l’Italia resta il Paese dei ristoranti indipendenti
Tra il 2019 e il 2025 le catene della ristorazione in Italia hanno registrato una crescita del 7,2%, contro lo 0,6% degli operatori indipendenti. Ancora più marcato l’aumento delle catene quick service, che segnano un +10,5%, quasi il doppio della media mondiale.
Nonostante questo sviluppo, il mercato italiano continua a essere caratterizzato da una forte presenza di attività indipendenti: le catene rappresentano infatti appena l’11% del comparto, ben al di sotto della media internazionale, che si attesta al 35%.
Resta inoltre predominante il modello del full service restaurant, che vale circa la metà dell’intero mercato nazionale, anche se il segmento dei quick service continua a essere quello con le prospettive di crescita più interessanti.
Più investimenti e fusioni nel settore
Il rapporto evidenzia anche un’accelerazione delle operazioni di fusioni e acquisizioni (M&A) nel foodservice italiano. Tra il 2022 e il 2025 sono state concluse 34 operazioni, contro le 20 registrate nel quadriennio 2016-2019.
La cucina italiana si conferma il comparto più attrattivo per gli investitori, rappresentando il 39% delle operazioni complessive. All’interno di questo segmento, le pizzerie incidono per il 21% dei deal, mentre fast food e healthy food rappresentano entrambi il 18%.
Europa in crescita, delivery sempre più centrale
A livello mondiale il mercato del foodservice ha raggiunto nel 2025 un valore di 2.981 miliardi di euro, con una crescita del 2,2%, tornando sui livelli di espansione precedenti alla pandemia.
L’Europa è l’area geografica che cresce di più, con un incremento del 6%, mentre i ristoranti quick service continuano a guadagnare terreno, arrivando a rappresentare il 33% del mercato globale.
Tra le trasformazioni più rilevanti emerge anche il peso crescente dei consumi fuori dal locale: delivery, asporto e altri canali off-premise generano ormai il 45% del valore complessivo del foodservice mondiale, con un incremento di 15 punti percentuali rispetto al 2019.
Secondo Tommaso Nastasi, strategy and value creation leader di Deloitte, il mercato sta premiando sempre più i modelli organizzati e scalabili, mentre la cucina italiana continua a rappresentare un punto di riferimento internazionale sia per i consumatori sia per gli investitori. “Quest’anno – spiega Nastasi – il report di Deloitte fotografa un settore in via di stabilizzazione, dopo la fase di recupero post-pandemica, ma con dinamiche di crescita sempre più concentrate nei format scalabili e nelle catene organizzate. La velocità di espansione del segmento quick service restaurant italiano – quasi doppia rispetto alla media mondiale – e l’accelerazione delle operazioni di M&A segnalano che gli operatori con modelli di business scalabili stanno cogliendo opportunità in un mercato storicamente frammentato”.