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Eventi e iniziative

Serralunga day, sempre più terroir nel Barolo. Ecco i nostri migliori assaggi dell’annata 2023

17 Settembre 2026
Serralunga Day Serralunga Day

Anche quest’anno prosegue la collaborazione con il Consorzio del vino Brunello di Montalcino. Andrea Farinetti: "Appuntamento capace di raccontare il territorio attraverso i suoi vini, ma anche attraverso le persone e le relazioni che ne costruiscono l’identità"

Il Serralunga day, giunto alla quinta edizione, rappresenta ormai un appuntamento imperdibile per conoscere la nuova annata del Barolo, prodotto nella zona del comune di Serralunga d’Alba, menzione geografica aggiuntiva della Docg che definisce con precisione la provenienza delle uve. Serralunga d’Alba, pur contando solo 500 abitanti circa, rappresenta all’interno della denominazione del Barolo, uno dei territori più famosi ed identitari; qui, ad est di Monforte nel margine orientale della Docg, nascono vini caratterizzati da grande struttura, tannini importanti e longevità.

Il Serralunga day, nato da un’idea di Andrea Farinetti, amministratore delegato di Fontanafredda, per valorizzare l’identità e raccontare le diverse sfumature di questa specifica menzione geografica aggiuntiva, vede coinvolti i produttori di Barolo del comune di Serralunga d’Alba con la collaborazione ufficiale del Consorzio di tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.

Andrea Farinetti

In questa edizione 2026 ha visto la partecipazione delle seguenti 25 aziende del territorio: Alessandro Rivetto, Angelo Negro, Boasso, Cà Romè, Cantina del Nebbiolo, Cascina Adelaide, Damilano, Domenico Clerico, Ettore Germano, Famiglia Anselma, Ferdinando Principiano, Fontanafredda, Garesio, Giovanni Rosso, Luigi Baudana, Luigi Vico, Mauro Veglio, Palladino, Paolo Manzoni, Pico Maccario, Podere Gagliassi, Tenuta Cucco, Tenuta Rocca, Villadoria e Vite Colte.

Anche quest’anno prosegue la collaborazione con il Consorzio del vino Brunello di Montalcino con eventi come Portfolio Tasting, che ha riunito in un unico percorso di degustazione i produttori del Barolo del Comune di Serralunga d’Alba e una selezione di produttori di Brunello di Montalcino, e la masterclass Il potenziale del tempo: due rette parallele che con il tempo convergono, dedicata al parallelo tra queste due espressioni del vino italiano con la degustazione di 14 Barolo provenienti dai grandi cru di Serralunga d’Alba e 14 Brunello di Montalcino attraverso una sequenza di annate fino a spingersi agli anni Novanta.

La presentazione in anteprima della nuova annata del Barolo di Serralunga d’Alba 2023, avvenuta al Villaggio Narrante all’interno della tenuta di Fontanafredda, è stata un momento di confronto tra produttori, critica, stampa e operatori del settore. Andrea Farinetti, nel suo intervento in apertura dei lavori ha evidenziato come “questo appuntamento possa essere capace di raccontare il territorio attraverso i suoi vini, ma anche attraverso le persone e le relazioni che ne costruiscono l’identità”. È importante, a suo avviso, il dialogo che si sta creando con Montalcino e il suo Brunello, due territori dalla forte identità e dalla capacità di guardare al futuro. Dopo un breve ricordo della figura di Carlo Petrini ad opera di Luca Martinotti, vice presidente di Slow Food Italia la degustazione, alla cieca, è stata condotta dai Master of Wine Gabriele Gorelli e Andrea Lonardi e dalla critica enoica canadese Michaela Morris.

Il millesimo 2023 del Barolo di Serralunga d’Alba, caratterizzato da una stagione umida, molto eterogenea, ha evidenziato vini eleganti e snelli, con una buona freschezza. Il calice ha mostrato struttura, ma anche succosità e piacevolezza di beva. Insomma un’annata dinamica dalle buone prospettive di invecchiamento.

Delle 25 etichette degustate di altrettanti produttori, ovviamente in fase di evoluzione (ricordiamo che queste bottiglie saranno in vendita solo a partire dai primi mesi del prossimo anno), ecco gli undici vini che per noi al momento ci sono maggiormente piaciuti, in ordine alfabetico:

Angelo Negro – al calice presenta profumi particolari con l’arancia e la china che affiancano gli aromi più tipici del vitigno; al palato è agile, sapido e dalla buona trama tannica.
Boasso – dopo 30 mesi in botti di Slavonia nuove da 25 hl, il vino si presenta con un frutto croccante unito a note selvatiche molto interessanti; la bocca è potente, ma agile per la viva acidità e di lunga persistenza.
Damilano – l’azienda, pur sita a Barolo, produce dal 2019 questa etichetta dalle uve provenienti dai vigneti di Serralunga; in questo vino biologico, le note ferrose si intrecciano con i classici aromi floreali e speziati; in bocca è austero, di struttura, fresco e dalla lunghissima persistenza.
Ettore Germano – dopo la fermentazione in acciaio, sosta in botti di diversa capienza dai 18 ai 24 mesi; al naso si percepiscono aromi floreali, di frutto rosso fino a sentori più evoluti come pelliccia e muschio; al palato è fitto, ampio e dalla lunghissima persistenza.
Ferdinando Principiano – fermentazione spontanea, affinamento in botte grande, nessuna filtrazione e chiarifica: questo l’approccio naturale di questa azienda; in vino ha aromi quasi erbacei e di radici con una nota eterea, estremamente persistente al naso ha un sorso vibrante e di grande energia.
Fontanafredda – dal 2018 in conduzione biologica, il vino è affinato in botti di media e grande dimensione; al calice troviamo sensazioni ematiche e profumi floreali e vegetali, quasi di resina; giustamente tannico, polposo e di corpo.
Giovanni Rosso – affinato in grandi botti di rovere francese, il vino ha note delicate di fiori rossi unite ad leggera speziatura, mentre al palato la freschezza fa da contraltare alla struttura e al tannino quasi masticabile. Lungo il finale
Luigi Baudana – dal colore rosso ancora violaceo, mostra subito aromi di viola e rosa con il frutto rosso sullo sfondo; affinato per 24 mesi in botti di diverse dimensioni, è elegante e dal profilo snello e agile. L’azienda è gestita dalla famiglia Vajra, che opera da molto tempo in conduzione biologica.
Poderi Gagliassi – vino biologico prodotto in sole 2000 bottiglie affina in tonneaux di rovere francese; ha un naso elegante di fiori e note eteree, mentre in bocca è equilibrato e dotato di struttura e precisione.
Palladino – affinato in grandi botti di Slavonia, dopo la fermentazione malolattica in cemento, il vino nel calice emana le classiche note floreali fino ad aromi più eterei, come canfora ed incenso; al palato è succoso, di struttura e dai tannini setosi.
Tenuta Cucco – vino prodotto in conduzione biologica, dopo la fermentazione in acciaio sosta per 24 mesi in botti grandi tradizionali; negli aromi cominciano ad emergere già gli effetti della terziarizzazione con sensazioni di cuoio, pelle e spezie. Il sorso è dinamico, dai tannini setosi e armonico.